P R I M O P I A N O |
| intervista con Cesare Mossotto Direttore Generale CSELT (Centro Studi e Laboratori Telecomunicazioni) a cura di Cipriano Cavaliere |
All'èra del Web
subentra l'infoappliances
| Dal suo osservatorio come vede la società della
comunicazione del futuro? Niels Bohr sosteneva spiritosamente che non è facile fare predizioni, soprattutto del futuro, in particolare se si vive in un periodo di transizione mai visto prima ("come sempre", Ennio Flaiano chiosava pungente). Quanto agli aspetti specifici dell'ICT (Information and Communication Technology), possiamo dire che le telecomunicazioni saranno più pervasive di oggi, ma ancor più che vedremo nuove entità comunicare. Se fino agli anni Ottanta la parte del leone era svolta dalle comunicazioni da persona a persona, negli anni Novanta abbiamo visto l'emergere di comunicazioni tra persone e calcolatori. Molti osservatori collocano nel 2002 il punto di incrocio per la predominanza della comunicazione dati rispetto alla voce e, approssimativamente alla stessa data, l'incrocio tra terminali fissi e mobili (nei Paesi scandinavi l'intersezione è già stata raggiunta). Lo scenario futuro prevede la nascita di una pletora di comunicazioni tra macchine anche nel mondo consumer. L'idea è di inserire un microprocessore negli oggetti d'uso quotidiano, il forno a microonde (e, al limite, le confezioni degli stessi cibi da cuocere al forno), il condizionatore, la telecamera, la lavatrice, e con quel chip collegarli ad Internet. All'èra del Web, della rete, subentra così l'èra delle cose o degli elettrodomestici informatizzati (infoappliances); qualcuno ipotizza per il 2005 un rapporto di cinque a uno tra elettrodomestici intelligenti e calcolatori, con i primi che, comunicando tra di loro, contribuiranno allo sviluppo dei volumi di traffico. Le applicazioni in rete riguarderanno le attività fondamentali della società umana: il lavoro, l'istruzione, il commercio e il divertimento. Questi termini vanno intesi in senso lato: per esempio, l'istruzione può significare istruzione universitaria o formazione professionale, il commercio può essere di beni sia materiali sia immateriali. In questi campi, l'innovazione tecnologica porta a possibili applicazioni e servizi in rete dove questa qualificazione può assumere significati diversi come "a distanza", "tele", "remoto" anche "mobile" e "virtuale". Un ruolo-chiave sarà giocato dai servizi e dalle applicazioni delle reti e delle tecnologie di base, tenendo presente che lo slogan degli uomini di telecomunicazione "verso la larga banda" sta diventando una realtà per superare i vincoli di tempo e spazio. L'intensificazione dei processi comunicativi, l'esaltazione dell'autonomia del soggetto, la liberazione dei vincoli spazio-temporali, la cancellazione dei confini geografici, l'annullamento dei tempi morti, sono queste le caratteristiche principali dell'ICT. La rivoluzione digitale cambierà radicalmente la vita degli uomini. Ritiene che questa rivoluzione potrà aiutare i Paesi del Sud del mondo? Internet e la rivoluzione digitale nel suo complesso rappresentano indubbiamente delle chances potenziali per le aree geografiche nel mondo ancora suscettibili di ampi margini di sviluppo. Ai giovani danno la possibilità di accedere ad informazioni (e conoscenze) già disponibili in Paesi più avanzati: in un certo senso l'accesso ad Internet è la manifestazione concreta di un programma di equal opportunity per ridurre il divario socio-culturale. Internet offre sicuramente il grosso vantaggio di avvicinare i popoli e le culture e potrà rappresentare uno strumento per la crescita "democratica" di molti Paesi. In questo senso si è espresso in molteplici occasioni pubbliche Nelson Mandela, aggiungendo che il suo Paese non potrà fare a meno della Rete per uno sviluppo sostenibile ed equilibrato, facendo salve le peculiarità, le differenze, le ricchezze culturali e le tradizioni locali. L'altra dimensione è di tipo economico e riguarda la creazione di posti di lavoro, per esempio, nel settore dello sviluppo software e nella fornitura di servizi ancora software-intensive, che richiedono investimenti limitati e possono usufruire di una manodopera abbastanza qualificata e concorrenziale rispetto a quella di Paesi con costi più elevati. Non so in definitiva se Internet e la rivoluzione digitale potranno costituire, al di là delle potenzialità intrinseche, un motore di sviluppo socio-economico per i Paesi meno industrializzati, però indubbiamente uno strumento così efficace e pervasivo come Internet tenderà ad abbattere le barriere tra chi (individui, gruppi, Paesi) saprà utilizzarlo in modo vantaggioso, mentre tenderà ad emarginare gli altri. Ciò comporta un impegno di tutti verso la modernità e la modernizzazione attraverso un'opera capillare di alfabetizzazione e formazione sulle nuove tecnologie. Questo significa evolvere dal determinismo tecnologico alla politica tecnologica e decidere non subire dove si vuole che le nuove tecnologie dell'ITC portino. Come si potrà conciliare l'enorme sviluppo di mezzi pervasivi, come Internet, con il forte bisogno di privacy e di riservatezza? Farei, per chiarezza, una precisazione terminologica. In genere con segretezza o riservatezza di una comunicazione si intende la non disponibilità di informazioni a terzi non direttamente coinvolti nella comunicazione stessa, mentre la tutela della privacy è oggi intesa nel senso più ampio di certezza che dati personali resi disponibili a una terza parte non vengano da questa utilizzati per scopi diversi da quelli per cui essi erano stati forniti. Quanto alla riservatezza, si è fatto molto per assicurarla nelle comunicazioni, con risultati anche brillanti. Un esempio è quello della telefonia cellulare, ove le comunicazioni oggi, con il sistema GSM, sono indecifrabili da terzi grazie all'uso di tecniche crittografiche. Le stesse tecniche, anche se utilizzate con metodi diversi, sono alla base della riservatezza delle comunicazioni sulle reti dati e, quindi, su Internet. Mentre la riservatezza nel caso GSM è garantita come caratteristica essenziale del servizio, per Internet la situazione è diversa, e la protezione dei dati trasmessi è cura dell'utilizzatore, non essendo una caratteristica intrinseca della rete. Si può dire in questo caso che - esclusi casi particolari in cui leggi nazionali vietano l'uso della crittografia, come in Francia la tecnologia che assicura la riservatezza delle comunicazioni Internet esiste ed è utilizzabile da chiunque. Un caso applicativo emblematico è rappresentato dal commercio elettronico ed, in particolare, dalla gestione dei pagamenti all'interno della rete mediante protocolli standard ampiamente accettati. Più in generale, si sta tentando la via della definizione di una tecnologia adatta a facilitare la garanzia di privacy sul World Wide Web, il servizio di gran lunga più usato sulle reti Internet. L'autorevole World Wide Web Consortium (W3C), pilotato dal MIT e, per l'Europa, dall'INRIA, e di cui fanno parte società come Microsoft, Netscape e IBM, ha recentemente terminato la definizione di un metodo, chiamato Platform for Privacy Preferences, o P3P, che dovrebbe proprio garantire una "negoziazione" delle regole della Privacy, da applicare nello scambio di dati tra un cliente e un fornitore di servizi Internet. È tornato qui di moda un termine quasi cabalistico, steganografia (dal greco stèganos = nascosto), che indica i procedimenti inventati per occultare l'identità, la localizzazione e, addirittura, l'esistenza del messaggio. Casi d'uso di metodi steganografici sono ricordati da Erodoto e vennero utilizzati, per esempio, dai Neoplatonici per trasmettere concetti ritenuti segreti. Quanto detto illustra la complessità dei problemi affrontati da chi deve concepire le leggi nel settore tenendo conto delle nuove tecnologie dell'ICT. A rendere più composito il quadro, oltre al commercio elettronico, ci potranno essere il telelavoro, la teledidattica, la telemedicina, l'home banking e, in generale, tutte quelle nuove applicazioni in rete che potranno essere favorite dalla convergenza fra telefonia, reti dati e televisione. In conclusione, se la segretezza delle comunicazioni e delle transazioni che avvengono su Internet è un'esigenza che, nei casi in cui essa sia importante, può essere sufficientemente garantita mediante tecniche, vecchie e nuove, di crittografia, la privacy costituisce un problema di bilanciamento tra nuove tecnologie dell'informazione e concetto di democrazia, diritti del singolo e tutela della legalità, logica di sviluppo dei nuovi mercati e ruolo e limiti della legge. Conseguire un punto di equilibrio tra misura dei diritti ed interessi costituzionalmente rilevanti diventa quindi un dovere per il legislatore. |