A R E E D I R I C E R C A |
P A L E R M O |
Deganello: processi catalitici per
uno sviluppo industriale sostenibile
Direttore dell'Istituto di Chimica e Tecnologia
dei Prodotti Naturali
L'Istituto da Lei diretto conduce studi di estremo interesse ed attualità; quali sono i settori specifici di azione?
L'Istituto attualmente è organizzato in 3 reparti a Palermo e una sezione distaccata a Messina. A Palermo il gruppo più numeroso si occupa di catalisi chimica, attraverso la preparazione di catalizzatori eterogenei a base di metalli nobili, supportati dalla pomice di Lipari. Oltre a studiare l'attività chimica, disponiamo di un moderno diffrattometro di raggi X per polveri che ci consente di studiare i catalizzatori, anche da un punto di vista strutturale, e stabilire importanti relazioni fra struttura e attività. I catalizzatori vengono usati nei processi industriali per accelerare le reazioni chimiche e migliorarne le rese. Un altro gruppo si occupa dell'estrazione e dello studio di molecole naturali di origine vegetale i terpeni che possono essere utilizzati per la preparazione di profumi o in certi settori farmaceutici; mentre il terzo reparto lavora alla sintesi ed allo studio dell'attività di molecole organiche di interesse farmaceutico e tossicologico. La sezione di Messina che è ospitata presso la locale Università - si occupa di complessi metallorganici a base di platino per studi di frontiera fra chimica e biologia.
Un laboratorio dell'ICTPN
Qual è il rapporto dell'Istituto con il territorio? C'è interesse da parte delle istituzioni e delle imprese locali per la vostra attività?
L'Istituto ha stabilito fin dalla sua recente fondazione (alla fine del 1993) un rapporto con l'impresa concessionaria per l'estrazione della pomice a Lipari, la Pumex SpA, che ha cofinanziato estesamente le nostre ricerche, ottenendone in cambio informazioni tecnico-scientifiche di loro interesse. Il trasferimento presso la nuova sede di Area e l'ampliamento delle nostre competenze, anche attraverso l'estensione del numero di collaboratori (neolaureati, dottori di ricerca), ci ha consentito l'avvio di nuove forme di collaborazione, sia con le imprese sia con le istituzioni, che ci permetteranno di ovviare ad una prolungata carenza di finanziamento da parte del CNR. In particolare, l'ICTPN offrirà dal prossimo autunno ad organizzazioni ed imprese siciliane nuovi servizi di consulenza di direzione ed alta formazione per avviare le imprese siciliane alla certificazione internazionale, sia dei sistemi qualità (ISO 9000) sia di quelli ambientali (ISO 14000, Regolamento EMAS). È obiettivo dell'Istituto diventare il centro di riferimento pubblico in Sicilia per la gestione totale per la qualità (TQM), ed è per questa ragione che abbiamo stabilito relazioni con la ST-Microelectronics, che in Europa è leader riconosciuto in TQM.
Per lo stesso motivo ci siamo associati all'European Foundation for Quality Management ed abbiamo stabilito relazioni con i principali enti europei specializzati in gestione per la qualità. Vista l'importanza della questione e l'assenza di centri di formazione pubblici, riteniamo che l'istituzione di questo centro potrà offrire un grande beneficio al sistema industriale siciliano. Siamo molto soddisfatti dell'interesse e del sostegno che il Governo regionale ha voluto subito offrirci.
Quali sono le più importanti collaborazioni dell'Istituto a livello nazionale e internazionale?
Diffrattometro di raggi X per polimeri
In Italia abbiamo relazione con altri organi del CNR, in particolare con l'ITAE (Istituto di Ricerca su Metodi e Processi Chimici per la Trasformazione e l'Accumulo dell'Energia) di Pistunina (Messina), con l'ISSECC (Istituto per lo Studio della Stereochimica ed Energetica nei Composti di Coordinazione) di Firenze, con alcuni Istituti dell'Area di Montelibretti, e con molti ricercatori delle Università. Siamo onorati di collaborare con numerosi centri di ricerca stranieri, attraverso progetti bilaterali fra il CNR e le istituzioni scientifiche di vari Paesi: abbiamo in corso ricerche con il Centro di Catalisi del CNRS di Villeurbanne (Francia), con l'Istituto di Catalisi di Madrid e con l'Università di Santiago del Cile. Collaboriamo con l'Accademia delle Scienze ungherese, uno dei centri all'avanguardia per ricerche sulla catalisi, anche nel campo delle simulazioni al computer dei processi catalitici. Il nostro gruppo di strutturistica ha accesso al Sincrotrone europeo (ESRF) di Grenoble, in Francia. Siamo anche soddisfatti di avere relazioni con l'Istituto di Chimica dell'Università di Gerusalemme (Israele), che ha una straordinaria tradizione scientifica, soprattutto in tematiche di frontiera, e ritengo che presto saremo in grado di avviare rapporti di collaborazione con altri Paesi. Penso, infatti, che i rapporti di collaborazione siano particolarmente utili perché permettono soggiorni all'estero ai nostri ricercatori e permanenza per qualche tempo all'ICTPN di studiosi stranieri. Il contatto con altre realtà scientifiche, che dispongono spesso di strumentazioni diverse ed usano altre metodologie, accelerano la crescita culturale e scientifica dei nostri giovani ricercatori.
Quali sono i progetti per il futuro e quali cambiamenti pensa di apportare all'Istituto?
Un obiettivo che mi pongo è quello di focalizzare l'attività di ricerca dei vari reparti sulla catalisi chimica, valorizzando le competenze dei singoli ma migliorando la collaborazione fra i reparti. Lo sviluppo di processi catalitici efficienti e puliti è di interesse primario per uno sviluppo industriale sostenibile. Stiamo per avviare un progetto di collaborazione con alcuni ricercatori dell'Università, del CNR e dell'industria per nuovi studi sui convertitori catalitici usati nelle automobili. Siamo co-titolari con l'Ufficio Yissum dell'Università di Gerusalemme di un importante brevetto relativo a catalizzatori innovativi per ossidazioni efficienti e pulite di alcooli organici, inclusi i carboidrati. I catalizzatori sono costituiti da alcuni radicali organici stabili immobilizzati in matrici solide. Stiamo ora studiando la possibilità di estendere questa tecnica di immobilizzazione a cellule vegetali, per la produzione di sostanze chimiche speciali legate al metabolismo ed alla funzionalità delle cellule.
Il nostro, come vede, è un Istituto giovane che in questa nuova e bellissima sede ha le potenzialità per allargare le proprie attività e per proporsi in breve tempo come una realtà scientifica di riferimento per la ricerca chimica e per la formazione di giovani, e anche per lo sviluppo delle attività imprenditoriali locali.