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| di Romano Cipollini Presidente del Comitato Nazionale di Consulenza per le Scienze Chimiche del CNR |
A lla fine del Cinquecento un medico rilevò un'alta incidenza di morti per malattie polmonari fra i minatori di Schneeberg, zona situata fra la Sassonia e la Boemia. A quel tempo non si avevano le opportune conoscenze per poter diagnosticare le cause di quell'evento ed al malore fu dato il nome di "affezione polmonare di Schneeberg". A posteriori, oggi sappiamo che quella era la prima manifestazione degli effetti dannosi del radon sull'uomo, infatti, negli anni Venti di questo secolo, fu ipotizzata la correlazione fra quegli eventi fatali e le emanazioni del radio (appunto il radon e la sua progenie) e negli anni '40-'50 questa correlazione fu provata e generalmente riconosciuta.
Il radon è un gas radioattivo prodotto dal decadimento
del radio (che a sua volta deriva dalla serie dell'uranio). Alla metà degli anni
Cinquanta però alcune ricerche effettuate in Svezia ed in USA dimostrarono che la
penetrazione del radon negli ambienti chiusi poteva, se le concentrazioni erano elevate,
provocare problemi per la salute umana. Da allora numerosi studi e campagne di
monitoraggio sono stati condotti in tutto il mondo per individuare le aree interessate ed
avviarne la bonifica. Un approccio più attento ha informato, a partire dallo scorso
decennio, le legislazioni nazionali e numerose azioni di prevenzione sono state avviate in
vari Paesi.
"Questo gas radioattivo incolore ed inodore è responsabile di circa 14.000 morti per tumore al polmone ogni anno Invito tutti gli Americani ad intraprendere azioni contro la presenza del radon nelle loro comunità". Questa, per riportare una citazione autorevole, è la dichiarazione del Presidente Clinton all'inaugurazione della Settimana Nazionale di azioni contro il radon promossa negli Stati Uniti nel `96.
In Italia, come è evidenziato nel volume La campagna di monitoraggio del radon presso la Camera dei Deputati, di Pietro Ragni, Giancarlo Angelini e Raimondo Horn Orni, qui presentato, non vi è ancora una legislazione specifica, poiché non sono stati ancora emanati i decreti applicativi previsti dal d. lgs. 230/95, che è la legge quadro di riferimento in materia. È chiaro che, ove si sospetti l'esistenza di valori significativi è opportuno, a prescindere dalle carenze normative, rilevare la concentrazione del radon e realizzare, quando necessario, immediate azioni di protezione dei lavoratori. È quanto ha fatto, a partire dall'inizio del '97, la Camera dei Deputati, che ha commissionato all'Istituto di Chimica Nucleare del CNR un'ampia azione di monitoraggio dei locali a contatto con il terreno.
Il libro, edito dalla Segreteria Generale della Camera dei Deputati, riesce molto bene nel suo intento di dare un'informazione completa e facilmente comprensibile sulle problematiche fisiche e mediche correlate alla radioattività naturale ed artificiale ed al radon in particolare. Illustra diffusamente tutte le attività realizzate dagli esperti del CNR, durante il monitoraggio nei locali del Parlamento ove, in alcuni casi, si sono trovati valori di concentrazione 20-40 volte più alti della media nazionale e conclude con un capitolo di suggerimenti per promuovere la bonifica dei locali e garantire la salvaguardia della sicurezza dei lavoratori. Il volume, ben articolato e di interessante lettura, fa comprendere che anche "se non esistono edifici totalmente schermati dal radon", il problema, se opportunamente affrontato, può essere limitato o risolto rapidamente e con efficacia. È senz'altro da apprezzare il tempismo con cui la Camera dei Deputati ha promosso l'azione di monitoraggio e di prevenzione, nell'interesse dei propri dipendenti; viene spontaneo suggerire, tenuto conto della situazione geomorfologica di Roma, che similari iniziative andrebbero promosse, senza attendere le disposizioni di legge, anche da altre istituzioni pubbliche e private per limitare i potenziali danni per gli ignari lavoratori esposti a questo agente silenzioso e pericoloso, che permea il terreno e contamina l'aria respirata.