GRUPPO NAZIONALE PER LA DIFESA DALLE CATASTROFI IDROGEOLOGICHE

di Leonardo Cascini*, Fabio Rossi*, Lucio Ubertini**
*Università di Salerno e GNDCI
**Presidente del GNDCI del CNR e Direttore dell'Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica nell'Italia Centrale, CNR, Perugia

Catastrofe idrogeologica in Campania.
L'intervento del CNR e della Protezione Civile

Nel maggio scorso si è verificato in Campania un evento idrogeologico con effetti catastrofici sulla popolazione, che ha causato, purtroppo, ben 145 vittime, centinaia di feriti, migliaia di senzatetto e notevoli disagi tuttora persistenti.

Foto MG Angeli - IRPI CNRIl rischio idrogeologico, com'è noto, è il rischio naturale più ricorrente; capillarmente diffuso su tutto il Paese, è in grado di svolgere azioni devastanti a largo raggio sul territorio antropizzato.

La gravità dell'evento della Campania è dovuta principalmente a due condizioni naturali sfavorevoli dal punto di vista geologico e geomorfologico e precisamente: la natura delle zone colpite, costituite da coltri piroclastiche e da rocce carbonatiche e la pendenza dei versanti molto elevata. Alle condizioni naturali sfavorevoli si sono associate piogge intense corrispondenti, per i totali giornalieri, a periodi di ritorno di l0÷15 anni, caratteristiche di un evento estremo, ma, comunque, non straordinario. Gli effetti catastrofici sono dovuti principalmente all'ubicazione degli insediamenti urbani nelle aree pedemontane sottoposte a fenomeni imponenti di interrimento, conseguenti alle colate rapide nei tratti montani ad elevata pendenza.

I dati che provengono dall'Archivio d'informazioni storiche censite nel corso del Progetto AVI (Aree Vulnerate Italiane) dal Gruppo Nazionale per la Difesa dalle Catastrofi Idrogeologiche (GNDCI) del Consiglio Nazionale delle Ricerche, riferiscono che a Sarno sono state raccolte notizie relative ad eventi di frana e colate di terra avvenuti nel 1963, nel 1968 con una vittima, e nel 1993; a Bracigliano sono state raccolte 2 notizie relative ad eventi di frana nel 1992 e nel 1993.

Dai dati storici disponibili emerge, quindi, che l'area è storicamente soggetta a dissesti, alcuni dei quali si sono verificati con tipologie simili a quelli occorsi nell'evento del 4-5 maggio u.s. Per l'area colpita, il catalogo storico tuttavia non contiene informazioni relative ad eventi di intensità ed estensione paragonabili a quelli verificatisi di recente.

Nella gestione dell'emergenza e nella pianificazione degli interventi strutturali e non strutturali da compiersi nelle aree colpite nei giorni dello scorso maggio dalle colate di fango (i centri abitati dei Comuni di Bracigliano, Quindici, S. Felice a Cancello, Sarno e Siano), le competenze del GNDCI, in particolare dell'Unita Operativa (U.O.) con sede presso l'Università di Salerno, sono state molteplici.Foto MG Angeli - IRPI CNR

Nella fase di emergenza dei giorni dal 7 al 18 maggio i ricercatori dell'U.O. hanno provveduto alla delimitazione delle aree a rischio residuo nei territori dei suddetti Comuni ed alla individuazione di una soglia pluviometrica di allarme. Tale delimitazione è stata effettuata sulla base di numerosi rilievi in sito e di studi di fotointerpretazione, cui sono seguiti rilievi topografici, idraulici, geologici, geotecnici, etc.

A seguito del primo intervento, i ricercatori dell'U.O. sono stati investiti di altri compiti, tutti con definizione dei tempi di attuazione, tra cui.:

n l'individuazione di interventi urgenti per la riduzione del rischio idrogeologico nei territori dei Comuni interessati e la redazione delle relative linee di indirizzo per le progettazioni;

n la vigilanza sulle progettazioni e sulla realizzazione delle opere;

n la prosecuzione delle indagini e delle attività di supporto tecnico e di monitoraggio finalizzate alla gestione dei piani di emergenza, con attivazione di idonei presidi territoriali;

n la delimitazione, nel territorio della Regione Campania, delle aree a rischio di colate di fango, aventi le stesse caratteristiche geologiche e geomorfologiche della zona interessata dai dissesti del 5 e 6 maggio.

Con contributi straordinari assegnati all'Università di Salerno per espletare i compiti suddetti sono stati coinvolti numerosi esperti nazionali ed internazionali in materia di rischio idrogeologico, con particolare attenzione nei confronti delle altre Unita Operative dello stesso GNDCI, dei Servizi Tecnici Nazionali, del Gruppo Nazionale per la Vulcanologia del CNR (GNV) e dell'Osservatorio Vesuviano.

Foto MG Angeli - IRPI CNRPer quanto riguarda le azioni previste dal Gruppo per la riduzione del rischio idrogeologico, i ricercatori delle U.O. interessate hanno realizzato una dettagliata ed articolata documentazione nella quale vengono, tra l'altro, indicati alcuni interventi urgenti per prevenire ulteriori danni:

Relativamente alle attività di supporto tecnico e di monitoraggio per la gestione dei piani di emergenza, con l'attivazione di idonei presidi territoriali, l'U.O., che ha protratto tali attività dopo l'emergenza, e le altre U.O. del GNDCI hanno fornito la loro collaborazione su temi specifici di grande rilievo, quale la definizione della soglia pluviometrica di allarme per il prossimo inverno, trasmessa alla Protezione Civile, unitamente alle linee guida per la gestione e l'utilizzazione delle procedure definite.

Si è, infine, proceduto, come da programma concordato con la Protezione Civile, alla preliminare delimitazione, nel territorio della Campania, di quelle zone soggette al verificarsi degli stessi fenomeni di dissesto già avvenuti. Per la rilevante estensione del territorio potenzialmente interessato da colate di fango (circa 2.500 kmq) e per l'elevatissimo numero di Comuni ricadenti nel territorio medesimo (202) si è proceduto ad una suddivisione delle aree da analizzare tra le Unità Operative che si sono rese disponibili, oltre che tra gli Enti coinvolti.

Informazioni e documentazioni fotografiche dell'evento di Sarno si possono trovare nei seguenti siti WEB:

http://www.gndci.pg.cnr.it/

http://www.protezionecivile.it/

http://www.cima.unige.it/

http://www.dstn.pcm.it/simn/FranaSarno/

http://www.geologi.it/articoli/

http://www.geocities.com/RainForest/8211/

Pur dovendo acquisire, elaborare e sintetizzare una rilevantissima e complessa mole di dati, tenendo conto della valenza socio-economica delle risultanze dello studio, il compito è stato completato in brevissimo tempo.

In conclusione, si può senza alcun dubbio rilevare che in questa occasione la Comunità scientifica è stata chiamata a svolgere un'importante azione sociale alla quale ha risposto con grande spirito di abnegazione e nel contempo ha potuto prontamente compiere un'esperienza scientifica di grande interesse per l'avanzamento delle conoscenze in un settore strategico e prioritario del Paese.

I risultati ottenuti sono stati possibili grazie, innanzitutto, alla fiducia riposta nella Comunità Scientifica ed all'aiuto determinante della struttura operativa della Protezione Civile, ma anche grazie all'importante azione organizzativa e di coordinamento svolta dal Consiglio Nazionale delle Ricerche.


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