I S T I T U T I |
TECNOLOGIE PER I BENI CULTURALI |
| di Lorenzo Bianchi Ricercatore presso l'ITABC del CNR, Roma Montelibretti |
Roma: edifici medievali nel tessuto della città attuale
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| Documento del 10 novembre 1500 relativo alla donazione di un terreno che comprendeva una delle torri "dei Capocci" |
È da ormai quattro anni in corso di svolgimento, presso l'Istituto per le Tecnologie Applicate ai Beni Culturali (ITABC) del CNR (in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici di Roma), una ricerca analitica su edifici storici medievali a carattere `"fortificatorio" (torri, case con recinto fortificato, fortificazioni su monumenti antichi) nella città di Roma, tema abbastanza trascurato, almeno fino ad un decennio fa, nel panorama delle indagini archeologiche e storico-architettoniche. La ricerca è nata originariamente in anni precedenti come ricerca seminariale presso la cattedra di Archeologia e Topografia Medievale dell'Università di Roma "La Sapienza" (Prof. Letizia Ermini Pani) ed è proseguita, con un finanziamento del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, come un progetto di schedatura architettonica strutturata in una banca dati alfanumerica e grafica, secondo i modelli stabiliti dall'Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione e dunque con gli scopi propri dell'amministrazione ministeriale, finalizzati principalmente alla tutela. In un secondo momento, la ricerca si è volta all'analisi sistematica di ciascuna singola emergenza medievale, ma esaminata in prospettiva diacronica, seguendone le modificazioni strutturali ed i cambi di destinazione d'uso durante la sua sopravvivenza lungo il corso dei secoli e fino al momento attuale. Di conseguenza, lo studio di ogni singola struttura (con tutto quel che ne consegue a livello di indagine storico-archivistica e di analisi della struttura materiale del monumento) non ha potuto rimanere separato da quello dello sviluppo storico-topografico del contesto circostante, dall'antichità classica substrato imprescindibile all'epoca romana.
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| In alto: pianta della nuova chiesa di S. Barbara (1677), ricostruita su quella più antica dell'XI secolo. Al centro: torri cosiddette "dei Capocci" presso S. Martino ai Monti. In basso: edificio in via dei Chiavari. La struttura si innesta nell'area del teatro di Pompeo (I sec. a.C.) |
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Questo metodo di lavoro, che dalla prima impostazione schedografica ha mutuato l'attenzione ed il rigore per l'esposizione sistematica dei dati, qualunque essi fossero (dai rilievi delle strutture, su base fotogrammetrica integrata da rilevamento diretto, alla documentazione d'archivio, sia storica sia amministrativa, spesso inedita) ha necessariamente obbligato ad un approccio prettamente interdisciplinare, dove l'interdisciplinarità è stata dettata, direi anzi primariamente imposta, dall'oggetto stesso della ricerca. Per interdisciplinarità si intende sia l'integrazione di conoscenze provenienti da ambiti scientifici molto diversi, ognuno procedente con i propri metodi di indagine sia, all'interno delle medesime discipline, il superamento delle barriere cronologiche (antichità, medioevo, rinascimento) che troppo spesso condizionano artificialmente la comprensione di un processo storico. La ricerca storico-topografica, in quanto attività che investe la storia nel suo complesso, è forse il miglior campo per mettere alla prova questa interdisciplinarità, e ancor più lo è nel caso della città di Roma, che si rivela particolarissimo e forse unico nel suo genere a causa della complessità stratigrafica e documentaria, e delle trasformazioni e sovrapposizioni, anche di tipo amministrativo, che hanno interessato e tuttora interessano la città. Non deve, inoltre, sorprendere che una ricerca a base fondamentalmente storica venga sviluppata in un Istituto a carattere eminentemente tecnologico, dal momento che l'utilizzazione di metodologie e tecnologie scientifiche al fine della tutela e salvaguardia del patrimonio culturale necessita, per il raggiungimento di esiti positivi e significativi, di disporre di dati storici e documentari correttamente e scientificamente organizzati. Conoscenza di un bene, infatti, non significa solamente l'analisi del suo stato fisico e delle sue caratteristiche, ma anche comprendere le sue relazioni con l'ambiente circostante, nello spazio e nel tempo, e, ancor più profondamente, il significato e le ragioni della sua esistenza e delle sue trasformazioni.
Mentre sono ancora in corso le ricerche su più di venti edifici nel centro storico di Roma (in particolare nel rione Monti e nella zona prossima all'Isola Tiberina), si è nel frattempo proceduto alla pubblicazione scientifica analitica dei dati acquisiti (rilevamenti originali, documentazione storica, archivistica, fotografica, iconografica) organizzata in saggi critici accompagnati da dettagliati indici; un primo volume di circa 500 pagine con tavole allegate è uscito nell'aprile di questo anno 1998, ad ha per oggetto edifici sull'Esquilino e sul Viminale (torri dei Capocci) e nel Campo Marzio (torre dei Grassi e casa di Vallati al Portico di Ottavia, torre del Papito a Largo Argentina, casa e torre in via dei Chiavari, casa e torre in via di Tor di Nona).
Obiettivo di una seconda e successiva fase del programma di ricerca è la sperimentazione e l'applicazione di tecniche di indagine non distruttive sulle strutture già esaminate, volte soprattutto ad accertarne, sulla scorta dei dati ricavati dalla documentazione storica e di rilevamento già prodotta, la stratigrafia muraria e le fasi costruttive; e, parallelamente, la costituzione prototipale di un modello metodologicamente verificato di sistema informativo su base topografica a scala urbana (1:1000), che unisca, in un unico database e in prospettiva diacronica, tutti i dati acquisiti, consultabili in dettaglio in archivi fra di loro relazionati e, per ciò che riguarda i disegni, in scala reale.