A R E E   D I   R I C E R C A

T O R I N O

di Gian Maria Gros-Pietro
Presidente del Comitato d'Area dell'Area della Ricerca di Torino

Un'Area per le attività
creatrici di ricchezza

"Questo obiettivo - dice il Presidente di Area - non intacca però la dedizione primaria della ricerca intesa come produzione di conoscenza nuova; lo dimostra la rilevanza internazionale dei risultati raggiunti"

Tra le grandi città europee, Torino mostra una delle più alte incidenze di attività industriale, con particolare importanza dell'industria meccanica. Così non è per il Piemonte, che dispone di una struttura industriale meno asimmetrica, in cui spicca per importanza, accanto all'industria meccanica, quella tessile, e dove le produzioni agricole specializzate rappresentano una importante fonte di ricchezza. Crescente è poi l'importanza dei servizi, sia nel contesto della regione sia nella sua capitale. L'Area della Ricerca di Torino riflette in qualche modo la struttura del contesto economico e sociale della regione nella quale si inserisce. Primeggia, per importanza delle risorse umane, tecnologiche e finanziarie impegnate, la ricerca direttamente connessa con le attività industriali meccaniche e affini. Nel campo della misurazione delle grandezze fisiche l'Area costituisce, con l'Istituto Metrologico "G. Colonnetti", il punto di riferimento per l'intero Paese; la rilevanza di questa posizione è accentuata dalla contiguità dell'Istituto Elettrotecnico Nazionale "G. Ferraris" che si occupa della misurazione delle grandezze elettriche e di tempo, sicché l'insediamento di Strada delle Cacce racchiude in sé il punto di forza di tutta la ricerca italiana in campo metrologico. Non può sfuggire l'importanza di questo tipo di conoscenze in una regione che presenta una delle più alte concentrazioni di produzioni caratterizzate da elevati livelli tecnologici e qualitativi, per le quali la scienza della misurazione assume importanza critica. Basterà citare al riguardo le produzioni aerospaziali di Alenia, o la componentistica auto, che secondo gli analisti industriali internazionali ha ormai raggiunto livelli qualitativi superiori a quelli tedeschi e inferiori solo a quelli giapponesi.

Area di TorinoVeduta panoramica dell'Area

Il legame tra attività di ricerca svolte nell'Area e attività industriali prevalenti nella regione è accentuato dalle unità di ricerca dedicate alla lavorazione dei metalli, alla elaborazione e diffusione dei segnali, con particolare riferimento a quelli televisivi, alla meccanizzazione e automazione delle produzioni agricole. Quest'ultimo campo di ricerca è al servizio contemporaneamente dell'industria produttrice di macchine per l'agricoltura e dell'agricoltura stessa; più esclusivamente rivolte alle produzioni agricole sono le ricerche nel campo delle patologie virali delle piante, nonché quelle dedicate alle specifiche produzioni agricole del Piemonte.

Fa capo all'Area della Ricerca di Torino anche lo studio delle tecnologie di lavorazione della lana, localizzato a Biella, mentre assumono notevole rilievo le ricerche indirizzate verso l'ambiente (idrobiologia, protezione idrogeologica) e la cosmogeofisica.

LA SCHEDA

Area della Ricerca di TORINO

ISTITUTI

CENTRI

  • Centro di Studio per l'Immunogenetica e l'Oncologia Sperimentale
  • Centro di Studio per la Fisica delle Rocce e le Geotecnologie
  • Centro di Studio sulla Geodinamica delle Catene Collisionali
  • Centro di Studio sulla Micologia del Terreno
  • Centro di Studio per il Miglioramento Genetico e la Biologia della Vite
  • Centro di Studio per l'Alimentazione degli Animali in Produzione Zootecnica
  • Centro di Studio per l'Elaborazione Numerale dei Segnali
  • Centro di Studio per la Propagazione ed Antenne
  • Centro di Studio per la Dinamica dei Fluidi
  • Centro di Studio per la Televisione
  • Centro Studi delle Letterature e delle Culture delle Aree Emergenti

Infine, lo studio del comportamento economico delle imprese completa il quadro di un'Area della Ricerca fortemente proiettata verso obiettivi direttamente connessi con le attività creatrici di ricchezza. Una connessione che non intacca la dedizione primaria della ricerca intesa come produzione di conoscenza nuova, che costituisce pur sempre la missione principale del ricercatore e che, nel caso dell'Area della Ricerca di Torino, è suffragata dalla rilevanza internazionale dei risultati raggiunti nei diversi domini di attività. Oggi però l'avanzamento delle frontiere della conoscenza richiede notevoli risorse, che la collettività non può investire indipendentemente dal loro ritorno in termini anche di nuove risorse create. Sempre più, nell'ambito dei Paesi avanzati, lo scambio sociale che coinvolge i ricercatori richiede loro non soltanto di produrre conoscenza pura, ma anche di produrre conoscenza suscettibile di essere trasformata in valore economico. Il maggior valore che le conoscenze tecnologiche e applicative riescono a conferire ai prodotti materiali e immateriali (beni e servizi), è il maggiore motore dello sviluppo. Esso fa crescere il valore d'uso dei frutti del lavoro umano, cioè il compenso che può essere pagato per un'ora di lavoro; in tal modo l'aumento del benessere può conciliarsi con il miglioramento della qualità della vita e con l'aumento della libertà individuale nell'impiego del tempo. Contemporaneamente, per questa via, i Paesi più avanzati riescono a garantire ai loro lavoratori un vantaggio salariale rispetto al resto del mondo, fornendo realmente al resto del mondo prodotti di maggior valore. Si rende così possibile l'estensione degli scambi internazionali che fa crescere il ruolo di produttori e di consumatori per i Paesi in ritardo di sviluppo, senza produrre un immediato livellamento mondiale dei salari, che solleverebbe resistenze insormontabili nei Paesi già sviluppati. I Paesi che investono quote rilevanti della ricchezza nazionale (anche più del 3% del Pil) in ricerca possono farlo esclusivamente in quanto da tale investimento ricevono in cambio un aumento del valore internazionale delle loro produzioni, sufficiente non solo a ripagare l'investimento, ma anche a migliorare le prospettive occupazionali e salariali della massa dei lavoratori.In tali Paesi si instaura dunque uno scambio sociale organico e stabile tra ricercatori e produttori di valori economici, che vede i secondi destinare una parte non indifferente del loro prodotto ad attività di ricerca capaci di creare conoscenze, dotate di potenziale economico.

La difesa dell'occupazione e dei livelli di benessere in Italia è certamente legata per il futuro alla capacità di immettere più conoscenza nella produzione. L'Area della Ricerca di Torino intende muoversi in questa direzione, come dimostrano i suoi orientamenti scientifici e lo sforzo che sta sviluppando verso sempre più intensi rapporti con le imprese e le amministrazioni pubbliche. La scelta sarà tanto più efficace se sarà sorretta da un adeguato ammontare di risorse.