TECNOLOGIE PER L'APPRENDIMENTO E L'INSEGNAMENTO |
| di Paola Carrara e
Isabella Gagliardi Ricercatricii presso l'Istituto per le Tecnologie Informatiche Multimediali del CNR, Milano |
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La progettazione
e realizzazione
di sistemi multimediali
L'ITIM di Milano tiene corsi di formazione
sulle nuove tecnologie per docenti delle scuole superiori
e si occupa di metodi multimediali in rete e non,
in contesti diversi
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In questa pagina e nelle seguenti le immagini delle copertine di alcuni CD-Rom realizzati dall'Istituto per le Tecnologie Informatiche Multimediali |
L'Istituto per le Tecnologie Informatiche Multimediali (ITIM) del CNR, dal 1993, anno della sua creazione, si occupa di metodi per la progettazione e realizzazione di sistemi multimediali in rete e non - in contesti diversi, come i beni culturali, l'industria manifatturiera e la didattica. Per queste competenze i ricercatori dell'Istituto sono stati chiamati a tenere, insieme ad altri esperti, corsi di formazione alle nuove tecnologie multimediali per docenti delle scuole superiori. Inoltre, l'Istituto fa parte del Coordinamento scientifico degli organismi del CNR per la didattica, gruppo che raccoglie, oltre agli Istituti che ad essa si dedicano principalmente ad esempio, l'Istituto per le Tecnologie Didattiche (ITD) e l'Istituto per le Tecnologie Didattiche e Formative (ITDF) anche quelli come l'ITIM che studiano le nuove tecnologie anche al di fuori di un contesto didattico e riversano poi questa esperienza nel mondo della scuola e della formazione professionale. Il 18 e 19 dicembre 1997, il Coordinamento ha organizzato a Firenze un primo incontro pubblico di confronto sia interno sia con il Ministero della Pubblica Istruzione, l'Università e l'Industria.
L'attività formativa concreta dei ricercatori dell'ITIM si basa sull'osservazione che gli insegnanti sono a loro volta formatori e, quindi, bisogna tener conto, nel progettare e realizzare un corso a loro rivolto, anche dell'atteggiamento mentale, del livello e delle capacità tecniche degli studenti. Devono perciò venire considerati contemporaneamente tre fattori: gli aspetti più squisitamente tecnici; il profilo e l'atteggiamento del personale docente; l'impostazione mentale degli studenti.
In particolare, la formazione vorrebbe aiutare ad esplicitare e superare le ben note resistenze che le nuove tecnologie innescano nella scuola:
Più in generale, i corsi cercano di proporre agli insegnanti modelli operativi che aiutino ad inserire le nuove tecnologie (in particolare reti ed ipermedia) nel contesto didattico.
Lo scopo principale dei corsi è, quindi, di
rendere protagonista il docente, che deve essere messo in grado di scegliere il contesto
tecnologico (hardware e software) adatto alle esigenze del proprio percorso
didattico, di conoscere e saper applicare uno o più modelli operativi che consentano di
progettare e realizzare materiale multimediale utile sia come mezzo sia come fine del
percorso di insegnamento di una disciplina specifica.
Il primo obiettivo è fondamentale, in quanto solo la conoscenza sufficientemente approfondita della classe cui appartengono i singoli strumenti disponibili permette di usufruirne a tempo e luogo opportuni nel giusto contesto: è necessario conoscere significato e funzioni di un sistema operativo, un foglio elettronico, un elaboratore di testi, o altro, per programmarne l'impiego nella propria attività, a seconda di vari fattori (possibilità ambientali, livello degli allievi, orientamento scolastico, scopo del percorso, disciplina didattica, ecc.).
| Testimonianze Sono un'insegnante di Disegno e Storia dell'Arte del
Liceo Scientifico "Filippo Lussana" di Bergamo che ha partecipato al corso
"Le tecniche multimediali nella didattica delle discipline dell'area
grafico-espressiva", organizzato dall'Istituto per le Tecnologie Informatiche
Multimediali (ITIM) nei mesi di aprile-maggio 1997. Maria Grazia Colombera |
Inoltre, saper riconoscere e inquadrare ciò che viene offerto dal mercato delle nuove tecnologie aiuta a percepirle come un vero e proprio strumento che come tale va considerato, superando così almeno in parte - eventuali titubanze e timori.
Infine, la consapevolezza professionale può aiutare a superare l'ostacolo generazionale che le nuove tecnologie sembrano costituire nel rapporto docente-discente: infatti, il docente adeguatamente formato è in grado di assumere il ruolo di `orientatore', laddove gli studenti sono molto spesso fagocitati da una massa confusa e proliferante di oggetti di cui conoscono sì ogni minimo segreto operativo, ma cui non sanno dare giusta collocazione e valenza funzionale.