PROGETTI STRATEGICI

T U B E R

di Vilberto Stocchi
Ordinario di Biochimica Applicata alla Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell'Università di Urbino e Coordinatore del Progetto Strategico CNR-Regioni "Tuber: biotecnologia della micorrizazione"

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Un progetto per incrementare
la produzione di tartufi

Elevate caratteristiche merceologiche, certificazione di prodotti, alta redditività, per rispondere alla maggiore richiesta nel settore della tartuficoltura

tartufo bianco

Carpoforo di tartufo bianco
pregiato Tuber magnatum Pico

Il Progetto Strategico "Tuber: biotecnologia della micorrizazione" è stato formulato per potenziare la ricerca e la sperimentazione nel settore della tartuficoltura. Il Progetto è soprattutto volto ad incrementare la produzione di tartufi con elevate caratteristiche merceologiche, produzione che allo stato attuale risulta inferiore alle richieste di mercato; a disporre di metodi di identificazione per certificare i prodotti immessi sul mercato (piante micorrizate e corpi fruttiferi); ad agevolare le attività agricolo-forestali con programmi che mirino al mantenimento di livelli di alta redditività, di salvaguardia ambientale e di razionale gestione del territorio; a raccordare in maniera adeguata competenze nazionali ed internazionali preesistenti, in grado di superare i problemi specifici.

provette

Sintesi micorrizica in vitro tra
Tilia platyphyllos e Tuber borchii

La micorriza è una associazione di tipo mutualistico tra le radici di piante superiori ed i funghi del suolo. Da un punto di vista morfo-funzionale si possono distinguere le ectomicorrize dalle endomicorrize. Le prime sono tipiche della maggior parte delle piante ad alto fusto e sono caratterizzate da un mantello di ife intorno alle radici e da un reticolo che si sviluppa tra le cellule radicali. Le endomicorrize, invece, rappresentano un categoria molto diffusa tre le piante erbacee e sono caratterizzate dalla presenza di ife fungine all'interno delle cellule radicali della pianta. Entrambe queste associazioni rivestono un ruolo di particolare importanza dal punto di vista sia agro-forestale sia ambientale in quanto capaci di dar luogo alle produzione di funghi commestibili, alcuni dei quali di particolare pregio (Tuber, Boletus) e di offrire un contributo significativo alla salvaguardia ambientale attraverso un risparmio netto di elementi fertilizzanti quali il fosfato. Inoltre, le piante micorrizate mostrano un accrescimento ed una resistenza alle malattie significativamente superiore rispetto a quelle non micorrizate.

I tartufi sono funghi ectomicorrizici caratterizzati da un ciclo biologico di tre fasi: vegetativa, simbiontica e sporale.

Esistono molte specie di tartufo, tra cui solo alcune rivestono importanza commerciale per le loro particolari qualità organolettiche, come ad esempio il Tuber magnatum ed il Tuber melanosporum. Per la combinazione di fattori pedoclimatici e biologici questi tartufi hanno un'area di produzione limitata appena sufficiente per il consumo interno, ma incapace di coprire le richieste sempre crescenti del mercato europeo ed extraeuropeo.

Le esigenze di mercato e le scarse conoscenze a livello molecolare relative all'instaurarsi dell'ectomicorriza richiedono innanzitutto la messa a punto di metodi di identificazione per la certificazione di piantine micorrizate e di corpi fruttiferi. Inoltre, la complessità dell'interazione pianta-fungo-batteri, dal punto di vista scientifico, necessita di un intervento multidisciplinare con competenze diverse nel campo della micologia, microbiologia, botanica, biochimica, biologia molecolare, biologia cellulare ed ingegneria genetica.

In questo Progetto per la prima volta sono state coinvolte 10 regioni italiane (Abruzzo, Calabria, Emilia Romagna, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Toscana, Umbria, Valle d'Aosta).

L'attività di ricerca è organizzata in 7 unità a cui afferiscono 12 gruppi di lavoro.

segue pag. 2: Linee di ricerca