R o m a
Premiata col "TOYP" la ricercatrice CNR Gelsomina De Stasio
Il 18 novembre, ad Honolulu, nelle Hawaii, la dr.ssa Gelsomina De Stasio, laureata in Fisica e ricercatrice del Consiglio Nazionale delle Ricerche presso l'Istituto di Struttura della Materia dell'Area della Ricerca del CNR a Torvergata (Roma), ha ricevuto il Premio "TOYP Internazionale" per lo sviluppo scientifico e tecnologico.
Il Premio viene conferito ogni anno dalla JCI (Junior Chamber International) a dieci persone tra i 18 e i 40 anni di età, in dieci discipline diverse, tra cui l'economia, lo sviluppo scientifico e tecnologico, gli aiuti umanitari, per il contributo dato con la loro attività al progresso economico, scientifico e culturale.
La dr.ssa De Stasio, la prima italiana vincitrice del Premio internazionale, è stata selezionata tra i candidati di 116 Paesi di tutto il mondo grazie alle sue ricerche sulla Boron Neutron Capture Therapy (BNCT) contro il cancro al cervello, e per il disegno e la costruzione dello spettromicroscopio "Mephisto", che nel 1997 ha ottenuto il record mondiale di risoluzione laterale (50 nanometri) per strumenti di questo tipo, ossia spettromicroscopi imaging a fotoelettroni con luce di sincrotrone. "Mephisto" è uno strumento unico al mondo con il quale si rivela la distribuzione di elementi e del loro stato chimico su scala microscopica. Applicazioni rilevanti sono previste in biologia e medicina, ma anche nella scienza dei materiali, come dimostrato dalle molte collaborazioni internazionali della dr.ssa De Stasio. Utenti della American Air Force, della Esso, della Chevron, della Dow Chemical, della Xerox e di molte Università americane ed europee vengono infatti ad analizzare i loro campioni su "Mephisto".
Al TOYP (acronimo di The Outstanding Young Person of the World) vengono candidati tutti i vincitori (116 appunto) dell'edizione nazionale dello stesso premio, esistente in ciascun Paese coinvolto: la dr.ssa De Stasio aveva vinto il premio "TOYP Italia" 1997 per lo sviluppo scientifico e tecnologico, consegnatole a Prato il 5 aprile scorso.
La Commissione esaminatrice, che ha selezionato i vincitori del Premio internazionale, era composta da Crispin C. Dy Jr., Presidente mondiale della JCI, Sir Edmund Hillary, rappresentante speciale dell'UNICEF per i bambini dell'Himalaya, Richard D. Minard, della Hill and Knowlton, Blaine Bartlet, della Avatar Resources Inc., Bob Losure, della Media Broadcaster, Axel Gietz, dei Public Affairs della R.J. Reynolds Inc. B.V.
Il Codice Civile italiano tradotto in cinese
L'interesse dei giuristi e degli operatori economici cinesi nei
confronti del diritto italiano vigente è in aumento. Infatti, dopo la traduzione in
cinese di alcune opere di Cicerone, oggi vede la luce anche l'edizione tradotta del Codice
civile italiano, frutto di una collaborazione tra il Consiglio Nazionale delle Ricerche,
l'Università di Roma Tor Vergata e l'Università della Cina.
Il 2 dicembre a Roma, presso la sede del CNR, è stata presentata la traduzione cinese del Codice civile italiano (Itali Minfadian Beijing 1997), realizzata dalle dr.sse Fei Anling e Ding Mei, della Facoltà di Scienze Politiche e Giurisprudenza dell'Università di Pechino, dai dottori Aldo Petrucci dell'Università di Tor Vergata e Giuseppe Terracina, sinologo. Analoga manifestazione si è già svolta a Pechino, il 13 ottobre scorso, presso l'Istituto italiano di cultura. La traduzione che è stata coordinata dal prof. Sandro Schipani, ordinario di diritto romano dell'Università di Tor Vergata rappresenta uno dei risultati più rilevanti di una estesa collaborazione che si sta svolgendo nel settore del diritto tra le due Università, con il sostegno del Gruppo di ricerca per la diffusione del diritto romano e l'appoggio del Comitato CNR per le Scienze Giuridiche e Politiche.
La realizzazione dell'opera, che ha richiesto due anni di lavoro, è dovuta ad una proposta avanzata dagli studiosi cinesi che, dopo aver tradotto il codice francese e tedesco, volevano completare il quadro delle principali codificazioni civilistiche europee in vista della realizzazione di un proprio codice in questo campo. Essa costituisce una tappa fondamentale nel facilitare la conoscenza diretta del nostro diritto da parte di avvocati, magistrati ed arbitri cinesi, che abbiano occasione di curare interessi di clienti italiani o di applicare la nostra normativa per dirimere controversie. Sotto questo aspetto si colma certamente una lacuna negli attuali rapporti bilaterali economico-giuridici dei due Paesi.
Quest'opera, infine, si inserisce nel più vasto ambito degli studi di diritto romano e del suo sistema, rendendo evidenti le concordanze tra norme del Codice civile e fonti della compilazione giustinianea già tradotte. Non a caso tale pubblicazione avviene pressoché contemporaneamente a quella della traduzione integrale del "De Republica " e del De legibus" di Cicerone, realizzata dal dr. Wang Huansheng (Beijing 1997), anch'essa frutto della collaborazione con gli atenei italiani ed il CNR.
Inaugurata la biblioteca dedicata a Massimo Pallottino
Martedì 2 dicembre è stata inaugurata presso la sede dell'Istituto per l'Archeologia Etrusco-Italica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Roma, via di Villa Massimo, 29) la biblioteca "Massimo Pallottino", promossa e voluta dal prof. Mauro Cristofani, direttore dell'Istituto, recentemente scomparso. Si conclude così felicemente l'iter di acquisizione da parte del CNR della biblioteca scientifica del prof. Massimo Pallottino, insigne studioso dei popoli dell'Italia preromana e, in primo luogo, della civiltà etrusca, e fondatore, nel 1970, del Centro di Studio per l'Archeologia Etrusco-Italica del CNR. Il fondo, formatosi tra il 1929 e il 1995, è costituito da circa seimila titoli per più di novemila volumi, cui si affiancano oltre seimila estratti: monografie e "corpora" un centinaio dei quali del XVII e XIX secolo - periodici, cataloghi di musei e mostre nazionali ed internazionali, che spaziano dalla preistoria all'etnologia attraverso le antichità etrusco-italiche, all'archeologia classica e tardo -antica, e poi alla storia dell'antichità, alla letteratura e alla linguistica.
Grazie all'intervento del Ministro dei Beni Culturali e Ambientali che ha dichiarato il fondo "di eccezionale interesse", è stato possibile mantenere unito nel nostro Paese e quindi fruibile questo patrimonio librario che, oltre a testimoniare l'ampio spettro di interessi del prof. Pallottino, documenta altresì più di un cinquantennio di studi storico-archeologici.
Il catalogo bibliografico informatizzato e consultabile in rete sarà, inoltre, un valido aiuto di ricerca e potrà costituire un nodo vitale di informazione per le scienze umanistiche.
Alla cerimonia sono intervenuti Lucio Bianco, presidente del CNR, Francesco Sicilia, direttore generale del Ministero dei Beni Culturali, Vincenzo Casolino, direttore della Biblioteca Centrale del CNR "G. Marconi", Maristella Pandolfini direttore dell'Istituto e Pier Luigi Albini, responsabile della biblioteca "M. Pallottino".