INTERNATIONAL MARINE BIOTECHNOLOGY CONFERENCE |
di Lucio
Cariello |
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Corallum rubrum, corallo rosso |
Biotecnologie marine
determinanti per il futuro
dell'umanità
Il Premio Nobel per la Medicina 1959, Prof. Arthur
Kornberg, di Stanford (Calif., USA), ha analizzato lo stato attuale e gli orizzonti delle
biotecnologie nel suo discorso di apertura della IV International Marine Biotechnology
Conference, svoltasi a Sorrento, Paestum, Otranto e Pugnochiuso alla fine di settembre
scorso e sponsorizzata dalla Comunità Europea.
Motore dello sviluppo del mondo nel XX secolo, le biotecnologie sono il risultato del
sinergismo tra lo scienziato e il tecnologo che ne rende applicabile la scoperta,
avvicinati dal comune linguaggio della chimica. Il Prof. Kornberg attribuisce la
superiorità degli Stati Uniti in questo settore trainante per l'economia del futuro in
primo luogo al carattere fortemente individualista della ricerca accademica degli USA, ma
anche alla diffusione delle Biotech Ventures americane, oltre 1.200 piccole aziende ad
elevata specializzazione, che impiegano più di 100.000 unità, le quali materializzano il
ritorno tecnologico dell'invenzione alimentando l'industria.
Nei Paesi dell'Unione Europea, la mancanza di tale anello di congiunzione tra accademia e mondo produttivo è solo in parte compensata da una maggiore finalizzazione dei progetti di ricerca finanziati. Secondo il Prof. Kornberg, tuttavia, oltre il 90% delle scoperte ad elevato impatto negli USA trae origine dalla ricerca fondamentale e sarebbe un errore ricollocare le risorse per la ricerca privilegiando le proposte che appaiono più immediatamente applicative. È l'invenzione ad essere madre dei nostri bisogni, non il contrario» sottolinea Kornberg, e ancora Strumenti essenziali della nostra quotidianità come il fax e la fotocopiatrice sono frutto della ricerca di base e, addirittura, è stato non facile farne comprendere le enormi potenzialità all'industria, ai politici e ai cittadini».
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Macrotipus corrugatus, granchio |
Gli aspetti affrontati nel discorso del Premio Nobel trovano un riscontro concreto nel settore delle biotecnologie marine, come è emerso dalle diverse sessioni della Conferenza. Dalle comunicazioni degli studiosi, che si sono succedute tra il 22 e il 29 settembre, infatti, appare evidente come lo sfruttamento biotecnologico del mare svolgerà un ruolo vitale nel prossimo futuro, sia nel campo dell'alimentazione sia in quelli della medicina, dei farmaci, della chimica. Conosciamo solo una piccola parte del mondo marino ha dichiarato il Prof. Baruch S. Blumberg, Nobel per la Medicina 1976 e dobbiamo attenderci da esso innovazioni rivoluzionarie che oggi non possiamo neanche prevedere».
Tuttavia, in questo campo relativamente più recente delle biotecnologie, lo scollamento tra i mondi scientifico e produttivo appare più forte. In uno dei settori chiave per l'alimentazione del futuro, l'acquacoltura, la Tavola Rotonda moderata dai Proff. Harold Rosenthal e Jay Parsons ha evidenziato la necessità di imprimere una forte accelerazione allo sfruttamento delle più moderne conoscenze scientifiche per una produzione ittica più elevata, dieteticamente bilanciata ed economica. La previsione, infatti, è che nel 2010 il bisogno di prodotti ittici nel mondo salirà fino ai 30 milioni di tonnellate annue; di questi, circa la metà dovrà provenire dall'acquacoltura. È indispensabile che gli Stati si facciano carico di predisporre un piano di intervento coordinato per consentire a questo settore di essere a regime nei tempi più stretti. Al di là di un adeguato sostegno economico e legislativo alla ricerca sulle biotecnologie marine, appare necessaria la creazione di una rete di servizi, consulenza e informazione che consenta un costante trasferimento dei risultati scientifici alle aziende produttrici e, da queste, l'invio di "input" al mondo scientifico sulle nuove problematiche che riguardano l'allevamento e il mercato. Questo è lo spirito in base al quale operano negli USA i Regional Acquaculture Centers (RACs), voluti dal Congresso e finanziati dal Department of Agriculture, sedi di progetti di ricerca e presenti capillarmente sul territorio anche attraverso siti WEB. I RACs sostengono l'acquacoltura in tutti i campi, dallo sviluppo di sistemi diagnostici e vaccini allo studio delle tecnologie genetiche e della riproduzione, dallo smaltimento delle acque reflue e dall'impatto ambientale ai problemi di tipo normativo.
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Ophidiaster ophidianus, stalla marina |
Un aspetto particolarmente attuale dello sviluppo biotecnologico concerne l'istituzione di un nuovo e più corretto rapporto tra scienza e società, e precisamente la necessità di abbattere il muro di diffidenza venutosi a creare nell'opinione pubblica a seguito di eventi quali l'epidemia di encefalite spongiforme bovina nel Regno Unito e delle polemiche riguardanti i possibili rischi sanitari e ambientali oltreché i problemi etici dell'ingegneria genetica. Se è innegabile che ogni innovazione include dei rischi, è altrettanto vero che il mancato sviluppo biotecnologico comporta certezze negative per l'umanità» ha dichiarato il Prof. Blumberg Pur con tutti i loro errori, la ricerca scientifica e le biotecnologie sono i soli responsabili della migliore qualità della vita di cui oggi tutti usufruiamo rispetto ai nostri predecessori. Mass media e politici dovrebbero rendere chiaro questo punto, invece di ribadire soprattutto i problemi». Problemi che tuttavia esistono e che lo scienziato ha l'obbligo di non sottostimare e di affrontare con umiltà. Molti ricercatori sono attivamente impegnati nel miglioramento delle caratteristiche delle specie ittiche attraverso la modificazione del corredo genetico o l'introduzione di nuove sequenze di DNA (pesci transgenici). L'ingegneria genetica offre delle possibilità enormi in tal senso, e il loro sfruttamento sarà in futuro inevitabile; tuttavia ciò pone la necessità di una regolamentazione precisa volta a tutelare la salute, l'impatto ecologico, ambientale e l'accettazione di alimenti ingegnerizzati da parte del consumatore, una scelta obbligata di cui l'intera collettività deve essere partecipe.
La Conferenza ha avuto il merito di proporre un momento di confronto di eccezionale importanza per la maturazione delle biotecnologie marine nel nostro Paese, dove la strada da percorrere è ancora lunga, ma, al contempo, le potenzialità di sviluppo sono enormi, particolarmente nel Mezzogiorno.