A M B I E N T E

L' ACQUA

di Roberto Bertoni e Alcide Calderoni

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Come salvaguardare i laghi

liming del lago Il liming del lago d'Orta. Una immagine dell'immissione di carbonato di calcio nelle acque del lago

Il processo di inquinamento, iniziato nel 1926 e dovuto a scarichi di solfati di rame e ammonio di una industria tessile per la produzione di rayon, con il processo cupro-ammoniacale, in pochi anni rese il Lago d'Orta un ambiente invivibile per la maggior parte degli organismi pelagici e bentonici presenti. A partire dagli anni '60, i metalli scaricati da numerose elettrogalvaniche (Cu, Cr, Ni, Zn) ne aggravarono l'inquinamento, ulteriormente accentuato dall'acidificazione dell'intera massa lacustre provocata dai processi di ossidazione biochimica dell'ammonio in nitrato. Gli apporti inquinanti di ammonio vennero drasticamente ridotti nel 1982, ma le sue concentrazioni in lago, così come la forte acidità, rimasero elevate a causa della scarsità degli apporti di alcalinità dal bacino, nonché del lungo tempo di ricambio delle acque lacustri (8,5 anni). Negli anni seguenti permaneva soltanto un discreto popolamento di pesce persico e venivano riscontrate alcune comunità planctoniche instabili insieme con qualche segnale di ripresa del benton. Le condizioni del lago rimanevano assai gravi per l'acidità delle acque, che allo stesso tempo aumentava sinergicamente la tossicità dei metalli, bloccando la possibilità della costituzione di una catena alimentare stabile ed equilibrata. Senza la realizzazione di ulteriori interventi di risanamento, il lago sarebbe rimasto un ambiente acido, fortemente tossico, e la fruibilità delle sue acque avrebbe continuato ad essere drasticamente ridotta. Già nel 1986 la proibizione della balneazione a causa dell'acidità superiore ai limiti di pH imposti dalla normativa vigente, aveva prodotto pesanti ripercussioni sull'utenza ricreazionale, così importante per una zona tipicamente a vocazione turistica. Anche la pesca, notevole risorsa prima dell'inizio dell'inquinamento, era ormai quasi totalmente scomparsa.

boa per monitoraggio Il monitoraggio dell'evoluzione della qualità delle acque del lago d'Orta è effettuato in continuo per i principali parametri fisici e chimici grazie ad una boa ormeggiata su un fondale di 100 metri

Per accelerare il recupero del lago, l'Istituto Italiano di Idrobiologia ha messo a punto un progetto di liming, cioè di neutralizzazione dell'acidità presente mediante l'immissione di carbonato di calcio. Le operazioni di risanamento sono state effettuate dal maggio 1989 al giugno 1990, con l'aggiunta di 15.000 tonnellate di carbonato di calcio. I risultati più importanti, oltre alla neutralizzazione dell'intera massa lacustre, che ha reso il lago balneabile dal punto di vista chimico, sono state la ripresa della nitrificazione fino alla totale scomparsa dell'azoto ammoniacale, la ricostruzione di una riserva di alcalinità adeguata e, di conseguenza, la forte diminuzione dei metalli tossici (soprattutto rame ed alluminio) disciolti nelle acque.

Oggi, a distanza di 8 anni dall'intervento di liming, è possibile affermare che la situazione del Lago d'Orta è enormemente migliorata ed è avviata verso condizioni di assoluta normalità. Tutti i principali raggruppamenti di fito- e zooplancton sono ormai presenti nel lago e mostrano le caratteristiche successioni stagionali. Per quanto riguarda la fauna ittica, le migliorate condizioni ambientali e la ricostruzione di una catena alimentare più stabile hanno permesso di procedere con successo a ripopolamenti con specie pelagiche particolarmente pregiate quali trota e salmerino; nella zona litorale, accanto al miglioramento strutturale delle popolazioni formate dalle specie presenti (persico reale e cavedano), si è proceduto all'introduzione di specie quali carpa, tinca, luccio e anguilla. La situazione attuale dei popolamenti ittici permette ormai di sostenere una soddisfacente pesca sportiva.

Nonostante l'attività di ricerca sia intensa e produttiva, come dimostrano le oltre 60 pubblicazioni prodotte annualmente dall'Istituto, nonché di grande interesse per i vantaggi economici che ne derivano, come testimoniano gli efficaci interventi di risanamento dei laghi d'Orta e Maggiore, la limnologia, come altre discipline non direttamente finalizzate alla produzione di reddito e di scarsa valenza emotiva per il grande pubblico, subisce attacchi che tendono, in un'ottica che privilegia il profitto a breve termine, a limitarne lo sviluppo e a relegarla finanziariamente nel ghetto delle scienze poco importanti. Il perdurare delle emergenze ambientali rende invece fortemente auspicabile un'inversione di tendenza, d'altronde giustificata dall'assenza di facili ricette per la soluzione dei problemi degli ecosistemi acquatici, che porti all'incremento delle strutture di ricerca che si occupano di limnologia e dei ricercatori che vi operano.