PROGETTI FINALIZZATI

R A I S A

di Enrico Porceddu
Direttore Progetto Finalizzato "Ricerche Avanzate per Innovazioni nel Sistema Agricolo" (RAISA) del CNR

Conoscenze per l'evoluzione del sistema agrario

Il progetto Ricerche Avanzate per Innovazioni nel Sistema Agricolo mira ad acquisire conoscenze per l'evoluzione del sistema agrario a favore del reddito dell'impresa, la valorizzazione delle risorse, la salvaguardia dell'ambiente e la soddisfazione del consumatore.

 

Premessa

Il vertice mondiale sull'alimentazione, tenutosi a Roma nel novembre 1996, e gli incontri scientifici che lo hanno preparato hanno messo in evidenza i problemi alimentari del mondo, la malnutrizione, la povertà esistenti nei paesi in via di sviluppo (PVS) e, in più o meno ampi strati della popolazione, anche nei paesi industrializzati.

Piante da frutto in fioritura

Eppure la situazione non è del tutto negativa: il livello nutrizionale è migliorato, la produzione agricola si è triplicata negli ultimi 100 anni ed è oggi in grado di fornire alimenti per un totale di 2,7 kcal al giorno ad ogni persona, contro una disponibilità inferiore a 2,2 kcal di 30 anni orsono. I problemi riassunti nelle poche frasi precedenti nascono dal fatto che non tutte le persone hanno la possibilità di accedere al diritto di una nutrizione sufficiente ed equilibrata, più che alla mancanza assoluta di derrate.

La triplicazione dei prodotti alimentari, il rifornimento di alimenti più salubri, nutritivi e bilanciati sono in larga parte dovuti alla ricerca agraria. È vero che vaste e non valorizzate o sottovalorizzate risorse naturali erano disponibili, in particolare nelle zone temperate, all'inizio del secolo, ma è grazie alla ricerca ed alle conseguenti innovazioni tecnologiche, sia nel settore della produzione sia in quello della conservazione e trasformazione delle derrate agrarie, che gli agricoltori, in presenza di una apertura dei mercati e delle possibilità di trasporto ed in generale dei servizi, sono stati in grado di raccogliere la sfida che la crescita numerica della popolazione umana e l'evolversi delle sue preferenze ed esigenze ha lanciato a chi ha il compito di fornirgli i beni di prima necessità.

Ma l'agricoltura non produce solo derrate alimentari. Fibre, come lana, cotone, seta, pelle, materia prima per l'abbigliamento e l'arredamento, cellulosa per la fabbricazione della carta, mobili ed infissi sono anch'essi prodotti dell'agricoltura e forestazione ed anch'essi hanno conosciuto un'esplosione produttiva senza precedenti, malgrado la messa a punto ed il diffondersi dei prodotti di sintesi. Anche se alcuni di essi, come a esempio lana e pelli sono prodotti congiunti della produzione alimentare, altri, come cotone, seta, canapa e lino, competono con le colture alimentari per l'uso delle risorse naturali: terreno, acqua, ecc.

Un successo senza precedenti; ma un successo che ha avuto i suoi costi e non manca chi si chiede se il prezzo che è stato pagato e che si sta pagando non sia troppo alto e tale da compromettere le possibilità di successo futuro, o anche ­ a sentire i più pessimisti ­ di mantenere il livello raggiunto. Questo si verifica quando le stime indicano che nei prossimi 40 anni dovrà essere prodotta una quantità addizionale di derrate alimentari, quante ne sono state prodotte dall'inizio dell'agricoltura. Alla necessità di aumentare la produzione si aggiunge quella di mantenere o migliorare la qualità dell'ambiente. Il perseguimento di questo obiettivo implica un cambiamento tecnologico che permetta la sostituzione delle carenti risorse naturali, fisiche e biologiche, con altre e più abbondanti, di per sé povere ma arricchite delle tecnologie. Un cambiamento tecnologico, quindi, prodotto dall'innovazione, frutto di ricerca scientifica, e che consenta la compatibilità tra gli obiettivi della società, quelli delle organizzazioni e quelli degli individui.

 

L'impegno del CNR nella ricerca agricola

L'organizzazione della ricerca mediante programmi orientati e finalizzati ad obiettivi di innovazione nei settori produttivi e sociali iniziò nel 1965 allorché il CNR finanziò lo svolgimento di sette programmi speciali, due dei quali finalizzati ad aspetti rilevanti per il sistema agricolo: "Meccanizzazione integrale delle aziende agricole" e "Nuove fonti proteiche".

Scheda raisa

Sede:
Via Tiburtina 770 ­ 00159 Roma
Tel. (06) 4075879 - 4075893 Fax (06) 4075883
Direttore
Prof. Enrico Porceddu

SOTTOPROGETTI:

  1. Sistemi agricoli ed assetto ambientale
    Prof. Carmelo Schifani

  2. Agrobiotecnologie nella produzione vegetale
    Prof. Paolo Alghisi

  3. Agrobiotecnologie nella produzione animale
    Prof. Emilio Bellitti

  4. Agrobiotecnologie nei processi di valorizzazione
    dei prodotti e sottoprodotti agricoli
    Prof. Arturo Zamorani

Presidente del Comitato di Progetto
Prof. Ennio Galante

Presidente del Consiglio degli Utenti
Prof. Giovanni Cannata

Nel 1976 il CNR avviò una serie di Progetti Finalizzati, otto dei quali, costituenti il raggruppamento "Fonti alimentari", erano caratterizzati da obiettivi di innovazione e approcci di ricerca eminentemente applicativi e da buona probabilità di ricaduta in tempi relativamente brevi.

Conclusa nel 1980 questa serie di PF, il CNR individuò la necessità, che costituì l'obiettivo strategico del PF IPRA (Incremento Produttività Risorse Agricole), di un "arricchimento delle conoscenze sui processi biologici fondamentali, sulle funzioni economiche e sociali dei sistemi di produzione e relativa utilizzazione e sulle leggi della distribuzione e del mercato dei prodotti". Ciò in modo da creare la premessa per determinare un salto di efficienza nelle scelte del settore primario, necessario per recuperare il ruolo che le profonde trasformazioni subite a partire degli anni '50 gli avevano tolto.

Il processo di trasformazione dell'agricoltura italiana si è svolto e si svolge lungo le tendenze tipiche delle economie industriali, ma in Italia esso è avvenuto in presenza di una concezione che assegnava all'agricoltura un ruolo residuo o marginale conseguente ad una insufficiente integrazione dell'agricoltura, come componente di base, con il sistema economico nazionale.

All'inizio degli anni '80 si ritenne perciò che il recupero dell'agricoltura, secondo una strategia a lunga scadenza, presupponesse un impegno di ricerca commisurato ai problemi del sistema agricolo ed agro-industriale e appropriato alle realtà ed alle risorse umane, sociali ed ambientali, tecnologiche e scientifiche del Paese.

Un impegno che considerasse l'agricoltura come un'attività che, utilizzando le piante quali bioreattori fotosintetici:

Si riteneva, come si ritiene, che il sistema dovesse accrescere la sua competitività e redditività anche mediante una riduzione dell'uso dei fattori estrinseci della produzione e del consumo di energia da fonti convenzionali. Veniva, infatti, già avvertita l'esigenza di nuovi modelli di agricoltura caratterizzati da un ridotto impiego di mezzi chimici, da una sempre maggiore sensibilità ai problemi legati alla salute degli operatori e dei consumatori e da un minor impatto sull'ambiente.

Il CNR, con l'IPRA, si è quindi spostato dal settore di messa a punto di tecnologie a quello di acquisizione di conoscenze su aspetti strategici del sistema agricolo e di preparazione di competenze.

Da questa impostazione concettuale scaturiscono lo spostamento dell'interesse dal campo disciplinare e di singoli comparti a quello di obiettivi ritenuti strategici e l'adozione, per il perseguimento degli obiettivi, di un approccio multidisciplinare ed interdisciplinare.

Sulla base delle esigenze maturate in questo progetto, dall'analisi delle situazioni esistenti alla fine degli anni '80, dalla valutazione del quadro delle strategie agricole per gli anni '90 e 2000 e tenendo conto, altresì, dei grandi filoni di ricerca avanzati in campo internazionale, che iniziavano a dare origine a nuove conoscenze, nuove tecnologie, nuovi modi di produrre e nuove professionalità, fu elaborato ed attivato il PF RAISA.

Infiorescenza di erba medica: un fiore impollinato

 

Il progetto Raisa

Il progetto finalizzato RICERCHE AVANZATE PER INNOVAZIONI NEL SISTEMA AGRICOLO (RAISA) ha iniziato la propria attività di ricerca il 1° gennaio 1991 e l'ha conclusa il 30 novembre 1996. Era stato istituito in seguito a delibera del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE) in data 29/6/1989, emessa sulla base di una articolata proposta di ricerca formulata dal Comitato Nazionale di Consulenza per le Scienze Agrarie presso il CNR e del successivo Studio di Fattibilità, condotto da una commissione composta da personalità del mondo scientifico e da rappresentanti del Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste, del Comitato Nazionale per l'Economia ed il Lavoro, della Organizzazione dei produttori e delle Confederazioni sindacali.

Dei vari progetti finalizzati del CNR, RAISA è stato l'unico ad essere focalizzato sul sistema agricolo integrato e sulle sue componenti.

Esso ha preso spunti, come si è detto, dalle esperienze vissute dall'agricoltura italiana nel secondo dopoguerra ed in particolare negli ultimi 20 anni. Fra esse si ricordano in particolare:

· la riduzione della superficie interessata ­ quasi 5 milioni di ettari di pianura sono stati destinati allo sviluppo industriale e urbano ­ e dei settori di interesse; da fornitrice di una vasta gamma di derrate l'agricoltura è diventata fornitrice quasi esclusivamente di derrate alimentari;

· l'integrazione della produzione con i settori a monte e a valle. Si sono rafforzati i legami con le industrie a monte, meccanica, chimica, sementiero-vivaistica, ecc., e sono cresciuti, specie in alcune regioni, i contatti con quella a valle, specie nei settori della trasformazione e distribuzione;

· la crescita di importanza del fenomeno delle pluriattività delle imprese agrarie a conduzione familiare, con conseguenze non trascurabili in termini di organizzazione del lavoro in azienda, di ordinamenti produttivi, di uso delle risorse e di rapporti tra i fattori di produzione;

· l'avvento della politica agraria comunitaria e l'internazionalizzazione dei mercati, che hanno, da un lato, impedito significativi aumenti di produzione nei comparti per i quali l'Italia è strutturalmente deficitaria e, dall'altro, hanno aggiunto difficoltà nei settori a vocazione esportatrice. A questi vincoli si è aggiunto un condizionamento di natura tecnica: le produzioni italiane per le quali sussistono valide nozioni tecnologiche sono sottoposte a crescenti vincoli di mercato, mentre quelle con migliori prospettive di sbocco commerciale risentono pesantemente di carenze tecnico-strutturali. Non esiste in Italia una grande industria di trasformazione ed anche la preparazione di competenze moderne e specifiche è iniziata da pochi decenni;

· il tentativo dell'agricoltura di far fronte alle difficoltà aumentando le produzioni unitarie ed abbassando i costi di produzione. La strategia, che ha comportato un impiego massiccio di mezzi tecnici e la concentrazione di alcune produzioni zootecniche, ha, purtroppo, dato luogo al problema ambientale.

Ripartizione dei finanziamenti (in miliardi di lire)
 

1991

1992

1993

1994

1995

Totale

SPI

7050

6525

5710

6075

5900

31260

SP2

13200

11624

10393

11600

10690

57507

SP3

6550

6775

6430

6700

6600

33055

SP4

7700

7430

6780

7150

7000

36060

Direzione

1200

1081

1599

1974

1455

7309

Borse di studio italiane ed estere

3360

3637

6165

3410

2737

19309

Totale

39060

37072

37077

36909

34382

184500

Tra chi proponeva un ritorno al passato, che significava anche un drastico ed insostenibile calo del reddito dell'imprenditore agricolo, ed un uso ad oltranza delle tecnologie meccaniche e chimiche, gli estensori del progetto RAISA ritennero che la vera alternativa fosse rappresentata dalla costituzione di un ventaglio di opzioni, frutto di studio e di ricerca scientifica e tecnologica, che soddisfacessero le esigenze derivanti dalle diversificazioni del territorio e valorizzassero le tradizioni locali, che rendono difficile l'individuazione di una o poche ragioni produttive valide per tutto il territorio nazionale.

Questi fatti accrescono il contributo che la ricerca ed in particolare quella più a monte può dare alla soluzione dei problemi, poiché si tratta di acquisire conoscenze e competenze che consentano di intervenire su una serie diversificata di produzioni, da quelle alimentari a quelle che hanno come destinatari l'industria non alimentare.

Piante ornamentali in un parco

 

Obiettivo

L'obiettivo del Progetto è stato quindi quello di cooperare, nell'ambito degli indirizzi di politica agraria comunitaria e di politica agro-alimentare, a creare le premesse per un'evoluzione del sistema agricolo che coniugasse in un tutt'uno reddito dell'impresa, valorizzazione delle risorse naturali, biologiche e sociali, soddisfacimento della domanda e delle esigenze nutrizionali dei consumatori e salvaguardia dell'ambiente.

 

Funzioni

Le funzioni che il PF RAISA ha inteso svolgere per il conseguimento dell'obiettivo possono essere sintetizzate nell'acquisizione di conoscenze per:

Risultati ottenuti nel quinquennio
 

Pubblicazioni su riviste

Oggetto

Brevetti

Trasferimenti

 

Intern.

Naz.

     
SP1

104

346

30

1

20

SP2

758

417

61

13

10

SP3

370

305

66

5

15

SP4

563

287

74

9

17

TOT

1795

1355

231

28

62

 

Programma generale

Il perno fondamentale intorno a cui è ruotato il Progetto era costituito da un processo di avanzamento delle conoscenze in settori specifici, ben definiti, da tradurre in innovazioni di processi e di prodotti o in decisioni politico-amministrative.

Accanto all'avanzamento delle conoscenze, suo obiettivo primario, il Progetto si proponeva anche di creare nuove competenze scientifiche e tecnologiche, di gettare le premesse per la promozione di nuove attività imprenditoriali e lo sviluppo di una nuova politica della formazione alla ricerca.

Organizzato in quattro sottoprogetti e 17 aree-problema, raisa ha impegnato oltre 13600 mesi-uomo all'anno, raggruppati in circa 130 Unità di Ricerca inter- e multidisciplinari; ha coinvolto Università, Organi del CNR, istituti scientifici di diversi enti pubblici e privati con un finanziamento complessivo di 184,500 miliardi di lire.

Il Progetto ha quindi spaziato su molteplici aspetti del sistema agricolo, dagli aspetti di mercato e territoriali a quelli della biotecnologie animali, vegetali e microbiche: agli aspetti sistemici delle produzioni, ai processi chimico-fisici delle trasformazioni, ai modelli avanzati per la valutazione della qualità e della sicurezza d'uso degli alimenti.

Dal punto di vista scientifico, la produzione del Progetto può essere quantificata, secondo criteri convenzionalmente adottati, da oltre 3000 pubblicazioni scientifiche (per 2/3 su riviste con referenze internazionali); oltre 230 oggetti e 28 brevetti.

Nei punti che seguono vengono forniti alcuni flash sui risultati conseguiti.