AREE DI RICERCA |
MILANO |
| A cura di Rita Bugliosi |
Una grande struttura scientifica al servizio della città |
"Gli Istituti - sostiene il Direttore - sono ben inseriti nella realtà scientifica e industriale di Milano, della Regione e, più in generale, del Paese" |
L'Area della Ricerca di Milano attualmente sta vivendo una fase di grande trasformazione: la sede di via Ampère verrà, infatti, abbandonata e gli Istituti che si trovano in essa si divideranno nelle tre sedi definitive.
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La sala della biblioteca d'Area |
Il polo di via Bassini, che già ospitava Istituti del CNR,
verrà ampliato e conterrà nove Istituti (IRRS, IDSE, ITIM,
IAMI, ICO, ICM, IBV, IFCTR, ITIA) e la sezione sperimentale
dell'Istituto di Ricerca sulle Acque (IRSA) di Roma, cha
attualmente si trova a Brugherio, un Comune in provincia di
Milano.
Nella sede della Bicocca, un quartiere del capoluogo milanese,
andranno tre Istituti (ICITE, IFP, TEMPE).
Nel polo biomedico di Segrate, il L.I.T.A. (Laboratorio
Interdisciplinare di Tecnologie Avanzate), vi saranno infine tre
Istituti (INB, IGA, ITBA).
Resteranno infine a Pavia l'Istituto di Analisi Numerica (IAN) e
l'Istituto di Genetica Biochimica ed Evoluzionistica (IGBE).
Ma non è questo il solo cambiamento in atto. Da qualche tempo, infatti, si è realizzata la fusione tra due organi, l'Istituto per la Tecnologia dei Materiali Metallici non Tradizionali (ITM) e l'Istituto sulla Propulsione e sull'Energia (CNPM), che ha dato origine all'Istituto per la Tecnologia dei Materiali e dei Processi Energetici (TEMPE).
Questi mutamenti sono senza dubbio il segno di una volontà di razionalizzare gli spazi e di semplificare l'uso dei servizi, ma soprattutto della necessità di riorganizzare l'attività e di riunire i ricercatori al fine di favorire lo scambio di idee e la collaborazione fra questi per ottenere così risultati scientifici di sempre maggior rilievo. Per conoscere meglio la situazione dell'Area di Milano abbiamo incontrato il suo direttore, il dottor Andrea Di Pasquale.
L'Area della Ricerca di Milano è una delle più grandi del CNR: la sua ampiezza e la sua dislocazione in varie zone della città ha influito sull'attività degli Istituti? In che modo?
È vero. L'Area della Ricerca di Milano è vasta: ad essa afferiscono 17 Istituti, di cui 15 con sede a Milano e 2 a Pavia.
A Milano e a Pavia operano anche una Sezione di un Istituto con sede a Roma e 23 Centri di Studio. Una delle specificità dell'Area di Milano è la forte dispersione delle sedi (attualmente 8 a Milano e 2 a Pavia) e dei settori di intervento (fisica, chimica, matematica, biologia e medicina, agraria, geologia, informatica, economia). A Milano è inoltre presente la più elevata concentrazione di Istituti afferenti al Comitato Tecnologico (quattro, cinque fino a qualche mese fa, prima che due Istituti venissero accorpati).
Questa ampia pluralità di interessi, anche in campo industriale, è sicuramente collegata alla vivacità e all'eclettismo che sono una caratteristica della Città di Milano.
Alla dispersione delle sedi, che crea non pochi disagi, almeno dal punto di vista logistico, si sta cercando di porre riparo concentrando gli Istituti milanesi in tre sole sedi (Bassini, Bicocca, Segrate). L'operazione, già iniziata, comporta un notevole sforzo finanziario e organizzativo: basti pensare che fra gennaio e luglio di quest'anno ben sette Istituti cambieranno sede e che, entro quattro anni, dovranno cambiare sede anche altri otto Istituti e tutte le strutture dell'Area.
Tutto ciò, naturalmente, influisce sull'attività degli Istituti, ritardandola durante la fase del trasferimento. In compenso tutti gli Istituti potranno poi godere di una migliore organizzazione degli spazi e dei servizi.
L'Area sta cercando si ridurre al minimo i disagi che gli
Istituti subiscono in questo periodo, ma purtroppo la limitatezza
numerica del personale non consente di ridurre tempi e disagi
dell'operazione come si vorrebbe: credo però che, fino a questo
momento, entrambe le cose siano rimaste contenute entro limiti
accettabili in rapporto alle condizioni oggettive.
Ritiene che l'Area sia bene inserita nella realtà cittadina?
Gli Istituti, più che l'Area, ed è questo, a mio parere, che conta, sono ben inseriti nella realtà scientifica e in molti casi anche industriale della Città, della Regione, del Paese e della Comunità internazionale.
Credo che l'Area non debba peccare di protagonismo: il suo compito è quello di assicurare agli Istituti e, quando possibile, all'intera comunità scientifica della Città, il maggior numero di servizi di miglior livello possibile; e se dei servizi non si parla, vuol dire che funzionano.
Certo mi piace pensare che il Centro Convegni di via Ampère, aperto all'intera Città è utilizzato per 2/3 dei giorni lavorativi, rappresenti ormai, per Milano, un punto di riferimento, che non è stato ancora frequentato solo da chi non ha interessi tecnico-scientifici.
Anche la Biblioteca della sede di via Ampère costituisce, per i servizi che offre, un punto di riferimento, e non solo per Milano.
Purtroppo, per contenere le spese di locazione, fra non molto
la prestigiosa sede di via Ampère dovrà essere abbandonata:
certamente però sia la Biblioteca sia il Centro Convegni
continueranno ad essere istituzioni attive e vivaci della realtà
cittadina anche nella sede ampliata e ristrutturata di via
Bassini dove verranno trasferiti fra qualche anno.
Quali sono i rapporti con le istituzioni locali?
Direi che esistono rapporti cordiali e corretti, nel pieno rispetto delle competenze di ciascuno. Quando il CNR a Milano ha avuto bisogno degli Enti Locali, ha trovato comprensione e, direi quasi, rispetto, per i compiti che svolge: non dimentico che oltre dieci anni fa il CNR, spiegando le ragioni delle sua richiesta, ha ottenuto dal Comune di Milano l'assenso per ampliare di circa 7000 mq la sua sede di via Bassini, in una zona, Città Studi, a densità abitativa molto elevata. Anche le USSL di competenza ci assistono con sorveglianza altamente collaborativa.
Per contro, il CNR è sempre disponibile a mettere a
disposizione degli Enti Locali le proprie strutture, quando ciò
si riveli necessario.
Quali servizi offre l'Area e quali sono quelli di punta?
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La sala convegni dell'Area |
A due servizi di punta abbiamo già accennato: la Biblioteca custodisce oltre 50.000 volumi con circa 500 testate attive e catalogo on line; oltre a consultazione e fotoriproduzione, assicura servizi di document delivery e collegamenti con le più ricche Banche Dati internazionali; il Centro Convegni gestisce una sala convegni con 210 posti e 6 sale riunioni ricche di moderne attrezzature.
L'Area gestisce anche: il Reparto di Cinematografia Scientifica che produce filmati scientifico-divulgativi sulle attività di ricerca del CNR; lo Sportello CEE che fornisce ai Ricercatori dell'Area documentazione e notizie per promuovere la partecipazione a programmi di ricerca comunitaria; il Servizio Rete Informatica che gestisce una rete di oltre 11 nodi con circa 600 punti-rete, che consente il collegamento fra tutte le sedi CNR di Milano e col mondo intero attraverso il CNUCE di Pisa.
L'Area cura naturalmente anche i Servizi Logistici quali mensa, pulizie, vigilanza, rete telefonica, con quattro centralini e oltre 500 numeri interni passanti e la gestione centralizzata della rilevazione delle presenze con 12 lettori in tre sedi.
Irrinunciabili, inoltre, sono il Sevizio Tecnico che
sovrintende ai lavori di manutenzione, adattamento e
ristrutturazione di locali e impianti e gestisce gli impianti
tecnologici dell'Area; l'Amministrazione, che collabora con la
Direzione per la gestione delle risorse dell'Area, istruisce e
perferziona le pratiche per l'acquisizione di beni e servizi e
cura gli aspetti economico-finanziari di utenze e servizi comuni.
Quali sono, a Suo parere, gli interventi più urgenti? Quali i progetti per il futuro?
Si è già detto che tutta l'Area è attualmente impegnata in uno sforzo organizzativo che ha lo scopo di riunire in tre sole sedi tutti gli Istituti presenti a Milano, secondo un progetto approvato dalla Giunta Amministrativa e fortemente voluto del Direttore Generale del CNR che ha rimesso ordine in una situazione edilizia piuttosto complessa. Il timore di tutti, dopo uno scetticismo iniziale che ora va scomparendo, è di restare a metà del guado con alcuni edifici ristrutturati solo in parte e altri edifici occupati solo a metà. Tutti ci auguriamo che il progetto generale possa concludersi felicemente in tempi ragionevoli.
Ci si rende conto che la realizzazione completa dell'operazione richiede un notevole sforzo finanziario, ma non si può non pensare che, se l'operazione si bloccasse, si avrebbe uno spreco di risorse per la mancata riduzione del numero di sedi e quindi, in definitiva, si andrebbe incontro, nel tempo, a spese più elevate.
Non si deve poi dimenticare che si sta preparando l'assetto che il CNR avrà a Milano all'inizio del terzo millennio e alle soglie dell'ingresso in Europa: un obiettivo sicuramente stimolante.
Questo per quanto riguarda le strutture.
Per ciò che concerne la gestione di un'Area policentrica, quale resterà quella di Milano, essa è ancora tutta da inventare. Ci aspettiamo un notevole aiuto dall'informatica: già adesso i dati sulle presenze, raccolti nei lettori distribuiti in tutti gli edifici dell'Area, convergono in un unico server cui attingono le Segreterie dei diversi Istituti in qualunque sede siano dislocate. Stiamo lavorando ad un progetto analogo che consenta a tutti i Ricercatori, presenti nelle diverse sedi, di avere accesso, senza spostarsi, alle informazioni raccolte nella Biblioteca Centrale che non può che avere un'unica sede.
La rete informatica, con l'aiuto dei Colleghi del CNUCE, ha già raggiunto un buon livello che può comunque essere ancora migliorato.
Il Centro Convegni potrà fornire agli utenti nuovi servizi.
A monte di tutto, però, è necessario avere la disponibilità di risorse umane qualitativamente e quantitativamente adeguate: oggi il personale non è sufficiente anche perché il numero di sedi da gestire è aumentato.
Perché la situazione non degradi, ed è questo l'intervento più urgente, è necessario che l'Area possa disporre, al più presto, di nuovo Personale. In tal modo potrà anche fornire nuovi e migliori servizi sia agli Organi che ad essa afferiscono sia all'intera Comunità scientifica della Città di Milano.