E D I T O R I A L E

Enrico Garaci

di Enrico Garaci
Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche dal febbraio 1993 al febbraio 1997

Quattro anni intensi e proficui

Al termine del mio mandato di Presidente del CNR, non potevo sottrarmi al compito di affidare all'editoriale della Rivista "Ricerca & Futuro", alcune brevi note che potessero rendere testimonianza dell'attività svolta in questi anni e, al tempo stesso, dessero l'opportunità di esprimere un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno condiviso questo percorso comune, durante il quale abbiamo deciso di pubblicare una rivista del CNR sulla quale potessero scrivere i nostri ricercatori per dare testimonianza dei risultati delle ricerche.Poco dopo il mio insediamento, decidemmo insieme al Consiglio di Presidenza, di far nascere "Ricerca & Futuro", sintetizzando nella testata un messaggio, un concetto chiaro e inequivocabile: senza ricerca un Paese non ha avvenire, perché ricerca e futuro sono intrinsecamente legati; noi abbiamo voluto evidenziarlo nella testata che ha riscosso un generale consenso sia all'interno che all'esterno dell'Ente. C'è nelle mie considerazioni, in parte, un sentimento di nostalgia legato alla consuetudine umana dei rapporti che si è stabilita in questo periodo, ma c'è anche un sentimento di soddisfazione che nasce dalla consapevolezza di aver ben operato e di aver realizzato risultati importanti in un periodo caratterizzato da grandi trasformazioni e difficoltà economiche.Quando ho assunto la guida del CNR, il 21 febbraio 1993, iniziava una fase di grandi restrizioni economiche, imposte dal risanamento del bilancio pubblico, rispetto ad una precedente fase in cui sembrava che l'espansione degli investimenti e dei bilanci fosse un fatto certo e scontato.In virtù di questa proiezione erano stati presi impegni finanziari anche di rilievo (tra i quali il completamento del programma edilizio delle Aree della Ricerca del CNR) che sono stati puntualmente rispettati, perché questo era giusto fare; ciò nondimeno, grazie ad un'azione seria e decisa di razionalizzazione del bilancio, non si sono compresse le risorse dedicate alla ricerca e non è stato trascurato il raggiungimento di ragguardevoli obiettivi in campo scientifico.Testimonianza dello sforzo operato dal Consiglio di Presidenza a favore della ricerca è il varo recente di tre nuovi Progetti Finalizzati (Microelettronica, Biotecnologia e Nuovi Materiali) che si aggiungono al Progetto Beni Culturali già attivato, per i quali la Comunità Scientifica proprio in questi giorni si sta applicando con grande fervore.Sarebbe lungo elencare in questo contesto le attività promosse dal CNR durante tale periodo; pertanto mi limiterò a porre l'attenzione soltanto su alcune iniziative che ritengo essenziali per il futuro dell'Ente.Un punto importante riguarda la politica del personale; un vigoroso impulso è stato dato all'occupazione di risorse umane scientifiche, essenziali per lo sviluppo di un Paese moderno e civile e per il progresso della scienza; ciò ha consentito l'assunzione di giovani ricercatori e l'assegnazione di numerose borse di studio per l'Italia e l'Estero.Mille sono stati i concorsi espletati complessivamente tra ricercatori, tecnici ed amministrativi e quasi seimila sono state le borse di studio usufruite presso gli Organi del CNR.Un altro aspetto importante ha riguardato l'attività internazionale; il CNR ha svolto un ruolo fondamentale per l'installazione di grandi attrezzature scientifiche, quali ilSincrotone di Trieste, il Sincrotone di Grenoble, il telescopio Themis nelle Canarie, la sorgente neutronica ISIS nel Regno Unito, ha inoltre rafforzato in maniera significativa la sua presenza nell'Unione Europea: i contratti di ricerca in ambito europeo sono passati, infatti, da un valore di 45 miliardi nel 1992 ad un valore di 90 miliardi nel 1996.L'Ente ha dato, altresì, grande impulso alla politica di dialogo scientifico con i Paesi del Mediterraneo; l'apertura a Napoli di uno Sportello Tecnologico del Mediterraneo ha avuto il significato di stabilire un programma di cooperazione con i Paesi della riva sud del Bacino anche in vista dei consistenti investimenti previsti dalla Comunità a favore di tale area.L'attività del CNR, in questo quadriennio, è stata caratterizzata inoltre da un impegno ed uno sforzo non indifferenti per attuare una revisione della rete scientifica e un'azione di effettivo decentramento amministrativo.La realizzazione di dodici Istituti Nazionali di Coordinamento, sia pure in via sperimentale, ha rappresentato una risposta efficace alla richiesta di coordinamento e di concentrazione dell'offerta scientifica del CNR.Continuando a percorrere questa strada, con l'ausilio di altri strumenti già adottati (centri associati, progetti integrati) si potranno ottenere risultati soddisfacenti e si potrà raggiungere l'obiettivo di rendere più organici e sinergici i rapporti con l'Università, in un contesto in cui la progettualità del CNR appaia maggiormente visibile e centrale.La revisione dei regolamenti amministrativi e contabili ha aumentato l'efficacia del Sistema Ricerca delCNR.Il regolamento di contabilità, che pure è stato oggetto di qualche incomprensione, insieme con altre modifiche ha conferito maggiore autonomia al Direttore di Organo; egli ha, infatti, maggiore autonomia di spesa, può firmare direttamente i contratti e conferire incarichi professionali, senza la presenza di un controllo burocratico e centralizzato.Il decentramento può ovviamente svilupparsi ulteriormente, ma non può superare certi limiti, oltre i quali inficerebbe una politica unitaria di coordinamento che un Ente come ilCNR deve necessariamente esercitare.L'ultima considerazione che vorrei fare riguarda la missione del CNR.L'Ente non può certamente rinunciare ad una attività di promozione delle conoscenze, sia pure in determinati settori strategici; ciò in coerenza a quanto avviene nelle omologhe istituzioni internazionali e in armonia con una tradizione che ha prodotto risultati eccellenti e di cui il CNR porta il merito.L'attività svolta dal CNR a Napoli, nella metà degli anni '60, nel settore della Biologia Molecolare, o a Pisa, nel settore dell'informatica, rappresenta solo uno dei tanti esempi che potrebbero essere citati.Ma, accanto a questa azione insostituibile di ricerca fondamentale, è necessario che il CNR, senza trasformarsi ed assumere ruoli impropri, dia il suo contributo di collaborazione al sistema produttivo ed al sistema delle istituzioni pubbliche.Lungo questa strada sono stati ottenuti risultati considerevoli che hanno portato alla costituzione di importanti consorzi e alla stipula di convenzioni anche con il sistema delle Piccole e Medie Imprese.Particolarmente significativo è il ruolo che può svolgere in questa direzione l'Area della Ricerca. IlConsiglio di Presidenza ha inteso potenziare l'attività e la funzione delle Aree, non solo come contenitore capace di razionalizzare la gestione di infrastrutture e di servizi comuni, ma anche come interfaccia coordinata di interazione con il sistema degli enti e delle imprese locali. Senza fare alcuna commistione con l'attività di ricerca, che deve essere propria ed esclusiva degli Istituti e dei Centri, l'Area può diventare il candidato adeguato per svolgere una serie di azioni efficaci per contribuire al superamento della grave crisi economica e sociale che il nostro Paese sta attualmente vivendo.Non è da trascurare lo sforzo compiuto dall'Ente nell'accogliere le richieste di innovazione e competitività provenienti dal sistema produttivo e dei servizi, che si è concretizzato nel trasferimento di risultati scientifici e nell'attività di certificazione rivolti soprattutto alle Piccole e Medie Imprese.Questa maggiore apertura dell'Ente alle esigenze della società è stata resa possibile grazie alla riforma dei regolamenti amministrativi e contabili, che ha visto fortemente impegnati e motivati ilDirettore Generale, i Dirigenti Centrali, i Dirigenti Superiori e tutti i funzionari, con i quali ho avuto un ottimo rapporto di collaborazione e che vivamente ringrazio.Desidero, inoltre, ringraziare il Consiglio Presidenza, i Comitati, tutti i Direttori di Organi e di Aree.Un compito difficile attende chi dovrà operare per la riforma del Sistema di Ricerca, ognuno in una funzione diversa: il Ministro, il Governo, il Parlamento, la Comunità Scientifica. E non c'è dubbio che un compito complesso e delicato spetta al Presidente del CNR che si trova esposto in prima linea.Al Prof.Lucio Bianco rivolgo l'augurio che possa svolgere una proficua attività e, soprattutto, che sappia interpretare al meglio le spinte di rinnovamento dell'Ente nel rispetto della sua gloriosa tradizione che ha dato e continua a dare lustro all'intero Paese.Al Prof.Lucio Bianco, nel momento del passaggio del testimone, consegno la direzione della Rivista, certo che la renderà ancora più interessante e competitiva.