Maracchi: allo studio nuovi modelli per la difesa sanitaria delle colture
direttore dell'Istituto per l'Agrometeorologia e l'Analisi Ambientale Applicata

 

Quali sono le principali attività dell'Istituto?

Lo IATA nasce agli inizi degli anni '80. Fin dalla fondazione l'Istituto ha perseguito sia l'obiettivo di collocarsi nel contesto scientifico nazionale e internazionale con un approccio il più possibile ampio, sia quello di costruire ed offrire i mezzi applicativi alle conoscenze scientifiche sviluppate tendendo sempre alla costruzione di una valida base di esperienza e di conoscenze professionali.

Gli anni recenti hanno visto la partecipazione a numerose iniziative scientifiche e a progetti di ricerca dell'Unione Europea su temi di rilevante attualità, quale quello dei cambiamenti globali relativi alla climatologia e al funzionamento degli ecosistemi. E’ il caso di MAPLE ("Microevolutionary Adaptation of Plants to Elevated Atmospheric Carbon Dioxide), di MEDALUS (Mediterranean Desertification and Land Use) e di ESPACE (European Stress Physiology and Climate Experiment).

Si sono sviluppate però anche tematiche di applicazione più immediata, la cui utilità si esplica nel rapporto continuo con le realtà istituzionali e produttive.

Vista dall'alto della stazione
agrometeorologica: in primo piano
pannello fotovoltaico di
alimentazione

In che modo le ricerche condotte vengono rese operative e quali vantaggi apportano concretamente alla collettività?

Le ricerche sono svolte sia nell'ambito di collaborazioni scientifiche nazionali ed internazionali sia con enti ed istituzioni di tipo diverso. A questo proposito, vorrei ricordare i rapporti con gli Enti di sviluppo agricolo di diverse regioni italiane, con i Servizi meteorologici nazionali e con industrie straniere. In entrambi i casi lo IATA mette e disposizione un patrimonio di esperienze acquisite e ricevute, ottenendo, a sua volta, stimoli.

Le principali attività vertono sulla sperimentazione e sull'applicazione di tecnologie di telerilevamento e di sistemi di informazione geografica, sullo sviluppo di sensori innovativi in campo meteorologico e di modelli per la difesa sanitaria delle colture, sulle previsioni di produttività, sulla valutazione dell'erosione e sulla gestione del settore vivaistico, tutti studi che hanno trovato favorevole accoglienza in fase applicativa.

Esiste un rapporto di collaborazione con la realtà locale?

Il rapporto di collaborazione con le realtà locali, sia istituzionali sia produttive, è stato sempre considerato fondamentale nella politica di sviluppo delle attività dell'Istituto. Fra le collaborazioni di maggior peso e di più lunga durata citerei quella con l'ARSIA (Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l'Innovazione nel Settore Agricolo e Forestale) e con l'Amministrazione Provinciale di Firenze, che hanno sostenuto attività di studio e applicazione relative alle patologie e al microclima del vigneto, collaborando anche alla realizzazione pratica dei modelli e favorendone l'inserimento e l'uso nel mondo produttivo. Tale rapporto trova un valido complemento con quello in corso con aziende vitivinicole di primaria importanza nazionale, tra cui la Antinori. Sempre con l'ARSIA è in atto da tempo una collaborazione relativa all'uso di radar meteo per l'identificazione di eventi meteorologici estremi e dei rischi relativi. Un'importante collaborazione è inoltre attiva con l'Azienda Regionale per le Foreste Demaniali, con l'Arsia e con il Comune di Radicondoli per lo studio del ruolo delle foreste nella regimazione delle acque e dei bilanci idrici a scala territoriale con l'uso di metodi ecofisici e di telerilevamento.

Attività di indagine sui rischi erosivi sono condotti dai ricercatori dello IATA in collaborazione con la Comunità Montana dell'Alta Val Tiberina e ricerche sui rischi e gli effetti degli incendi sono svolte con la Comunità Montana dell'Arcipelago toscano.

Non va trascurata, infine, la collaborazione con l'industria, che mira al coinvolgimento della realtà imprenditoriale toscana nella soluzione di problemi ambientali. A questo proposito vorrei ricordare la collaborazione con la SMA e la Galileo del gruppo Finmeccanica e con piccole e medie imprese per lo sviluppo di sensori per la meteorologia e l'ecofisiologia, con la ETG e la ACME Progetti, per lo studio delle applicazioni dell'anidride carbonica in agricoltura con la GEOGAS. Più recente è la collaborazione con i BIC (Business Innovation Center) della Regione, che svolgono un ruolo di cerniera fra il mondo della ricerca e la realtà imprenditoriale. Rapporti sono in corso anche con industrie lontane dalla nostra sede come la Tecsa Ricerche Innovazione di Bergamo, con cui collaboriamo relativamente alla applicazione di diodi laser all'analisi di gas per il monitoraggio ambientale. La collaborazione con le istituzioni scientifiche e culturali vede invece in primo piano Istituti e Centri del CNR di Firenze e Pisa, le Facoltà di Agraria e Ingegneria dell'Università di Firenze, la Facoltà di Agraria di Pisa, il Museo di Storia delle Scienza e l'Accademia dei Georgofili.

La coscienza della globalità dei problemi a scala planetaria ci ha portato, infine, a stabilire rapporti di lavoro anche con realtà geograficamente lontane, come i servizi meteo di numerosi Paesi dell'Africa mediterranea e del Sahel, con Istituti internazionali di ricerca come ICARDA (International Center for the Agricultural Research in the Dry Areas) e Centri di Ricerca regionali come AGRHYMET (Agriculture, Hydrology and Meteorology) di Niamey.

Sensori di velocità e direzione del
vento, temperatura e
umidità dell'aria

Operazioni di manutenzione
alla stazione agrometeorologica

Quali ritiene siano i più significativi risultati raggiunti?

Particolare impegno è stato dedicato ad organismi internazionali quali le commissioni di Agrometeorologia e di Climatologia dell'OMM (Organizzazione Meteorologica Mondiale), i comitati COST (Cooperation in Science and Technology), le commissioni COPEC (Committee for the Environment and Climate Programme), ENRICH (European Network for Research into Global Change) e TERI (Terrestrial Ecosystem Research Initiative) dell'Unione Europea, il SUGRAM (Support Group for Agrometeorology) del Joint Research Center di Ispra, il Consultive Group for Agrometeorology della FAO (Food and Agriculture Organization). Tale presenza costante e continuativa ha determinato il riconoscimento formale dell'Istituto come uno degli Specialized Training Center for Computer Applications in Agrometeorology dell'OMM.

Tale attività si è inoltre concretizzata nella organizzazione di numerose conferenze, training courses e seminari, spesso in collaborazione con Società scientifiche internazionali quali la FESPP (Federation of the European Societies of Plant Physiology) e la SEB (Society for Experimental Biology).

La rilevanza della ricerche svolte è inoltre testimoniata da riconoscimenti internazionali come l'accoglimento di due progetti di ricerca dello IATA fra i Core Projects dell'IGBP (International Geosphere-Biosphere Programme), dalla presenza di ricercatori dell'Istituto negli Editorial Boards di riviste internazionali e dalle numerose e importanti pubblicazioni scientifiche.

Quali dei settori crede sia destinato ad avere uno sviluppo maggiore?

Riconoscendo il ruolo crescente dell'Unione Europea nello stabilire le linee guida della ricerca nei Paesi comunitari e in base ai recenti orientamenti comunitari, che vedono la ricerca sempre più funzionale alle esigenze della società, si può dedurre che le attività di collaborazione, esterne e non solo con istituzioni scientifiche, acquisteranno un peso sempre maggiore. Nello stesso tempo i rischi ambientali a livello globale e locale e il passaggio da una agricoltura produttiva ad uno sviluppo rurale integrato forniranno le linee guida per le attività future. Il mondo della ricerca sarà pertanto chiamato a sostenere da un lato la trasformazione di ampie aree da un uso tradizionalmente agricolo alla fruizione turistica e per il tempo libero; dall'altro a sviluppare tecniche per lo studio e la protezione di ecosistemi a rischio e per l'uso delle terre marginali; dall'altro ancora a sostenere produzioni di qualità nel rispetto dell'ambiente, anche in prospettive agronomicamente nuove, quali la produzione di biomasse per l'abbattimento dei livelli di CO2 atmosferica e per la produzione di energia, o l'introduzione di varietà geneticamente modificate.

La coscienza della necessità di un approccio il più possibile multidisciplinare ha portato poi lo IATA a sostenere la costituzione dell'INAPA (Istituto Nazionale di Analisi e Protezione degli Agrosistemi), in cui è confluito insieme con altri Istituti e Centri CNR, allo scopo di favorire una migliore utilizzazione delle risorse esistenti e per costruire una massa critica di persone ed una esperienza in grado di affrontare e gestire le esigenze future.