![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
LE AREE DI RICERCA FIRENZE
a cura di Rita Bugliosi
Un centro di
eccellenza nello scenario scientifico globale"Uno dei compiti principali dell'Area - dice il direttore - è svolgere un'azione di interfaccia intelligente con la realtà locale, favorendo il raccordo tra l'offerta di nuova conoscenza e la domanda emergente dal territorio" |
|
![]()
L'Area della Ricerca di Firenze appartiene al gruppo delle nuove Aree, ossia quelle istituite dall'Ente a partire dal 1991. Da quella data fino ad oggi molte sono state le attività e le iniziative intraprese dalla struttura, che comprende Istituti che si caratterizzano come centri di eccellenza nello scenario globale della competizione scientifica.
Attualmente, dei nove istituti che afferiscono all'Area, soltanto tre (Istituto di Ricerca sulle Onde Elettromagnetiche, Istituto di Elettronica Quantistica, Istituto per la Documentazione Giuridica) sorgono nei pressi della Direzione e dei Servizi dell'Area stessa; gli altri sono ospitati presso altre sedi, in zone diverse del capoluogo toscano.
Il progetto della nuova sede prevede la costruzione di una struttura in grado di accogliere in maniera confortevole e funzionale le diverse attività scientifiche che contraddistinguono i vari Istituti. Nel complesso, che sorgerà all'interno del Polo Scientifico di Sesto Fiorentino, si insedieranno anche il Laboratorio Europeo di Spettroscopia Non Lineare (LENS), l'Istituto Nazionale di Ottica (INO) e la sezione fiorentina dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN). Dell'attività dell'Area, del suo inserimento nella realtà locale e degli sviluppi futuri della struttura abbiamo parlato con il suo direttore, il dottor Alberto Tronconi.
![]() |
Lo
spettrometro NMR del servizio |
Direttore, quali sono i settori di punta dell'Area e quali i servizi di maggior interesse?
Gli Istituti afferenti all'Area operano prevalentemente nei settori vocazionali dell'optoelettronica e dell'agro-ambiente.
L'Area fornisce servizi tecnologici di avanguardia che spaziano dai collegamenti telematici ai servizi banche dati, dall'organizzazione di convegni scientifici nazionali ed internazionali ai corsi di aggiornamento e formazione.
A questo proposito vorrei ricordare l'istituzione della Scuola di Protezione dai Campi Elettromagnetici Non Ionizzati, frutto di una convenzione tra l'Area e l'Istituto di Ricerca sulle Onde Elettromagnetiche (IROE) ad essa afferente e che costituisce una realtà unica in Italia.
I corsi sono tenuti da ricercatori del CNR, dell'Istituto Superiore di Sanità e da altri esperti nazionali. A fruirne sono utenti esterni di varia provenienza: tecnici e ricercatori di aziende e industrie, operatori dei servizi zonali delle Unità Sanitarie Locali e militari delle varie Armi, che acquisiscono così le competenze necessarie a risolvere i problemi legati alla sicurezza degli apparati militari.
Un altro settore sul quale l'Area si sta impegnando è rappresentato dalle grandi apparecchiature. In particolare, la struttura dispone oggi di uno spettrometro Bruker DMX 800, gestito nell'ambito di un accordo stipulato con il Consorzio Interuniversitario Risonanze Magnetiche su Metalloproteine Paramagnetiche (CIRMMP).
L'impianto è caratterizzato da una risoluzione elevatissima: grazie a questa apparecchiatura è possibile, ad esempio, affrontare lo studio di strutture in soluzione di biomolecole di alto peso molecolare; studiare i meccanismi molecolari dell'interazione tra proteine diverse, importanti per la comprensione di processi biologici fondamentali quali il trasferimento elettronico; determinare la struttura in soluzione di importanti metalloproteine paramagnetiche di alto peso molecolare, che rivestono un ruolo importante nei processi di biodegradazione. Si tratta, come è evidente, di un servizio di frontiera per i settori della chimica, della biochimica e della chimica ambientale a livello mondiale, che suscita grande interesse nella comunità scientifica di tutta Europa. L'Area, in collaborazione con l'Istituto di Elettronica Quantistica, sta realizzando un servizio per la spettroscopia e le applicazioni con laser ad impulsi ultracorti. Le apparecchiature in corso di installazione prevedono l'utilizzo di potenze elevate prodotte da un sistema articolato di amplificatori laser. Molteplici sono i settori nei quali è possibile effettuare indagini: il chimico, il fotobiologico, l'optoelettronico, quello della fisica dei plasmi e della lavorazione di materiali.
|
|
Che rapporti intercorrono tra l'Area e le istituzioni locali?
Uno dei compiti principali dell'Area è proprio quello di svolgere un'azione di interfaccia intelligente con le realtà locali (pubbliche e private), favorendo il raccordo tra offerta di nuove conoscenze e domanda emergente dal territorio. In questo quadro assume rilevanza la collaborazione con la Regione Toscana, che vede l'Area attiva nei settori delle reti telematiche e dell'ambiente; ciò anche in riferimento al progetto regionale "Rete Regionale per l'Alta Tecnologia". Altra iniziativa interessante è l'attivazione di una unità operativa del Progetto Strategico CNR per il trasferimento tecnologico alla Piccola e Media Impresa. Con questo strumento si ritiene di poter incentivare l'incontro fra la domanda di innovazione industriale e l'offerta di know-how da parte dei laboratori CNR della rete nazionale dell'Ente. Si tratta, per il Consiglio Nazionale delle Ricerche, di un aspetto fondamentale in tema di trasferimento dell'innovazione di processo e di prodotto.
Quali cambiamenti ritiene apporterà l'edificazione del campus di Sesto Fiorentino?
La realizzazione del complesso architettonico del campus di Sesto Fiorentino, che dovrà ospitare l'Area, potrà consentire un'integrazione ottimale delle attività scientifiche. Da questo ambizioso progetto penso possano scaturire nuove occasioni di sinergia tra gli Istituti e più in generale tra il CNR e il territorio. Inoltre, il Consiglio Nazionale delle Ricerche si integrerà, anche fisicamente, in un complesso scientifico di rilevanza strategica internazionale, come ho già sottolineato. In particolare, molto promettenti appaiono le interazioni con l'Ateneo fiorentino, con il quale esiste da sempre un rapporto proficuo, formalizzato dalla stipula di un'apposita convenzione. Grazie ad essa sarà possibile vedere concretizzata, anche sul piano operativo, quella complementarietà tipica delle due realtà scientifiche.
In questo scenario l'Area consentirà di mettere a disposizione del contesto locale una vera e propria rete nazionale in grado di proiettare sulle singole porzioni del territorio la potenzialità globale dell'Ente.
Quali ritiene siano le iniziative da proporre allo stato attuale?
Credo sia importante, per rendere ancora più efficace la funzione dell'Area, l'afferenza ad essa, oltre che degli Istituti, anche dei Centri, la cui attività risulta in parte penalizzata dal non poter disporre a pieno delle facilities offerte dall'Area stessa. Un altro obiettivo qualificante è quello di operare perché venga riconosciuto all'Area della Ricerca di Firenze un ruolo detereminante nella realizzazione di un Parco scientifico-tecnologico.
Ciò implica la necessità di agire in concreto per la realizzazione di un aggregato centri di ricerca/attività produttive ad alta tecnologia concentrato in un preciso ambito territoriale: la Piana di Sesto Fiorentino. Tutto ciò per utilizzare le risorse locali del CNR, oltre che per accrescere la conoscenza e per generare sviluppo ed occupazione.
Gli Istituti: strutture competitive a livello internazionale
La distanza fisica che separa i vari Istituti del CNR afferenti all'Area della Ricerca di Firenze, dovuta all'attuale mancanza di una struttura architettonica unica che li raccolga e fornisca loro servizi comuni, non sembra aver influito sulla loro attività e sui risultati da essi conseguiti.
Dotati di apparecchiature di avanguardia, gli Organi, che concentrano la loro attività soprattutto nei settori dell'agro-industria e dell'opto-elettronica, sono infatti competitivi con analoghe strutture internazionali, con le quali intrattengono peraltro proficui rapporti di collaborazione.
Per conoscere più da vicino questa interessante realtà scientifica abbiamo incontrato alcuni dei direttori degli Organi fiorentini, chiedendo loro di illustrare l'attività svolta nei rispettivi Istituti e i riflessi che questa ha sulla realtà locale.
Salimbeni: grazie ai
nostri studi, interventi di by-pass coronarico con il laser
direttore dell'Istituto di
Elettronica Quantistica
Rubino:
oggi è possibile la teletrasmissione radiologica tra ospedali
distanti
direttore dell'Istituto di
Ricerca sulle Onde Elettromagnetiche "Nello Carrara"
Palazzolo:
presto realizzeremo una firma elettronica non falsificabile
direttore dell'Istituto
per la Documentazione Giuridica
Bianchini:
produciamo la plastica senza inquinare l'ambiente
direttore dell'Istituto
per lo Studio della Stereochimica ed Energetica dei Composti di
Coordinazione
Maracchi:
allo studio nuovi modelli per la difesa sanitaria delle colture
direttore
dell'Istituto per l'Agrometeorologia e l'Analisi Ambientale
Applicata