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LA RIVOLUZIONE GENETICA
di John Guardiola
Direttore dell' Istituto Internazionale di Genetica e Biofisica
del CNR, Napoli
Le immunobiotecnologie per la difesa dell'organismo
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Lo sviluppo della biologia molecolare ha consentito una più approfondita conoscenza dei meccanismi attraverso i quali il sistema immune riconosce le sostanze antigeniche estranee, organizzando la difesa dell'organismo contro l'attacco dei patogeni. La distinzione fra il self ed il non-self (il "sé" ed il "non-sé") operata dal sistema immunologico consente, inoltre, di prevenire la degenerazione delle stesse componenti di un organismo.
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Due
rappresentazioni 3-D |
Da tale conoscenza è derivata la possibilità di un approccio biotecnologico volto a manipolare la specificità e l'intensità delle reazioni immunologiche. Le ricerche sviluppate nelle ultime decadi hanno permesso di caratterizzare le varie molecole coinvolte nella risposta immune, quali gli anticorpi, i recettori delle cellule T ed NK e gli antigeni MHC di classe I e II, mettendo in luce altresì l'esistenza di una serie di fattori e relativi recettori di membrana che regolano tale risposta. Sono stati isolati e sequenziati i geni codificanti per le proteine summenzionate ed è stato possibile determinare la struttura tridimensionale delle proteine prodotte attraverso la tecnologia del DNA ricombinante. E stato possibile studiare nel contempo il ruolo della costituzione genetica dell'individuo nel determinare la risposta immunitaria.
I campi di applicazione delle immunobiotecnologie, già in parte maturi, ma suscettibili di ulteriori importanti sviluppi, riguardano:
1) lo sviluppo di vaccini innovativi per malattie infettive già note, quali la pertosse e la tubercolosi, o per malattie che solo recentemente sono diventate un problema medico di larga diffusione, quali i virus dell'epatite, o dell'AIDS, o, infine, per malattie emergenti, in particolare di origine virale;
2) l'intervento nel campo del controllo immunologico della proliferazione neoplastica oppure di quello delle malattie degenerative di tipo autoimmune quali il diabete insulino-dipendente, la sclerosi multipla, l'artrite reumatoide, la celiachia, le malattie della tiroide e numerose altre;
3) il controllo del rigetto nel caso di trapianti di organo, una pratica medica sempre più diffusa e largamente applicabile.
L'immunologia molecolare e cellulare ha permesso sia di identificare le sequenze peptidiche minime che costituiscono i determinanti antigenici in seno ad una proteina, sia di comprendere i meccanismi attraverso i quali tali sequenze vengono riconosciute dai vari recettori immunologici. Queste informazioni hanno, a loro volta, suggerito possibili strategie per disegnare vaccini più efficaci e più sicuri o per ottenere antagonisti utili per ridirigere la specificità della risposta immunitaria nel caso delle malattie autoimmuni, dei tumori o del rigetto. Lo sviluppo concomitante della tecnologia per la produzione di animali geneticamente modificati ha, inoltre, portato all'ottenimento di modelli animali per l'analisi della risposta immune in situazioni fisiologiche e patologiche e per la comprensione della tolleranza periferica e centrale, dell'educazione timica, dei fenomeni di rigetto e così via. Si cerca poi di sviluppare animali transgenici che possano essere utilizzati quali donatori di organi che non diano luogo a rigetto. La vastità del campo di applicazione delle immunobiotecnologie, l'impatto socio-sanitario ed il rilievo economico ad esse correlato hanno stimolato importanti iniziative ed investimenti a livello mondiale e, in particolare, in seno all'Unione Europea.