LE AREE DI RICERCA FIRENZE
a cura di Riccardo Pratesi
Presidente del Comitato d'Area dell'Area della Ricerca di Firenza


Il super polo della scienza

L'Area della Ricerca di Firenze si integra con l'Università, l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), il Laboratorio Europeo di Spettroscopia Non Lineare (LENS) nel costituendo polo scientifico tecnologico a Sesto Fiorentino

LA SCHEDA
Area della ricerca di Firenze

ISTITUTI E CENTRI





Il CNR ha svolto un ruolo fondamentale nello sviluppo della ricerca scientifica italiana e la sua rete di organi di ricerca (Istituti e Centri) rappresenta un patrimonio di grandissimo valore da proteggere con la massima attenzione e da potenziare con una politica illuminata di investimenti e di snellimento amministrativo. Molti altri enti pubblici di ricerca (EPR) sono sorti dopo il CNR: l'Università e gli EPR costituiscono il nostro Sistema Ricerca, che oggi è fortemente in crisi per vari fattori, quali le generali difficoltà economiche, l'appesantimento burocratico, la polverizzazione delle risorse, ecc.

In un auspicato riordino del Sistema Ricerca, il CNR ha ancora un ruolo cruciale per rendere più efficiente e competitiva la futura ricerca italiana. Dopo 26 anni di attività dedicata in larga misura al CNR so di poter affermare che il CNR rimane ancora (con l'INFN) la struttura di ricerca nazionale più capace di gestire grandi progetti nazionali e internazionali, effettuare la ricerca applicata, l'alta tecnologia, e il trasferimento all'industria di know-how avanzato, svolgendo un ruolo complementare a quello universitario. Il CNR ha una rete capillare di organi propri per gestire questa parte essenziale della ricerca nazionale, con personale ed attrezzature di ottimo livello, ed una struttura amministrativa che, se opportunamente snellita, può avere capacità di spesa molto efficienti, anche su grandi programmi. Ha bisogno urgente, insieme alle altre istituzioni di ricerca pubbliche, di nuovi schemi, ruoli definiti, politica del personale appropriata. Mi rivolgo a chi ha la responsabilità e possibilità politico/amministrative nel nostro Paese, e leggerà questa nota, perché agisca con urgenza e non si perda irreparabilmente un patrimonio di risorse umane e materiali, di conoscenza e cultura che ancora oggi vivono intensamente nel CNR. La recente introduzione delle nuove strutture funzionali, le Aree della Ricerca, rappresenta un elemento assai importante per produrre il salto di qualità in ricerca e in coordinamento, richiesto dal progresso scientifico in atto. Le Aree stanno assolvendo al meritorio compito di togliere gli Istituti del CNR da sedi vecchie, inefficienti e insicure, fornendo spazi migliori, attrezzati modernamente ed inseriti in complessi scientifico-tecnologici integrati, che stanno conducendo ad una rapida crescita scientifica. In molte sedi le Aree si collocano all'interno dei campus universitari o in loro prossimità, o in vicinanza di altri enti di ricerca e/o industrie. Ciò facilita, ovviamente, l'instaurarsi di nuove collaborazioni e il rafforzamento di quelle esistenti.

 

La pagina Internet dell'Area.

Non posso esimermi dal cogliere questa occasione per sottolineare quanto l'iter realizzativo dell'Area della Ricerca di Firenze sia stato travagliato. Iniziò con una proposta di Microarea di Ricerca da parte di Giuliano Toraldo di Francia, in zona limitrofa al glorioso Centro Microonde, ora Istituto di Ricerca sulle Onde Elettromagnetiche "Nello Carrara", alla fine degli anni Sessanta, per proseguire negli anni Settanta-Ottanta con ipotesi di Poli vari, in ville splendide (Villa dell'Ombrellino, legata ai nomi di Galileo, Eulero e Foscolo, la Torre del Gallo in Arcetri), e poi in ex-fabbriche e nel terreno CNR a Scandicci. Si tentò con Firenze il primo accesso ai fondi FIO, insieme con Bologna che fu favorita; quindi si sperimentò la trattativa privata, vista l'urgenza di dare sedi sicure alla maggior parte degli Istituti fiorentini; ma dopo quattro anni di iter l'urgenza non era più sostenibile e l'edificazione dell'Area fu messa in appalto-concorso. A quasi quattro anni dalla posa della prima pietra (05/07/1993) sono state realizzate le fondazioni di quattro dei sei blocchi, a causa di irrisolti problemi archeologici, e il cantiere è chiuso da un anno per una necessaria revisione amministrativa. Confido nell'impegno già manifestato e nella volontà espressa in ogni sede, anche di recente, dai responsabili CNR di completare presto la realizzazione dell'Area di Firenze nella sua unitarietà e con gli standard delle altre Aree CNR. La concentrazione scientifico-industriale, che così si concretizzerà nel campus di Sesto Fiorentino e dintorni, sarà di proporzioni inusitate, certamente per Firenze, ma anche a livello nazionale. L'auspicio è che anche l'Università e gli altri Enti di Ricerca (INO, LENS) completino il loro trasferimento e in tempi brevi.