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ENRICO FERMI |
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IL NAVIGATORE |
ITALIANO | |
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| Fermi studente a 16 anni (1918 |
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"Il navigatore italiano è sbarcato nel Nuovo Mondo" "Come si sono comportati gli indigeni?" "Molto amichevolmente". È questo il dialogo telefonico tra Arthur Compton dell'Università di Chicago e James B. Conant, in attesa all'Università di Harward. Si tratta dell'annuncio della realizzazione della prima reazione nucleare a catena controllata con produzione di energia, la più grande che fino allora l'uomo avesse mai conosciuto. Era il 2 dicembre 1942 e nasceva la "pila atomica".
Lewis L. Strass, Presidente della Commissione dell'Energia Atomica americana, nel celebrare la memoria di Fermi nel 1955 un anno dopo la sua morte, ebbe a dire: "Quest'uomo, vissuto per 15 anni tra noi con profonda modestia, è stato il vero architetto dell'Era Atomica. Il Navigatore italiano Fermi così come Colombo ha scoperto un nuovo Continente, più ancora un Nuovo Mondo. A noi non resta che porre le mani su questa terra da lui scoperta a beneficio dell'umanità".
Vent'anni prima, appena laureato e diplomato alla Scuola Normale di Pisa, Fermi, nell'ambito delle discussioni intorno alla teoria della relatività di Einstein e alle sue implicazioni concettuali e filosofiche circa lo spazio-tempo, rilevava come tale enfasi rischiasse di distogliere "l'attenzione da un altro risultato che, per essere meno clamoroso e paradossale, ha tuttavia conseguenze non meno degne di nota e il cui interesse è verosimilmente destinato a crescere".
Queste parole profetiche alludono alla scoperta della relazione che lega la massa di un corpo alla sua energia (E = mc2) e della quale Fermi intravide le conseguenze "spaventose" osservabili in laboratorio (" un grammo di materia libera un'energia maggiore di quella sviluppata dal lavoro ininterrotto per tre anni di un motore di mille cavalli"). Malgrado un suo certo scetticismo di allora toccava proprio a lui, vent'anni dopo, liberare quella "spaventosa energia".
Enrico Fermi era nato a Roma il 28 settembre 1901 da famiglia di solide tradizioni con radici nel Piacentino (guarda caso, Caorso). Siamo agli inizi del XX secolo e la fisica si caratterizza con le grandi scoperte nel campo della radiazione e della materia: i raggi X, la radioattività, l'elettrone, avviandosi, con la scoperta del nucleo atomico di Rutherford, alla grande stagione degli anni '30, i cosiddetti "anni mirabili".
| A sinistra: Enrico
Fermi, Nello Carrara e Franco Rasetti in una gita sulle Alpi Apuane
(1922) A destra: i partecipanti al Congresso di Fisica Nucleare a Roma (1931) |
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Fermi studente dimostra subito grande interesse per le scienze, in particolare la matematica e la fisica, avendo letto "tutti i libri più importanti sulla materia".
Indirizzato nel 1919 dall'ing. Adolfo Amidei, amico di suo padre e suo "mentore", alla Scuola Normale Superiore di Pisa, vince facilmente il concorso di ammissione e ne esce a pieni voti nel 1922 (diplomandosi con una tesi teorica in Astrofisica e laureandosi all'Università di Pisa con una tesi sperimentale sui raggi X). In quell'inquieto dopoguerra che vede l'avvento in Germania ed in Italia dei regimi nazista e fascista e l'instaurarsi in Russia del regime sovietico, Fermi incontra Corbino a Roma nel 1923. Orso Maria Corbino, senatore del Regno e direttore dell'Istituto di Fisica di Via Panisperna, ne intuisce le capacità e ne fa la persona di riferimento per la promozione di una vera e propria scuola italiana di fisica moderna a livello internazionale. E così avvenne. Dopo brevi soggiorni in Germania, a Gottinga, presso la scuola di Max Born (dove incontra Heisenberg e Pauli), e a Leida presso Paul Ehrenfest, trovando le basi ideali per le sua vocazione fisica, torna in Italia prima a Firenze e poi a Roma, iniziando la grande avventura della fisica teorica e nucleare italiana. Negli anni 1924-'26 sviluppa la "teoria statistica asimmetrica" (nota come Statistica di Fermi-Dirac) riguardante il comportamento delle particelle dotate di "spin" semintero che appunto si chiamano "fermioni", il modello dell'atomo di Thomas-Fermi e il modello a gas di Fermi. La stagione romana dal 1934 al 1937 è quella gloriosa del gruppo di Via Panisperna che scopre la radioattività e le trasmutazioni nucleari indotte da neutroni lenti e spiana la via alla scoperta della "fissione nucleare", cui approdano Hahn e Strassmann in Germania nel 1938.
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| Il team di Chicago che realizzò la pila atomica nel 1942 |
Contemporaneamente Fermi fonda la "fisica delle interazioni deboli" sviluppando la teoria del decadimento e segnando la pietra miliare di una scuola italiana culminata con la scoperta al CERN nel 1984 da parte del gruppo di Rubbia del "bosone intermedio" che unisce due forze fondamentali della natura: quella "debole" e quella "elettromagnetica".
Appunto nel 1938 Fermi riceve il premio Nobel e dalla Svezia parte con la famiglia per gli Stati Uniti, lasciando l'Italia a causa delle leggi razziali (la moglie Laura Capon era ebrea). Prima alla Columbia poi a Chicago percorre gli anni dell'avventura americana.
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| A sinistra: Enrico Fermi mentre riceve il premio Nobel dal re Gustavo V (Stoccolma, 1938) | A destra: Enrico Fermi con la futura moglie Laura Capon si conobbero nel 1924 e si sposarono quattro anni dopo |
Erano gli anni '40 e la guerra contro Hitler e contro il pericolo del totalitarismo mondiale non poteva non essere considerata anche dalle comunità scientifiche dei Paesi democratici un impegno primario. L'aver contribuito alla realizzazione della prima macchina nucleare in grado di produrre energia, quasi nuovo Prometeo, e poi alla costruzione a Los Alamos negli anni più drammatici della guerra della "bomba" ha reso la sua figura di grande scienziato condizionata da giudizi moralistici e storicamente fuori tempo.
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| Enrico Fermi al lavoro nel laboratorio dell'Istituto di Fisica in via Panisperna (1934) |
E tuttavia si è trattato, pur con conseguenze positive e negative, di una delle maggiori conquiste del sapere. Restava " da esaminare con energia e speranza la possibilità di un onesto accordo internazionale" sono parole di Fermi del 1945, alcune settimane dopo Hiroshima, aggiungendo che: "gli uomini di scienza manifestano il parere che i nuovi pericoli potranno forse condurre ad una comprensione fra le nazioni molto maggiore di quanto non si sia ritenuto sino ad oggi".
Dal 1946 al 1953 Fermi lavora ancora a Chicago e si dedica alla fisica delle particelle elementari. Torna in Italia due volte: nel 1949, per un Congresso Internazionale a Como, e nel 1954 a Varenna, alla Scuola internazionale di Fisica. Pochi mesi dopo, il 28 novembre, si spegne a Chicago.
A Varenna lascia un ricordo indimenticabile. Per questo la Scuola Internazionale della Società Italiana di Fisica, fondata nel 1953 da Giovanni Polvani, è a lui dedicata ed è così nota.
| Summary | ||
| The "Italian navigator" Enrico Fermi has to be considered one of the most prominent scientists of the XX century. As Cristoforo Colombo, he discovered a real New World, standing ad the architect of the Atomic Era. Moreover he opened new ways in different fields of physics dealing with theory as well as experiments. He was the promotor of the renewed Italian school of physics and also in U.S.A. he was a real leader in physics, not only for the realization of the "nuclear pile". |
In spite of the dramatic events to be faced
during his life, the most important aspect of his activity was the scientific
discovery. To his memory the International School of Physics in Varenna, where
he lectured for the last time in 1954, is entitled. |
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