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AGRICOLTURA |
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SOSTENIBILE | |
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FRANCESCO CANNATA
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L'AGROSELVICOLTURA E |
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L'AGROFORESTAZIONE |
PER IL RIASSETTO | |
| DEL TERRITORIO | ||
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L'attivitą del CNR mira alla realizzazione ed al ripristino di nuove tecniche agronomiche |
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Premessa
L'Agroselvicoltura "riunisce tutti i sistemi di uso primario del territorio (land use system) ed i sistemi colturali (land use practises) che prevedono la deliberata consociazione di piante legnose e colture erbacee e/o attività di allevamento (zootecnia e/o acquacoltura), secondo un'organizzazione consociativa sia spaziale che sequenziale, che determini comunque delle significative interazioni economiche e/o ecologiche".
Da quanto premesso è logico che l'Agroselvicoltura sia profondamente diversa nelle varie realtà socio-economiche mondiali.
In Italia il settore ha un'antica e diversificata storia in funzione delle condizioni pedoclimatiche e socio-economiche delle differenti realtà produttive della penisola.
Nel dopoguerra l'Agroselvicoltura è stata espulsa dalle aree agricole più ricche e produttive, per rimanere confinata alla microazienda, al part time, alle zone marginali del centro sud d'Italia per una fruizione ambientale/turistica più che produttiva.
Moltissime concause hanno portato alla scomparsa dei tradizionali sistemi agroforestali fra cui spiccano:
- il passaggio da un'agricoltura preminentemente per autoconsumo, con fortissima intensità di lavoro umano, ad un'agricoltura industrializzata, meccanizzata e specializzata;
- l'affermarsi di mono-colture e mono-successioni (es. risaie, mais ed altri cereali) con input esterni che hanno portato all'accantonamento dei concetti di "rotazione" o "successione colturale" per il reintegro naturale della fertilità;
- la politica produttivistica europea è stata, fino alla riforma Mac Sherry, una forte spinta alla produzione di elevate quantità di prodotti (latte, cereali, ecc.) con prezzi "soglia" garantiti, che mettevano il sistema agroalimentare europeo in condizioni di mercato "protetto" e, in un certo senso, fuori dalla competizione internazionale.
A metà degli anni '80, l'Unione Europea, allora Comunità Economica Europea, rivede totalmente e capovolge la propria politica agricola e di riflesso anche quella forestale e la nuova PAC (Politica Agricola Comune) prevede una serie di interventi che attivano una riduzione e/o limitazione delle produzioni, attraverso disincentivi alla produzione o incentivi alla estensivizzazione (set side, quote nazionali di produzione, es. latte). Altri strumenti sono i regolamenti europei per la riforestazione [Reg. 2080], per l'impiego limitato di mezzi tecnici [Reg. 2078] ed altri interventi strutturali quali il reddito minimo garantito agli agricoltori, disaccoppiato dalla produzione ecc.
Tale nuova filosofia socio-economica e produttiva porta ad una rivisitazione
e ricollocazione dell'Agroselvicoltura non più considerata come elemento
residuale e paesaggistico di un mondo bucolico, ma come strumento di equilibrio
territoriale, economico, produttivo ed ambientale.
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Moderno sistema agroforestale per arboricoltura da legno di qualità (noce) con specie di accompagnamento (nocciolo ed olivello)
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Ruolo dell'Agroselvicoltura
I sistemi agroforestali tendono a preservare e valorizzare le biorisorse, hanno quindi una forte azione di difesa della biodiversità (vegetale, animale, microbica) oltre a massimizzare il rendimento dei fattori fisici naturali. In definitiva, l'Agroselvicoltura tende a migliorare l'efficienza e l'efficacia dei fattori e beni naturali. A ciò va aggiunta la realizzazione e il ripristino di nuove tecniche agronomiche e colturali che portano ad un miglioramento dell'agroecosistema, ad una reintroduzione di biodiversità autoctona, senza ostracismi verso le specie esotiche e le biotecnologie, ad una migliore difesa del territorio, ad una caratterizzazione qualitativa delle produzioni agro-alimentari.
Il CNR fin dal 1980, attraverso l'allora Comitato di Consulenza per le Scienze Agrarie, prese in considerazione l'opportunità e successivamente la necessità di realizzare una struttura di ricerca ad hoc, costituendo l'Istituto per l'Agroselvicoltura di Porano (Terni), divenuto oggi Sezione dell'Istituto di Biologia Agroambientale e Forestale, per affrontare in forma multidisciplinare problematiche scientifiche e tecniche oltre a realizzazioni sperimentali.
Guardando al futuro ed in particolare chiedendosi come l'agroforestry potrà divenire elemento di sostenibilità agricola, si ritiene che l'Agroselvicoltura, che prevede più colture e/o specie sullo stesso appezzamento, debba integrarsi in forma sistemica con diverse specie e colture su diversi appezzamenti del territorio e/o sull'azienda costituendo "sistemi agroforestali di tipo spaziale".
I sistemi più diffusi oggi nel nostro Paese sono: l'"Arboricoltura da legno" fuori foresta e quindi su terreni agricoli; la reintroduzione di "siepi campestri", con funzioni di ripristino di ecosistemi scomparsi; le "short-rotation" per la produzione di biomasse a fini energetici e industriali; le "formazioni arboree lineari" (due-quattro filari intercalati con arbusti).
Il sistema agroforestale che ha avuto maggior sviluppo è "l'arboricoltura da legno", che occupa oltre centomila ettari di superficie agricola.
In tale contesto l'Organo del CNR di Porano, fedele alla sua missione di ricerca scientifica applicata, riveste un ruolo di primo piano avendo sviluppato tecniche colturali di pacciamatura e consociazioni con leguminose erbacee ed arboree che, in zone collinari e suoli friabili, hanno una forte azione antierosiva. Le ricerche sullo stato idrico delle specie componenti i sistemi agroforestali possono essere associate con tecnologie di analisi degli isotopi stabili dell'acqua per analizzare i livelli di competizione per le risorse idriche disponibili. L'individuazione di specie capaci di sfruttare risorse idriche separate spazialmente e/o temporalmente è fondamentale per ottimizzare i modelli gestionali agroforestali.
Fondamentale nella Sezione è la ricerca e caratterizzazione genetica delle diverse specie (noce, castagno e, recentemente, paulownia) per definire le aree geografiche di provenienza e individuare popolamenti vegetali, di ambienti pedoclimatici affini, da cui derivare le piante madri per la produzione vivaistica, spesso causa di clamorosi ed onerosi insuccessi tecnici ed economici.
A tale attività scientifico-sperimentale la Sezione ha sempre
affiancato un'analisi socio-economica nelle diverse realtà produttive
e delle esigenze degli operatori agricoli e industriali in modo da poter
ottenere un quadro più completo possibile della sostenibilità
dei sistemi agroforestali studiati.
Considerazioni conclusive
L'Agroselvicoltura deve essere considerata nella sua nuova funzione produttiva e protettiva con la quale applicare agrotecniche e sistemi produttivi semplici e meccanizzabili che ricreino equilibri biologici ed ecologici compatibili con l'ambiente e, al contempo, forniscano all'imprenditore agricolo un giusto reddito. In conclusione, lo sviluppo di sistemi agroforestali, in un contesto multifunzionale dell'agricoltura, può dare un buon contributo alla totalità del territorio e alla formazione del reddito per l'imprenditore e contribuire al riassetto del territorio e alla salvaguardia delle tradizioni del nostro Paese.
| Summary | ||
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Agroforestry is a "social forestry" combining agriculture and forestry technologies to create more integrated, diverse, productive, healthy land use in view of a sustainable development. |
This is a short contribute on the historical developments leading to the present condition of Agroforestry in Italy and on the active research of CNR in this sector. At the and, the new role of Agroforestry is stressed and recommended. |
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