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AGRICOLTURA |
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PAOLO RADDI |
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COLTURE AGRARIE E |
FORESTALI CONTRO | |
| LE MALATTIE | ||
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Con l'impiego di tecnologie innovative si sviluppano metodi di lotta efficaci, economici ed ecocompatibili |
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Xiphinema index, nematode vettore d'importanti virosi della vite (INAAV-CNR)
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Nei suoi primi 50 anni di storia la Patologia vegetale è stata una disciplina prettamente descrittiva degli agenti che causano le malattie. In seguito l'interesse è stato rivolto alla biologia e fisiologia del parassita e all'interazione ospite-patogeno, anche nel tentativo di comprendere i meccanismi di resistenza messi in atto dalle piante. Più recentemente lo sviluppo di tecniche per isolare, clonare e sequenziare il DNA ha rivoluzionato gli studi di Patologia vegetale e offerto, tra l'altro, la possibilità di verificare la teoria gene-per-gene, tappa fondamentale negli studi fitopatologici. Nel 1984 viene infatti scoperto il primo gene avr. Seguono la scoperta di altri geni avr e dei loro prodotti (i cosiddetti "elicitori", segnali diffusibili che innescano la morte programmata delle cellule e la resistenza attiva della pianta), la scoperta dei geni hrp (necessari per l'ipersensibilità e per la patogenicità) e, infine, dei geni di resistenza nelle piante (il primo ad essere identificato fu il gene Hml del mais). Nel contempo, sempre maggiore attenzione è stata indirizzata verso la ricerca di base, anche allo scopo di mettere a punto nuovi e migliori metodi di lotta rispettosi dell'ambiente.
Attualmente in Italia, accanto ad operazioni quasi di routine di diagnosi di malattie note che più o meno regolarmente interessano le colture agrarie e forestali e a prove di verifica dell'efficacia di nuovi anticrittogamici nei confronti di patogeni noti o di nuova identificazione, si vanno approntando protocolli per la diagnosi molecolare di importanti patogeni, soprattutto da quarantena, e si sperimentano nuove strategie (ad es., individuazione e controllo di vettori di patogeni) e mezzi di lotta, da soli o in combinazione fra loro: la solarizzazione, l'impiego di agenti microbici antagonisti o di loro metaboliti, l'uso di sostanze che attivano le reazioni di difesa delle piante. Rimane tuttavia diffusa l'opinione che nel futuro la strategia di controllo più adeguata continuerà ad essere l'impiego di varietà o cloni resistenti, ottenuti con procedure tradizionali di miglioramento genetico o con metodologie innovative che consentano di abbreviare i tempi necessari per raggiungere gli scopi desiderati. A questo riguardo l'impiego di piante transgeniche resistenti potrà costituire, se saranno superati i problemi sollevati dall'uso delle biotecnologie in agricoltura, un valido e forse decisivo contributo alla lotta quanto meno di alcune malattie.
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Sopra: Studio condotto da S. Moricca et al. (IPAF-CNR) sull'iperparassitismo di Cladosporium tenuissimum verso le ecidiospore di Cronartium flaccidum (copertina di Phytopatology, 2001) Sotto: Colonizzazione schematica del tronco di una pianta di vite affetta dal mal dell'esca. si notano diverse alterazioni del legno tipiche della malattia: BN, necrosi bruna; BRW, legno bruno rosso; AP, porzioni di midollo alterato; BS, strie nere; DP, midollo degradato; BL, linea nera di reazione che circonda la zona cariata; DW, legno con carie bianca; frecce, ferite di potatura (pubblicato su Plant Disease, 1999) |
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Nel riordino della sua rete scientifica, il CNR nel 1999 ha costituito l'Istituto per la Protezione delle Piante (IPP), che dovrà svolgere attività soprattutto nei seguenti campi di ricerca: studio di meccanismi biologici che controllano le complesse relazioni tra pianta e fattori di stress biotici ed abiotici; sviluppo di modelli previsionali e di mezzi di lotta rispettosi dell'ambiente.
L'IPP risulta dalla fusione di 3 organi CNR: Istituto per la Patologia degli Alberi Forestali (IPAF), Istituto di Nematologia Agraria Applicata ai Vegetali (INAAV), Centro di Studio sulla Micologia del Terreno e prossimamente anche dal Centro di Studio sulle Tecniche di Lotta Biologica. L'obiettivo generale è di garantire con nuove ed innovative strategie di lotta una produttività sostenibile nel settore agrario-forestale, mentre gli obiettivi specifici dell'IPP possono essere:
- biologia e biodiversità di patogeni fungini e batterici, di nematodi, acari, insetti, etc.;
- interazione pianta-microorganismi e fattori abiotici;
- nuove metodologie per la diagnosi precoce di malattie latenti e certificazione sanitaria del materiale commerciale;
- studio di vettori di parassiti e di antagonisti naturali.
Il CNR, nell'ultimo decennio, attraverso i Progetti Finalizzati, i Progetti Strategici e l'attività di agenzia, ha finanziato anche ricerche svolte presso Istituzioni Universitarie, del Mipaf ed Enti pubblici e privati su:
- malattie di importanza economica nel settore forestale (quali ad es., cancro del cipresso; cancro del castagno; grafiosi dell'olmo; cancro colorato del platano; deperimento dei boschi, soprattutto delle querce; marciumi radicali; varie fitoplasmosi) e su importanti aspetti fitopatologici (presenza nelle piante di microorganismi non patogeni endofiti , biodiversità della rizosfera e della fillosfera, studi sulla dannosità di nematodi e sul loro ruolo come vettori di parassiti);
- malattie nel settore agrario, quali, ad es., il colpo di fuoco batterico di pero e melo; il mal secco degli agrumi; la verticillosi e la rogna dell'ulivo; il mal dell'esca e la flavescenza dorata della vite, oltre a numerose malattie di piante erbacee e di piante ornamentali.
La protezione sostenibile delle piante agrarie e forestali contro gli stress biotici è in una fase di grande fervore scientifico e suscita un forte interesse da parte dell'utenza, sempre più attenta agli aspetti ecologici e della sicurezza alimentare. Considerevoli, quindi, potranno essere, nel controllo delle popolazioni di patogeni, i progressi ottenibili con l'impiego di tecnologie innovative per sviluppare metodi di lotta efficaci, economici ed ecocompatibili.
| Summary | ||
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In recent years plant disease protection in agriculture and forestry has dramatically burgeoned in Italy. Now control strategies are essentially based on innovative measures, including molecular genetic techniques. In 1999 the CNR constituted the Institute of Plant Protection (IPP) with the following main research priorities: biology and genetic variability of the main parasites and symbionts; |
evaluation of the host-parasite-environment interaction; innovative methodologies for the early diagnosis of plant parasites; vectors of parasites and antagonists. Moreover, the CNR has also financially supported research on plant protection carried out by other Italian research institutions. |
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