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AGRICOLTURA 


SOSTENIBILE


MAURIZIO CONTI
Direttore dell'istituto di Virologia Vegetale del CNR, Torino  

 

 


LOTTA ALLE VIROSI

 

DELLE PIANTE

   CON MEZZI 
    ECOCOMPATIBILI 

Si proteggono le coltivazioni con tessuto - non-tessuto e con la protezione "crociata"

 
 

 

Tipici sintomi di giallume della vite causati da infezione virale
 

I virus delle piante (fitovirus) sono parassiti obbligati, intracellulari, contro i quali non esistono possibilità di terapia in pieno campo. In grande maggioranza, essi sono diffusi in natura da organismi vettori (insetti, acari, nematodi, funghi unicellulari) e pertanto anche la lotta alle virosi non prescinde dall'impiego di antiparassitari che, utilizzati spesso pesantemente contro i vettori, concorrono ad inquinare l'ambiente. Esistono, tuttavia, mezzi di difesa preventiva basati, ad esempio, sul controllo sanitario dei vegetali da propagazione, l'intercettazione dei vettori con mezzi fisici o agronomici, la previsione del rischio di infezione e la lotta guidata, che consentono alternative ecocompatibili degne di attenzione. Alcuni di essi sono stati oggetto di studio e sperimentazione presso l'Istituto di Virologia Vegetale del CNR di Torino (IVV).

Dall'inizio degli anni Ottanta, nell'ambito di un progetto nazionale promosso dal Ministero dell'Agricoltura (MiPAF), l'IVV collabora con altri organi CNR e universitari di Torino (Centro Miglioramento Vite, Cattedra di Viticoltura) alla selezione clonale e sanitaria di vitigni ad uva da vino di Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta. Protocolli diagnostici per virosi e malattie virus-simili della vite sono stati messi a punto mediante piante indicatrici erbacee e legnose, sierologia, produzione di antisieri specifici, microscopia e immuno-microscopia elettronica. I saggi effettuati sui presunti cloni hanno consentito di selezionare vitigni "virus-tested" e di proporli per l'omologazione come piante capostipiti. Nel corso dei controlli è stato anche isolato - per la prima volta al mondo - un virus filamentoso di nuovo tipo per la vite (GVA) e ciò ha stimolato indagini che hanno oggi chiarito l'eziologia di gravi ampelopatie, quali accartocciamento fogliare (GLRVs) e legno riccio (RWC).

Figura 1: colture di zucchino protette da copertura con tessuto - non-tessuto;
Controlli in pien aria

 

Prove di lotta contro virus dello zucchino trasmessi da afidi sono state condotte in Liguria, dove questa coltura riveste notoriamente grande importanza economica (Albenga, Sarzana). Convincenti risultati sono stati conseguiti sia proteggendo le coltivazioni appena messe a dimora con tessuto-non-tessuto (TNT) (fig. 1) sia ricorrendo alla pratica della "protezione crociata". Questa consiste nell'inoculare i giovani semenzali, prima del trapianto in pieno campo, con un ceppo virale ipovirulento onde prevenire l'infezione da 'wild isolates' dello stesso virus più aggressivi e dannosi. Nel caso specifico si è utilizzato un ceppo di mosaico giallo dello zucchino (ZYMV) fornito dall'Institut National des Recherches Agronomiques (INRA) di Avignone (Francia).

Figura 2: trappola ad aspirazione tipo "Rothamsted Insect Survey"; altezza 12 metri circa

Nel decennio 1980-90 l'IVV ha sperimentato l'uso di una trappola tipo "Rothamsted Insect Survey" (fig. 2) in un'area cerealicola per rilevare i voli di migrazione degli afidi vettori del nanismo giallo dell'orzo (BYDV). In base a campionamenti giornalieri si è calcolato il rischio di infezione (infection pressure) mettendo quindi in atto un piano di lotta guidata contro il virus. Gli interventi sono stati di due tipi: trattamenti insetticidi mirati, ridotti del 40-60% rispetto alla norma; ritardo delle semine autunnali al fine di non esporre le piante in emergenza ai periodi con rischio di infezione più elevato. In entrambi i casi l'incidenza di BYDV sulle colture è stata sensibilmente ridotta.

Altre indagini condotte dall'IVV in collaborazione con genetisti (ora all'Università della Tuscia) hanno consentito di selezionare peperoni resistenti al mosaico del cetriolo (CMV) e pomodori resistenti al mosaico del tabacco (TMV). In collaborazione con l'ENEA di Roma, l'IVV ha inoltre prodotto linee di pomodoro resistenti al virus dell'avvizzimento maculato (TSWV), trasferendo nelle piante un gene virale mediante ingegneria genetica (pathogen induced resistance). Tuttavia se anche interventi di questa natura potranno essere considerati mezzi di lotta ecocompatibile alle virosi, potrà stabilirlo soltanto l'ampio ed articolato dibattito da tempo in corso sugli OGM.

 

 

Summary

In field conditions, most plant-infecting viruses are spread by insects, nematodes and other vector organisms which are controlled by spraying pesticides, thus contributing to pollute the environment. Some methods are known, however, that allow to contain the spread of plant virus diseases in agreement with the practice of a sustainable agriculture, e.g.: 

 

the sanitary selection of plant propagating material, the protection of crops with plastic nets soon after planting, the use of suction traps to check the density of flying aphid vectors then reducing insecticide spraying and/or delaying the date of sowing, etc. The results achieved by the CNR- Istituto di Virologia Vegetale, Turin, Italy, when testing these and other methods to control different plant viruses such as BYDV, CMV, ZYMV are listed and briefly discussed.