testimonianze
FRANCO QUINTILLI
già Collaboratore tecnico del CNR
NEL 1960 CON ILPROGETTO "S. MARCO"
IL CNR SI "LANCIO'" NELLO SPAZIO Ricordo del prof. Luigi Broglio, ideatore del programma "S. Marco" e padre dell'attività aerospaziale italiana
Il 14 Gennaio di quest'anno veniva a mancare il Prof. Luigi Broglio, ideatore del Programma "San Marco" e padre dell'astronautica italiana. Grazie al suo carisma scientifico internazionalmente riconosciuto e alla sua lungimiranza e con il supporto politico del Senatore Amintore Fanfani, allora Presidente del Consiglio, il Prof. Broglio, all'inizio degli anni Sessanta, ideò e concretizzò il Progetto "San Marco", un programma di collaborazione bilaterale Italia-Stati Uniti per la ricerca scientifica e la sperimentazione nello spazio.
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| PIATTAFORMA SAN MARCO |
Foto Quintilli |
Per gli Stati Uniti, l'ente preposto fu la NASA; per l'Italia la realizzazione del progetto fu affidata al Centro di Ricerche Aerospaziali - C.R.A. (ora chiamato Centro di Ricerche Progetto San Marco) dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza". Il Prof. Broglio, attraverso apposite convenzioni, riuscì a coinvolgere nel programma anche il Consiglio Nazionale delle Ricerche - presieduto allora dal Prof. Giovanni Polvani - e l'Aeronautica Militare Italiana. Anche nel corso dei successivi anni, questi due enti contribuiranno al proseguimento del successo del Progetto "San Marco" fornendo al progetto stesso personale altamente qualificato (il CNR, tuttora, ha proprio personale comandato presso il Centro di Ricerca Progetto "San Marco").
La data ufficiale di nascita del progetto fu il 7 settembre 1962, a Roma, con la firma dell'accordo Italia-Stati Uniti. Per l'Italia firmò il Ministro degli Esteri Attilio Piccioni e per gli Stati Uniti il Vice Presidente Lyndon B. Johnson.
L'accordo di collaborazione scientifica spaziale prevedeva che il lancio del primo satellite Italiano San Marco venisse effettuato dalla base NASA di Wallops Island in Virginia da personale tutto italiano. In questo modo gli Americani avrebbero avuto modo di controllare il livello di preparazione dei team di lancio e di quelli delle operazioni di controllo a terra, dopo il lungo addestramento di preparazione cui erano stati sottoposti presso i centri ed i laboratori dell'ente spaziale statunitense. Ed, infatti, il lift-off avvenne con successo il 16 dicembre 1964 da Wallops Island, grazie al personale fornito dalle tre Amministrazioni coinvolte.
L'accordo Italia-Usa prevedeva che il lancio del secondo satellite Italiano (San Marco B) avvenisse dal poligono equatoriale Italiano "San Marco", ubicato nell'Oceano Indiano, in acque internazionali, a largo delle coste del Kenya a 2°56' a sud dell'Equatore, composto (e lo è tuttora) da piattaforme oceaniche fissate sul fondo dell'oceano: piattaforma di assemblaggio e lancio del razzo Scout (Piattaforma San Marco); piattaforma di controllo per le operazioni di lancio e messa in orbita (Piattaforma Santa Rita); una piccola piattaforma dove erano sistemati i radar; stazione di telemisura a terra e altre infrastrutture anch'esse sulla terraferma. Un accordo scientifico e diplomatico tra Italia e Kenya assicurò al San Marco la partecipazione e la collaborazione della Repubblica del Kenya.
È importante tener presente che mentre i satelliti - di concezione tutta italiana - vennero sempre costruiti ed assemblati presso i laboratori dell'Università di Roma "La Sapienza" e sempre sotto la direzione del Prof. Broglio e dei suoi collaboratori, per metterli in orbita fu usato sempre, finché fu prodotto, il razzo Americano Scout fornito gratuitamente dalla NASA. Ciò significò che il campo di collaborazione tra Italia e Stati Uniti nel San Marco fu più esteso di quello dei consueti accordi bilaterali della NASA. Infatti, esso non fu limitato al solo settore dei satelliti, ma investì anche il settore dei poligoni e delle stazioni a terra e si estese all'impiego, assemblaggio e messa in orbita del vettore Scout. Collaborare con la NASA entro una gamma così vasta di settori richiese naturalmente la disponibilità di mezzi sperimentali e di personale guidato da una persona carismatica come il Prof. Broglio. Quindi, come già accennato, il primo periodo fu impiegato essenzialmente ad addestrare alla ricerca i migliori laureati della Scuola di Ingegneria Aerospaziale di Roma ed il personale messo a disposizione del Progetto dal CNR e dall'Aeronautica Militare Italiana.
| SM-A DURANTE LE PROVE DI VIBRAZIONE | |
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Foto Quintilli |
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Quando il programma fu annunciato non mancarono le critiche: vi fu chi accusò il gruppo Broglio di "voler ripetere ad anni di distanza - con sperpero di denaro pubblico - esperimenti già fatti dagli americani e dai sovietici e senza apportare nulla di nuovo alle scienze spaziali". Così non fu! La presenza del nostro Paese sul fronte aerospaziale - attraverso il Progetto "San Marco" - significò presenza di tecnici ed anche di settori industriali in un campo dove, senza dubbio, vi sarebbe stato sempre più da fare col passare degli anni, come si è verificato anche recentemente con il successo della missione dello Shuttle che ha portato in orbita il modulo di servizio per la Stazione Spaziale Internazionale Alpha, (I.S.S.) costruito dall'Alenia Spazio su commessa ASI (Agenzia Spaziale Italiana).
Il Programma "San Marco" non si limitò affatto a ripetere esperimenti già realizzati da altri, ma si prefisse degli scopi - raggiunti nel corso degli anni - differenti da quelli già conseguiti dagli Americani e dai Russi. Anche perché all'epoca, paradossalmente, i costi di missione scientifica in proporzione erano inferiori a quelli di oggi: basti pensare che dal 1963 al 1979 furono spesi 24 miliardi per tutte le attività, cioè per i laboratori e gli impianti, per i satelliti per la base in Kenya.
Il Prof. Broglio concentrò i suoi sforzi in determinati settori della ricerca aerospaziale che offriva, e tuttora offre, innumerevoli zone da esplorare. La sua lungimiranza e perspicacia permisero al nostro Paese di essere, agli inizi degli anni Sessanta, ai primi posti nel campo della ricerca aerospaziale, subito dopo Stati Uniti ed Unione Sovietica. Qualche anno più tardi, questo suo intuito avrebbe portato ad un incremento dei rapporti di collaborazione con la NASA e con l'Agenzia Spaziale Europea. Come già detto, il "Programma San Marco" nacque dalla collaborazione Italia-Usa per l'esplorazione scientifica e pacifica dello spazio. Questa joint venture permise una mutua e vicendevole collaborazione tra tecnici ed ingegneri di differenti nazionalità nel raggiungere con successo gli obiettivi prefissi. La serie dei satelliti San Marco (A; B; C-1; C-2; D/L) concepiti, costruiti e lanciati dal team del Prof. Broglio ed entrati in orbita con successo consentirono di misurare: la densità dell'aria ad alte quote, in modo continuo e con la massima precisione; la temperatura e pressione dell'atmosfera; la composizione della stessa atmosfera attraverso uno spettrometro di massa; il profilo della densità elettronica della ionosfera; la temperatura degli elettroni; la localizzazione di irregolarità ionosferica; la concentrazione degli ioni e degli elettroni; l'analisi delle particelle ionizzate e delle loro velocità; il monitoraggio della radiazione solare; lo studio dei fenomeni dell'alta atmosfera e la loro influenza sul clima della Terra. Ma dal Poligono Equatoriale "San Marco" furono lanciati anche i satelliti NASA, SAS-A, SAS-B, SAS-C, S.S.S, ed anche uno Inglese l'UK-5 "ARIEL". I satelliti americani, di tipo astronomico, studiavano le radiazioni stellari, i raggi-X, i raggi gamma e le stelle binarie. Un sistema ne rilevò una estremamente collassata: il primo buco nero individuato attraverso il satellite Nasa SAS-A lanciato dal Poligono "S. Marco". Il satellite inglese "ARIEL" localizzò trentasette nuove sorgenti di raggi X. Non solo satelliti furono lanciati dal Poligono "San Marco", ma anche una nutrita serie di razzi sonda. Durante l'eclissi totale di sole nel continente africano, l'Istituto di Astrofisica del CNR si avvalse delle possibilità offerte dall'ubicazione del Poligono: il 16 febbraio 1980, infatti, fu lanciato un razzo sonda Nike Black Brant con all'interno strumentazione CNR per poter ottenere dati durante le fasi dell'importante evento. La peculiarità del Poligono Equatoriale "San Marco" è quella di poter realizzare - con grande economicità - orbite equatoriali di qualsiasi tipo. Infatti, dal poligono all'Equatore è possibile un lancio diretto, e perciò economico, di un satellite in orbita equatoriale utilizzando l'Equatore terrestre come piano di lancio. Il Progetto "San Marco" rappresenta tuttora un elemento essenziale nelle attività spaziali italiane ed è un efficiente strumento di collaborazione internazionale.
| Biografia |
| Luigi Broglio era nato a Mestre il 6 novembre 1911. Laureatosi in Ingegneria (1934), in Ingegneria Aeronautica (1938) e in Scienze Matematiche (1940), nel 1944 divenne professore di Costruzioni Aeronautiche. Dall'anno 1952 al 1987 è stato Preside della Scuola di Ingegneria Aerospaziale. La sua attività scientifica comprende numerosi contributi originali in campo aeronautico e spaziale. In particolare, ha formulato per primo la legge di similitudine esatta per le traiettorie di rientro nell'atmosfera delle astronavi; ha introdotto un metodo originale per la riduzione dei dati nello studio della dinamica dell'alta atmosfera mediante nubi di vapori; ha concepito un metodo di sperimentazione ed una strumentazione originale che, montata su satelliti, fornisce la misura della densità atmosferica alle altissime quote con estrema precisione; ha dimostrato l'esistenza di speciali orbite "multistazionarie" di grande interesse per i satelliti di applicazione. È stato iniziatore e animatore dell'attività spaziale italiana. Nel 1961 ha costituito il Centro Ricerche Aerospaziali che è stato il primo laboratorio europeo altamente specializzato per le prove a terra dei satelliti.Nel 1961 ha concepito e diretto il primo esperimento italiano nello spazio. Direttore del Progetto "San Marco", ha guidato la realizzazione e la messa in orbita dei satelliti italiani San Marco I, II, III, IV, V e la realizzazione del Poligono spaziale oceanico San Marco. |
| Summary | ||
| The "San Marco" Project - conceived and directed by professor Luigi Broglio, Dean of the Aerospace Engineering School of the University of Rome "La Sapienza" - was born in 1962. The Representatives of the United States National Aeronautics and Space Administration and the Italian Space Commission of the italian National Research Council signed the Memorandum of Understanding May 31, 1962. Such agreement was regarding space cooperation in a scientific experiment which proposed the placement in orbit around the Earth of an Italian satellite from an Italian launching facility by means of the Scout rocket, provided by the National Aeronautics and Space Administration (NASA). | The
objective of the experiment was to perform measurements of atmospheric and
ionospheric characteristics of the Earth's atmosphere and to make the
resulting scientific data freely available to the world scientific
community. The "San Marco" Project was part of the effort of the NASA to cooperate with other nations in peaceful aspects of space exploration.
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