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TECNOLOGIE DIDATTICHE |
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IL PROGETTO LABNET PER |
L'EDUCAZIONE |
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| AMBIENTALE | ||
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Tra gli obiettivi realizzati, una rete telematica ed una scuola on line per la formazione dei docenti |
Agli inizi degli anni '90, la Conferenza sull'ambiente e sviluppo di Rio de Janeiro sottolineò il ruolo dell'educazione nell'elaborazione e nella gestione di politiche di sviluppo sostenibile, indicando alcune direttive. In accordo con queste, il Ministero dell'Ambiente e l'Istituto per le Tecnologie Didattiche (ITD) del CNR sottoscrissero un contratto riguardante l'elaborazione e la realizzazione di un progetto, denominato LABNET, rivolto a dare un impulso allo sviluppo del settore dell'educazione ambientale in Italia.
LABNET era inserito nel contesto del programma ministeriale INFEA (INformazione Formazione e Educazione Ambientale) e mirava a gettare le basi per la costruzione di una infrastruttura permanente, distribuita su tutto il territorio nazionale, per lo sviluppo di iniziative di educazione ambientale. In seguito, questa struttura sarebbe stata indicata come "Sistema nazionale per l'educazione ambientale". L'idea chiave era dare vita a una rete di laboratori territoriali, collegati tra di loro in modo telematico.
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Questi laboratori, nati per lo più in ambito urbano, supportati principalmente da enti locali, erano visti come il luogo di elaborazione e realizzazione di politiche di sviluppo dell'educazione ambientale nel territorio. Altri compiti dei laboratori territoriali erano:
- la raccolta sul proprio territorio di dati sulle iniziative, sugli enti e sui materiali di Educazione Ambientale (EA) e la trasmissione di questi all'Archivio Nazionale per la Documentazione e Ricerca nell'Educazione Ambientale (A.N.D.R.E.A.), inizialmente realizzato presso l'Istituto di Psicologia del CNR e poi gestito direttamente dal Ministero dell'Ambiente;
- la promozione di iniziative di formazione insegnanti;
- il coordinamento di progetti di educazione ambientale tra più scuole;
- la promozione di campagne di sensibilizzazione dei cittadini;
- la realizzazione di iniziative di formazione professionale in ambito ambientale.
Per studiare la natura e i problemi correlati allo sviluppo di un laboratorio territoriale, nell'ambito del progetto LABNET fu realizzato un laboratorio prototipo, in collaborazione con il comune e la provincia di Genova, chiamato "Laboratorio Rinaldo Sanna" in memoria del fondatore dell'Istituto per le Tecnologie Didattiche.
Nel corso degli anni '90, il Ministero dell'Ambiente ha incoraggiato lo sviluppo di questi laboratori con finanziamenti agli enti locali nel quadro del programma INFEA. Si è assistito così ad un rapido sviluppo del numero dei laboratori territoriali che si sono andati ad affiancare ai centri di esperienza, strutture che sviluppano iniziative di educazione ambientale, principalmente in aree protette, che spesso prevedono soggiorni e attività di studio dell'ambiente.
All'insieme dei laboratori territoriali e dei centri di esperienza fu dato il nome di "centri di educazione ambientale". Uno dei principali obiettivi del progetto LABNET era quello di far comunicare e collaborare tra di loro i centri di educazione ambientale, creando e animando una rete telematica.
A metà degli anni '90, fu realizzato e sperimentato PLANET, un prototipo di rete, costituita da 9 laboratori territoriali. Ognuno di questi laboratori aveva accesso alla rete tramite un'istituzione accademica. Al termine della sperimentazione fu deciso di affidare al CNUCE del CNR tutti gli aspetti tecnologici riguardanti la connessione dei centri, mentre l'ITD conservava la responsabilità di "animare" e coordinare le attività sull'intera rete con attività di formazione, informazione e armonizzazione.
Per fornire un contributo all'azione dei centri di educazione ambientale nella prima parte del progetto fu elaborato un approccio metodologico originale all'educazione ambientale, basato sulle tecnologie didattiche.
Un progetto di educazione ambientale a scuola, infatti, va accuratamente preparato dal gruppo di insegnanti. La preparazione consiste nel progettare e realizzare un ambiente di apprendimento. Questo può essere pensato come un insieme di "oggetti fisici" (un'area particolare, una comunità di individui, un insieme di strumenti ecc.) e da un insieme di "metodi" (indicazioni di attività da svolgere, compiti da eseguire, concetti da apprendere, ecc.). La metodologia proposta guida un gruppo interdisciplinare di insegnanti alla progettazione di questo ambiente di apprendimento, attraverso una serie di fasi che vanno dalla scelta del problema ambientale da affrontare, degli scopi da conseguire, dell'ambiente particolare in cui operare, alla modellizzazione dell'ambiente scelto, alla correlazione con il curriculum e all'individuazione delle attività da far svolgere ai ragazzi.
Per diffondere questo approccio metodologico tra gli insegnanti e gli operatori dei centri di educazione ambientale, nel 1994 fu progettato e realizzato un corso on line, denominato MEDEA, basato sulle moderne tecnologie telematiche. La strategia didattica usata rifletteva un'idea di apprendimento collaborativo, in cui la conoscenza dei singoli viene costruita nell'interazione all'interno di una comunità di pratica. È da notare che questa idea trova un valido strumento nella formazione on line. In particolare MEDEA si rivolgeva a gruppi remoti di insegnanti a cui veniva chiesto di discutere i criteri metodologici proposti e poi di applicarli nell'elaborazione di un proprio progetto.
Il corso ebbe un notevole successo e nel 1998 ne fu realizzata un'edizione europea, chiamata EUMEDEA. L'idea era sperimentare in un contesto transnazionale la praticabilità sia dell'approccio metodologico all'EA proposto nel corso sia l'efficacia dei corsi in rete nei processi di formazione insegnanti su scala europea. L'occasione fu fornita dal progetto europeo Telematics for Teacher Training T3, nel quadro del programma comunitario Telematics.
EUMEDEA coinvolse 5 nazioni europee: Finlandia, Gran Bretagna, Italia, Olanda e Portogallo. Nel 1999 MEDEA divenne un programma annuale di corsi, comprendente un insieme di edizioni parallele basate su una versione rivista del corso originale. Tre team di tutor, operanti presso i tre laboratori territoriali per l'educazione ambientale di Milano, Udine e Genova pianificarono e organizzarono tre diverse edizioni di MEDEA in parallelo e ottennero risultati molto brillanti. Alla fine del 1999 partì il programma MEDEA2000, che comprendeva 5 corsi paralleli, con 78 gruppi e 335 partecipanti. I tutor di MEDEA2000 furono i tutor di MEDEA99, gli ex partecipanti a quell'edizione. Oggi MEDEA è diventata una scuola di formazione in rete in grado di erogare corsi di formazione per insegnanti in servizio su una varietà di tematiche legate all'innovazione scolastica.
Gli sviluppi successivi del progetto LABNET hanno visto la diffusione su scala nazionale di laboratori territoriali, oggi ce ne sono oltre 80, e parallelamente un incremento della loro attività costituita da progetti per le scuole, corsi di formazione per insegnanti e per operatori, iniziative rivolte ai cittadini, attività di formazioni per le imprese ecc. In questo contesto l'ITD ha sviluppato una costante attività di animazione che si è tradotta nella realizzazione di corsi in presenza e a distanza per gli operatori dei nuovi laboratori, nella creazione e nell'animazione di due liste di discussione, RETELEA e LABNET, e nell'edizione di una rivista elettronica, come strumento di informazione per i nodi della rete.
Il progetto LABNET si è concluso, dopo 10 anni, lo scorso 30 novembre, con un convegno organizzato presso la sede romana del Consiglio Nazionale delle Ricerche, a cui hanno partecipato l'allora Ministro dell'Ambiente on. Willer Bordon e il presidente del CNR prof. Lucio Bianco.
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Il Ministero dell'Ambiente, oltre ad aver finanziato il progetto per un importo di oltre 1.300.000.000 di lire, ha creato le condizioni per dare gambe al progetto e far camminare le idee in esso elaborate. È da sottolineare che allo sviluppo di tali idee hanno contribuito numerosi attori, tra i quali funzionari ministeriali e regionali, dirigenti di laboratori territoriali, ricercatori del CNR, del Centro Europeo dell'Educazione, dell'Università e responsabili di associazioni ambientaliste.
Oltre agli 80 laboratori territoriali per l'educazione ambientale disseminati in tutta Italia, i frutti di questa vasta iniziativa sono oggi un sistema informativo e una rete di comunicazione tra i principali attori coinvolti nell'EA. Inoltre, in una recente conferenza nazionale tenutasi a Genova, è nato un movimento delle Regioni, volto a definire il coinvolgimento attivo delle Regioni stesse nella creazione del Sistema Nazionale.
Anche sul fronte della ricerca nel settore specifico delle tecnologie didattiche sono stati ottenuti risultati di rilievo internazionale. Ad esempio, è stata creata una delle prime scuole on line italiane per la formazione di docenti in servizio. È stata definita una metodologia originale di valutazione dei corsi in rete. È stato dato un contributo importante alla ricerca nel settore dell'educazione allo sviluppo sostenibile.
Il progetto LABNET è un esempio di come l'incontro tra le esigenze della pubblica amministrazione e le strutture pubbliche di ricerca riescano a creare sinergie efficaci non solo per lo sviluppo di infrastrutture e servizi avanzati a sostegno di uno sviluppo sostenibile, ma anche per far avanzare specifici settori di ricerca.
| Summary | ||
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LABNET is a project aimed at developing a National System for Environmental Education. The key ideas are both to build a national distributed infrastructure involving local environmental education laboratories linked via the internet and to make several services available to foster cooperative activities and the exchange of information among the labs. The ultimate goal of the National System is to contribute to the development of a community of practice in the field of environmental education. |
The project started at the beginning of 1990 and lasted until the end of 2000. At present there are 80 environmental education labs linked up, cooperating via the Internet and sharing information using a national database. The main results from the research point of view are a new approach to environmental education in the classroom, a model of line school for in-service teacher training, a methodology for evaluating on line courses and a model of infrastructure to support environmental education. |