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JOINT RESEARCH CENTRE
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a cura di ISABELLA VANNUTELLI |
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IL JOINT RESEARCH |
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CENTRE |
AL SERVIZIO DELL'EUROPA |
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Salvaguardia della qualitą della vita quotidiana, salute e sviluppo tecnologico gli obiettivi fondamentali della ricerca europea |
Si snoda come un lungo serpente attraverso tutta l'Europa, dal Sud della Spagna al Mare del Nord, in Olanda, toccando l'Italia, la Germania, il Belgio, e nelle sue spire virtuali stringe l'Unione Europea. Disseminati nei vari laboratori di ricerca lungo questa striscia ideale, studiosi di tutti i 15 Paesi membri dell'UE, occupati nelle varie discipline del sapere, producono conoscenza in vari settori di frontiera.
Stiamo parlando del Joint Research Centre (JRC), Centro Comune di Ricerca, che ha il quartier generale a Bruxelles, nel cuore dell'Europa unita, per la quale lavora, seppure come organo indipendente della Commissione europea, di cui infatti costituisce una Direzione Generale.
Il JRC comprende - distribuiti in cinque siti, Siviglia, Ispra (Varese), Karlsruhe, Geel e Petten - otto istituti di ricerca con 2500 ricercatori, complessi staff di supporto, esperti, borsisti e science visitors, e dispone di un budget annuale di 250 milioni di euro.
Il più conosciuto e il più grande è il Centro Comune di Ricerche di Ispra, in Italia, con 1400 persone e quattro istituti di ricerca che coprono i campi più disparati, dai sistemi d'informatica e della sicurezza (ISIS), all'ambiente (EI- Environment Institute), alle applicazioni spaziali (SAI), alla salute e protezione dei consumatori (IHCP).
Gli altri sono stati costituiti negli Stati membri man mano che l'Europa prendeva corpo, cresceva come entità e dichiarava il bisogno di stabilire regole e misure rispetto a problemi scientifici strettamente collegati alla qualità della vita quotidiana. Infatti le attività del JRC vanno, a grandi linee, dalle norme sulla sicurezza dei giocattoli, ai materiali con sensori "intelligenti", al controllo dell'ambiente, ai dispositivi medici diagnostici, alle attività in campo nucleare e al trattamento dei rifiuti tossici.
In questi cinque poli di ricerca, dove il personale scientifico s'impegna gomito a gomito e con grande entusiasmo allo scopo di far crescere questo vecchio continente nella sua unità non solo politica e monetaria, ma anche scientifica, e nell'intento di farne una entità competitiva, si lavora appunto per offrire attraverso la ricerca di base e l'evoluzione della scienza e della tecnologia un supporto ad organismi pubblici e privati nell'interesse degli Stati membri ed al di sopra di interessi nazionali e commerciali. "L'Europa deve divenire competitiva attraverso la conoscenza", sostiene Philippe Busquin, il Commissario per la ricerca dell'Unione Europea, il quale, con uno sguardo proteso al futuro, che si estende sicuramente fino a comprendere nella stessa UE i Paesi dell'est europeo, ha voluto fissare dei riferimenti per l'impostazione di linee di ricerca entro il quadro di uno "spazio europeo della ricerca". Accarezzata a lungo, questa idea, da un suo predecessore, il compianto prof. Antonio Ruberti, è stata poi abbracciata da Busquin con entusiasmo e presentata per l'approvazione al Consiglio dei Ministri dell'Unione.
| A SINISTRA: CENTRO
DI PETTEN
A DESTRA: CENTRO DI ISPRA |
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In questo ambito è in atto la programmazione del sesto Programma Quadro per la Ricerca e lo Sviluppo in Europa (2002-2006), strumento per la cui impostazione è stato coinvolto il JRC di Siviglia, l'Institute for Prospectives Technological Studies (IPTS), che ha steso un rapporto sui temi prioritari ed emergenti tenendo presente come sia importante, in un mondo in cui il progresso della scienza sta portando nuovi prodotti e servizi al mercato (Internet, genoma, etc.), definire e controllare le politiche stabilite, rispondere rapidamente alle crisi ed anticipare le necessità. L'intento del rapporto, non ancora definito, quindi per ora solo nelle grandi linee, è proprio quello di ridurre il numero dei progetti rispetto al Programma Quadro in atto, integrarli e concentrare linee di ricerca e network.
In effetti il compito dell'IPTS è proprio quello di tracciare linee prospettiche per le politiche europee attraverso la comprensione e l'elaborazione delle connessioni esistenti tra tecnologia, economia, ed esigenze sociali ed attraverso l'analisi dei vari mercati e delle sfide che da questi vengono posti. L'Ipts ha anche il compito di segnalare, là dove occorra, un intervento a livello comunitario.
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La collaborazione fra l'Istituto di Metrologia "Gustavo Colonnetti" del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IMGC-CNR) di Torino ed il Joint Research Center-Institute for Reference Materials and Measurements (JRC-IRMM) di Geel (Belgio) è attiva a partire dal 1985 ed attualmente, tramite un accordo bilaterale rinnovato nel novembre 1999, si sviluppa principalmente nelle seguenti attività di ricerca: * determinazione accurata della costante di Avogadro: soluzione di alcuni problemi riscontrati su varie determinazioni a livello internazionale, con particolare riferimento alle sperimentazioni e misure di massa molare su campioni di silicio di elevata purezza e di composizione isotopica nota; * riferibilità delle misure per il settore della chimica, in particolare per le misure di composizione di miscele gassose; * studi, analisi e misure della composizione isotopica nei gas puri. In particolare quelli utilizzati per le misure di alta precisione nei punti di riferimento (punti tripli) della Scala Internazionale di Temperatura (ITS-90) ai fini del miglioramento dell'incertezza delle misure di temperatura. Gianfranco MolinarI Direttore dell'Istituto di Metrologia "G. Colonnetti" del CNR, Torino
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Della sicurezza nucleare e della protezione dai rischi legati all'immagazzinamento di transuranici altamente radioattivi si occupa l'Istituto dei Transuranici (ITU) di Karlsruhe,in Germania, che ha infatti il compito di studiare l'impiego degli attinidi (metalli pesanti che contengono uranio) sia per ridurre la radiotossicità di residui altamente radioattivi, di cui si studia anche il comportamento delle diverse condizioni di stoccaggio, sia nel settore terapeutico con la messa a punto di una cura contro la leucemia, l'alfaimmunoterapia, con la quale si pensa di poter attaccare anche altri tipi di tumore, quali il linfoma ed il tumore della prostata. Lo studio delle proprietà fondamentali fisiche e chimiche degli attinidi ne fa l'unico centro in Europa di ricerca fondamentale in questo campo.
Nel Laboratorio di Analisi Ambientale di questo JRC tedesco, il primo al mondo non militare, vengono studiati i campioni radioattivi sia per la DG Ambiente che per la Commissione europea; sono stati messi a punto metodi per identificare anche piccole quantità di isotopi atti a verificare l'origine dei materiali e capire da dove provengono (per es.da scarichi illegali di scorie radioattive).
La promozione di un comune sistema di misure analitiche in supporto della scienza e della tecnologia in campo sociale e commerciale è affidata all'Istituto dei Materiali e delle Misure di Riferimento (IRMM Institute of Reference Materials and Measurements) che ha sede a Geel in Belgio, in una verde provincia fiamminga, ad un'ora di autostrada da Bruxelles. Il controllo della qualità dei prodotti alimentari ed agricoli di grande consumo, per la tutela della salute, la salvaguardia dell'ambiente, i controlli per la sicurezza nucleare e la formazione ad alto livello in metrologia, sono le attività sulle quali si articolano i compiti dell'IRMM. Nell'ambito dei diversi laboratori si definiscono misure di radioattività estremamente accurate sia per la medicina nucleare che per applicazioni di radioterapia attraverso studi di metrologia radionuclidica, si caratterizzano i materiali radioattivi a seconda del livello di radioattività dei componenti, si emettono certificazioni di prodotti alimentari, si determinano misure per diagnosi cliniche, si mettono a punto misure chimiche di riferimento per gli OGM, e si studia per la valutazione di test post-mortem per la BSE (Encefalopatia Spongiforme Bovina), ricerche per cui collaborano anche con l'Istituto Superiore di Sanità del nostro Paese.
L'IRMM che fa parte di un Istituto Transnazionale di Metrologia si avvale anche, tra le altre collaborazioni, dell'Istituto di Metrologia "Gustavo Colonnetti" del CNR di Torino.
Particolare enfasi nell'IRMM è data alle ricerche sulla qualità dell'acqua attraverso l'analisi isotopica (utilizzata anche per alcuni generi alimentari), al fine di far raggiungere a tutti i paesi gli standard di qualità attraverso parametri analoghi. Non essendo invasive, le analisi isotopiche vengono anche utilizzate sia per evidenziare nello stomaco la presenza dell'helicobacter pylori, evitando tecniche bioptiche invasive e traumatiche, sia nell'analisi antidoping per sapere se la presenza nel sangue di sostanze dopanti sia naturale oppure sia avvenuta attraverso la loro assunzione.
In una landa desolata, dove qualche ciuffo d'erba tra il verde ed il giallo ravviva un lungo susseguirsi di dune di sabbia, a poche centinaia di metri dal Mare del Nord, sorge l'Istituto dei Materiali Avanzati (IAM Institute of Advanced Materials), la cui missione è quella di favorire lo sviluppo sostenibile e la competitività dell'industria europea, con la sperimentazione e la valutazione delle prestazioni dei materiali nei componenti, nelle strutture e nei processi industriali. I campi di attività dell'IAM di Petten sono l'energia, i trasporti, i processi chimici e l'ingegneria civile.
In particolare, in questo campus tra le brume del nord Olanda è attivo uno dei tre reattori per ricerca dell'Unione Europea che producono radioisotopi; gli altri due sono in Belgio ed in Polonia, quest'ultimo è comunque a bassa potenza. L'HFR (High Flux Reactor) di Petten viene utilizzato sia per l'industria nucleare europea sia per applicazioni radioisotopiche in medicina nucleare, in particolare per l'utilizzazione del boro nella terapia del cancro al cervello (Boron Neutron Capture Therapy BNCT): si sta lavorando per combattere il glioblastoma multiforme, malattia rapida e mortale che conta 15mila malati in Europa. Nessun paese da solo potrebbe portare avanti una ricerca di tal genere, una vera e propria sfida; infatti, esiste un impegno politico comunitario di andare avanti anche se, fino ad oggi, non solo non si è arrivati ad un prolungamento di aspettativa di vita nei pazienti irradiati dopo l'intervento chirurgico, ma tutti quelli trattati sono deceduti. Non si è ancora arrivati alle dosi massime di irradiazione, in quanto il boro, che dovrebbe rimanere sul tumore, non si deve accumulare in dosi massicce nel sangue; ciò costituirebbe un problema cui ancora non si è trovata la soluzione. Il controllo del boro nel sangue viene effettuato anche con la PET (Positron Emission Tomography) e la NMR (Nuclear Magnetic Resonance): in questa area di controllo collabora, tra gli altri gruppi europei, l'Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa, nella persona del dr. Piero Salvadori, ricercatore e coordinatore, per l'IFC, del gruppo PET/Ciclotrone-Chimica Radiofarmaceutica.
L'HFR di Petten, che produce il 70% del tecnezio usato in Europa, oltre ad iridio e molibdeno, è riconosciuto strategico per l'Europa e per il mondo in quanto è situato vicino ad un certo numero di aeroporti, ma soprattutto perché, se non ci fosse, l'Europa dovrebbe importare tecnezio dal Canada e dal Sud Africa, ed inoltre perché è estremamente disponibile nell'arco di tutto l'anno: è attivo 280 giorni ad una potenza costante pari a 45 Mw. L'HFR lavora anche per industrie private.
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Attività di Ricerca sul tema Terapia mediante Cattura Neutronica con Boro-10 (BNCT) presso l'Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa L'Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa,
in collaborazione con i Dipartimenti di Oncologia, Neuroscienze e Farmacologia
dell'Università di Pisa, è impegnato nell'ambito di un'azione
multicentrica orientata a promuovere lo studio della "Boron neutron
capture therapy" (BNCT) in Italia. |
Nell'ambito di questo progetto esistono accordi
di collaborazione scientifica con altri Centri Europei in cui è attualmente
in fase di sperimentazione la BNCT, tra questi, il Centro di Ricerca Comunitario
di Petten, l'Università di Essen ed il sito BNCT di Helsinki. Piero Salvadori
Per qualsiasi informazione rivolgersi a: Dott. Piero Salvadori, Responsabile Centro PET
e Radiofarmacia, Istituto di Fisiologia Clinica CNR. oppure, Dott. Luca Menichetti |
| GLI ISTITUTI DI RICERCA CHE COSTITUISCONO IL JOINT RESEARCH CENTRE | ![]() |
| Summary | ||
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The JRC (Joint Research Centre) - one of the Directorates
General of the European Commission - carries out research and provides technical
know-how in support of European Union (EU) policies. |
The JRC recognises the need to establish a channel
of communication between the European Legislature and industry and ensure
the transfer of technology to industry, so that the fruits of the research can be used for the benefit of all. The JRC has eight Institutes, located on five separates sites, in Belgium, Germany, Italy, Netherlands and Spain. Each has its own focus of expertise: Institute for Reference Materials and Measurements (IRMM), Institute for Transuranium Elements (ITU), Institute for Advanced Materials (IAM), Institute for Systems, Informatic, and Safety (ISIS), Environment Institute (EI), Space Applications Institute (SAI), Institute for Health and Consumer Protection (IHCP) and Institute for Prospective Technological Studies (IPTS). |