ricerca&territorio

   

istituti:  

 

 MATERIALI
 NANOSTRUTTURATI

     
A CURA DI RITA BUGLIOSI  

 


 

 

I NUOVI ISTITUTI: 

 ORGANIZZAZIONE E
 FUNZIONAMENTO

 

Uno dei punti fondamentali della riforma del Consiglio Nazionale delle Ricerche è la riduzione del numero degli organi di ricerca, ottenuta mediante la creazione di nuove strutture più ampie, che accorpano istituti e centri che divengono così sezioni di una sorta di "macroistituto".

MICROSTRUTTURA DI UNA SUPERFICIE IN ORO RILEVATA MEDIANTE AFM (ATOMIC FORCE MICROSCOPY

Attualmente ciascuno degli organi che fanno parte del nuovo Istituto gestisce in maniera totalmente autonoma le proprie risorse economiche. Diversa sarà la situazione una volta che l'Istituto avrà un suo organigramma ben definito e un suo direttore. Da quel momento il centro di spesa sarà uno, anche se i responsabili delle varie sezioni avranno la possibilità in sede locale di stipulare contratti con esterni, sempre però nell'ambito di una programmazione comune dell'Istituto, approvata dal Comitato d'Istituto composto dal direttore e dai responsabili delle sezioni per un massimo di 5 e da 5 rappresentanti del personale.

Un altro cambiamento è costituito dal fatto che la dotazione ordinaria, quella erogata dal CNR, non sarà più suddivisa in tante parti quanti sono gli organi che compongono l'Istituto, bensì sarà una sola e anche in questo caso sarà il Comitato d'Istituto a suddividere la somma tra le varie sezioni, in base a criteri che verranno stabiliti all'interno dello stesso Istituto.

L'autonomia amministrativa, che peraltro è già in vigore, consente di stipulare contratti sia con soggetti pubblici che privati, così da ricavare finanziamenti per la ricerca. Ovviamente l'aggregazione di più organi di dimensioni varie in un'unica realtà darà al nuovo Istituto un peso maggiore sul mercato.

E' invece ancora troppo presto per dire come praticamente l'Istituto gestirà il proprio bilancio; si tratta di procedure ancora tutte da stabilire che dovranno probabilmente essere messe a punto nel momento in cui la nuova realtà inizierà fattivamente la sua attività. Ci saranno aggiustamenti e snellimenti procedurali dettati dalle problematiche e dalle situazioni che la struttura si troverà ad affrontare.

Accanto al Comitato d'Istituto ogni Istituto avrà un Consiglio scientifico che esaminerà i programmi di attività e i risultati raggiunti e proporrà miglioramenti della qualità delle ricerche svolte; non effettuerà, invece, alcuna mansione di tipo gestionale. Il Consiglio scientifico sarà composto da non più di 5 esperti, italiani e stranieri, caratterizzati da un'alta qualificazione scientifica nel campo disciplinare e tematico di attività dell'Istituto.


 ISTITUTO PER LO STUDIO DEI MATERIALI NANOSTRUTTURATI

Tra le realtà nate da tali fusioni e per le quali è già stata bandita una selezione internazionale per la nomina del nuovo direttore c'è l'Istituto per lo Studio dei Materiali Nanostrutturati (ISMN), che ha sede a Roma e che ha tre sezioni, rispettivamente a Palermo, Bologna e Parma.

Per comprendere meglio questa nuova realtà abbiamo incontrato i responsabili delle strutture che la compongono.