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R | I | M | O | P | I | A | N | O |
| intervista con
Giovanni D'Addona*, a cura di Cipriano Cavaliere *Capo Dipartimento Programmazione , Coordinamento e Affari Economici del Ministero dell'Universitą e della Ricerca Scientifica e Tecnologica (MURST) |
Con il PRN
vincono la qualitą
e la competitivitą scientifica
Quali sono i criteri di scelta del Programma Nazionale della Ricerca (PNR)?
La formulazione del PNR ha tenuto particolarmente in conto gli indirizzi strategici prioritari derivanti dalle linee guida:
Sulla base di questi indirizzi strategici prioritari, si è data particolare rilevanza ad interventi strutturali con ritorni nel medio-lungo periodo, che prevedono tre tipi di interventi:
A questi interventi strutturali si accompagnano quelli con ritorni nel breve-medio periodo che utilizzano strumenti finanziari già esistenti.
Carenza di finanziamenti, invecchiamento dei ricercatori, mancanza della cultura di valutazione e di trasferimento della ricerca all'impresa, fuga dei cervelli sono le cinque emergenze del sistema-ricerca in Italia. In che modo il PNR ha tenuto conto di queste emergenze?
Il forte gap della spesa di ricerca e sviluppo rapportate al PIL dell'Italia rispetto agli altri paesi europei ed agli USA e Giappone richiede un salto significativo nell'allocazione delle risorse finanziarie destinate alla ricerca.
Nelle linee guida del PNR si propone come traguardo da raggiungere, nei prossimi sei anni, il valore medio attuale dell'Unione Europea. È un'ipotesi minimalista se si tiene conto che, nello stesso periodo, la media europea tenderà a crescere.
Sempre nelle linee guida si ipotizza di realizzare nel 2001 un valore della spesa in ricerca e sviluppo rispetto al PIL pari a 1.23% (a confronto del valore 1.03 del 2000). Allo stato attuale la legge Finanziaria 2001 e l'apporto del fondo UMTS consentono di pervenire ad un valore stimato in circa 1.16 indubbiamente al di sotto di quello previsto, ma che comunque fa registrare un'inversione di tendenza rispetto al decorso decennio.
Gli interventi finanziati con il PNR prevedono:
Qual è, a suo parere, il ruolo del CNR nel panorama scientifico italiano e internazionale e come si colloca il piano triennale presentato al MURST dal CNR nella strategia dello stesso PNR?
Il PNR è formulato anche nella prospettiva di un forte rilancio del CNR e degli altri Enti di ricerca.
Le opportunità offerte dal PNR per la crescita del sistema scientifico pubblico e, al suo interno, del CNR si concretizzano:
Un rilievo che viene mosso al PNR riguarda le risorse certe disponibili solo il primo anno. Come si fa a programmare se le risorse non vengono assicurate per il futuro a medio termine? Non crede che occorra un'attenzione particolare alle modalità di gestione per non vanificare i programmi futuri?
Le risorse finanziarie aggiuntive previste dal PNR e già allocate anche a seguito dell'apporto dei proventi derivati dalle licenze UMTS sono destinati ad assicurare la completa realizzazione dei programmi e progetti previsti nel PNR già rimodulato sulla base delle risorse disponibili.
Con la prossima Finanziaria si dovrà procedere al finanziamento del PNR aggiornato, il quale prospetterà un ulteriore quadro di interventi e aspettative. In altri termini, per il PNR attuale e per i suoi successivi aggiornamenti sono previsti blocchi di investimento i quali garantiscono il finanziamento dell'intero ciclo di vita dei progetti previsti.
L'auspicio è che non si blocchi la inversione di tendenza, avviata con il PNR approvato e che fa registrare un aumento sensibile della spesa in ricerca rispetto al Prodotto Interno Lordo.
Il PNR in che modo favorisce il legame tra ricerca pubblica e privata?
L'intero PNR si presenta alle imprese come un'opportunità di crescita, costituita da importanti leve finanziarie, ma anche da rilevanti spazi di cooperazione con il sistema pubblico della ricerca nella programmazione e gestione delle attività e degli investimenti di comune interesse.
Le opportunità offerte dal PNR per la crescita del sistema produttivo si concretizzano nella esplicita volontà del sistema di governo della ricerca di assumere un ruolo trainante sui contenuti di ricerca ad alto rischio imprenditoriale, caratterizzati da investimenti importanti e da redditività molto differite. La cooperazione pubblico-privato nei centri di eccellenza di ricerca e sviluppo è il canale di tale impostazione.
Il PNR traccia, inoltre, un modello di reti di centri di eccellenza per la ricerca e sviluppo incentivante l'accorciamento delle catene del valore scienza-mercato. Il partenariato pubblico-privato, previsto per le fasi realizzative dei programmi strategici, crea le condizioni favorevoli per ridurre i tempi di risposta della ricerca ai grandi problemi connessi alla qualità della vita ed alla crescita competitiva sostenibile.
Al sistema scientifico pubblico, ormai operante
in regime di autonomia, il PNR offre pertanto l'opportunità di misurarsi
con le dinamiche della competizione scientifica e delle alleanze strategiche
pubblico-pubblico e pubblico-privato.