PROGRAMMA NAZIONALE DELLA RICERCA |
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Luciano Petracchi: è necessario un salto culturale per avvicinare l'Accademia all'Impresa
Presidente di Confartigianato
L'artigianato,
e le piccole imprese in genere, contribuiscono all'innovazione in modo significativo,
ma si pongono nei confronti della ricerca scientifica e tecnologica soprattutto
come utenti dei nuovi ritrovati. Le conoscenze, le metodiche, i prototipi
ed i brevetti che scaturiscono dalle attività di ricerca pubblica
vengono quindi recepiti dalle imprese soprattutto se ed in quanto trasferibili
al mondo produttivo, applicabili in impianti di piccola dimensione e diffusi
sul territorio. Per fare un esempio, le nuove tecnologie dell'informatica
e della comunicazione di dati (trasmissione a distanza, tecnologie per la
compressione dei dati, Internet) hanno avuto il successo che oggi conosciamo
grazie alla facilità d'uso ed ai costi ridotti. Queste nuove tecnologie
si sono imposte quindi anche presso la piccola impresa che oggi le impiega
per migliorare i processi produttivi e dare valore ai propri prodotti e
servizi. Da questo punto di vista il Programma Nazionale della Ricerca contiene
senz'altro una positiva novità di impostazione, dal momento che si
pone in un'ottica di programmazione sia di lungo che di medio-breve periodo.
Questa prospettiva dovrebbe consentire alle imprese
di partecipare più attivamente allo sforzo di innovazione che la
comunità scientifica ci propone proprio perché più
in sintonia con l'operatività e le prassi del mondo produttivo. Importanti,
sotto questo aspetto, sono anche i contenuti degli interventi previsti dal
Programma Nazionale della Ricerca per il breve periodo: la questione del
miglioramento dei processi produttivi più sensibili (manifatturiero,
agroalimentare e PMI), la logistica nel quadro della mobilità sostenibile,
le prospettive anche economiche dei beni culturali e la tutela dell'ambiente
sono aspetti applicativi che corrispondono a quelli su cui le piccole imprese
si confrontano ogni giorno e per le quali hanno maggiormente bisogno di
un forte supporto da parte della scienza.
Il trasferimento
delle tecnologie e la completa integrazione tra ricerca e mercato non sono
questioni che possano essere attuate mediante un singolo contributo, ancorché
di alto livello come il PNR. Si tratta di fenomeni complessi che non prescindono
dal mutuo interagire tra cultura scientifica, capacità organizzativa
e forme politico-istituzionali. Quanto poi alla competitività dell'apparato
produttivo del Paese, anche qui l'instaurarsi di un circolo virtuoso poggia
sulla soluzione di problemi che affondano le radici nella nostra storia
e pongono vaste questioni di natura socio-politica che un Programma di Ricerca
non può affrontare. Tuttavia la chiarezza di analisi, la focalizzazione
sulle discontinuità nel sistema pubblico-privato della ricerca e
l'indicazione delle direttrici sulle quali puntare l'attenzione sembrano
corrette e in grado, quanto meno, di contribuire al miglioramento del posizionamento
competitivo delle produzioni italiane. Certo il Programma non affronta questioni
fondamentali sotto questo profilo relative alla quota di investimento pubblico,
alla scarsità degli incentivi all'investimento privato, alla produttività
stessa della ricerca, all'asfissia brevettuale italiana, alla mobilità
dei ricercatori ed alle rigidità dei regimi giuslavoristici; condizioni,
queste, che non premiano i giovani ricercatori né li invogliano a
misurarsi sui versanti applicativi della tecnologia. È necessario,
in estrema sintesi, un salto culturale, un cambiamento di mentalità,
in un settore che dovrebbe precorrere anziché seguire i cambiamenti,
per avvicinare l'Accademia all'Impresa. Il ricercatore e l'artigiano devono
lavorare maggiormente insieme, in modo che il primo possa offrire soluzioni
innovative ai problemi del secondo e quest'ultimo individui e soddisfi correttamente
i nuovi bisogni di tutta la collettività.![]()
| Summary |
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On 10th of January the National Research Programme (PNR) was presented at the National Council for Research, during the Conference "Investire in ricerca per lo sviluppo: le scelte del Programma Nazionale della Ricerca". Following this event the CNR Magazine decided to publish the opinions on PNR held by the influential personalities of both the world of research and work associations. |