PROGRAMMA NAZIONALE DELLA RICERCA |
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Annibale Mottana: troppo il divario tra il PIL per la ricerca in Italia e nel resto d'Europa
Presidente dell'Istituto Nazionale per la Ricerca Scientifica e Tecnologica sulla Montagna (INRM )
Mi sembra
che presenti un'innovazione positiva rispetto alle abitudini di pianificazione
relative alla ricerca italiana. Si presenta abbastanza cauto, raccoglie
cioè il meglio dell'attività in corso, in modo da non sovvertire
il presente, ma contemporaneamente introduce novità che predispongono
ad una evoluzione e danno fiducia per il futuro.

Ritengo
che l'applicazione di questo PNR non consentirà al nostro Paese di
essere adeguatamente competitivo perché rimarrà, purtroppo,
un enorme divario tra la percentuale di PIL a disposizione della ricerca
italiana e quella degli altri paesi d'Europa.
Se anche il piano verrà attuato nei particolari,
inclusi quegli sviluppi finanziari derivanti dalla vendita degli UMTS, che
il mio scetticismo congenito considera poco sicuri, la percentuale di PIL
stanziato per la ricerca sarà dell'1,3% al termine del triennio,
mentre per altri paesi europei oscilla già ora tra l'1,8% e il 2,2%.
Considerando poi che partiamo da un numero di ricercatori che è meno
della metà rispetto agli altri paesi europei di eguali dimensioni,
e che non pare destinato ad aumentare durante il triennio, ritengo che non
si possano fare previsioni rosee.
Sarà già un buon risultato se ci
manterremo saldi al posto in cui ci troviamo!
L'unico aspetto positivo è che nel triennio
ci dovrebbe essere un marcato ringiovanimento dei ricercatori.
Per quanto riguarda invece l'attivazione del cosiddetto
"circolo virtuoso", esso è senz'altro ben definito dal
PNR per quanto riguarda i primi due anelli (enti e università), può
risultare possibile per il terzo (le imprese) ma è puramente ipotetico,
a mio avviso, per il quarto, ossia per il mercato. Come presidente di un
ente di ricerca nuovo, che deve misurarsi con risultati immediati in un
contesto dominato da anni da altri enti di elevata tradizione, è
invece proprio verso l'impresa e verso il mercato che rivolgo il massimo
delle mie attenzioni.
Nei confronti delle università, invece,
tendo solo a consolidare una collaborazione acquisita ormai da anni.