PROGRAMMA NAZIONALE DELLA RICERCA

 

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Iginio Marson: non vanno limitate le sinergie tra gli enti di ricerca

Presidente dell'Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale (OGS)

Le fasi di preparazione del Programma Nazionale della Ricerca hanno avuto il grande merito di aver evidenziato in modo critico il difficile stato in cui si trova la ricerca scientifica nazionale per carenza di finanziamenti, invecchiamento del personale, disaffezione dei giovani ricercatori, carenza della cultura di valutazione.

Le linee guida del PNR hanno posto le basi per un significativo cambiamento, delineando un piano pluriennale di investimenti, sia in strumenti finanziari che in personale, e individuando i settori considerati strategici per uno sviluppo scientifico del Paese. L'analisi dei settori strategici a medio e a lungo termine è stata ampia, ben diversificata. La traduzione delle linee guida nel Programma Nazionale della Ricerca è necessariamente passata attraverso una forte focalizzazione su alcuni temi specifici e, elemento insolito per il nostro Paese, ha previsto anche lo stanziamento dei finanziamenti relativi. Se quest'ultimo è un elemento decisamente positivo, la focalizzazione su temi specifici, soprattutto nelle azioni di natura strutturale con ritorni sul medio-lungo periodo, è stata a volte eccessivamente ristretta, solo in parte compensata dalla percentuale di risorse destinate ai grandi progetti-obiettivo, percentuale riservata al finanziamento di attività di ricerca libera, coerenti con le finalità dei grandi progetti stessi.
Pur riconoscendo che una restrizione delle tematiche è assolutamente necessaria nel passaggio da linee guida a piano di attuazione, sarà importante evitare che quella che ritengo sia un'eccessiva focalizzazione diventi occasione per limitare le sinergie positive che si potrebbero attivare fra enti di ricerca diversi. Questi ultimi dovrebbero, infatti, avere il ruolo di principali interlocutori del Governo nell'attuazione del PNR e le risorse (personale, strumenti, infrastrutture tecnologiche) esistenti presso gli enti dovrebbero essere sostenute e venire proficuamente impegnate in attività coerenti con le finalità del Programma.

Certamente la predisposizione di un Programma Nazionale della Ricerca, con la definizione di obiettivi a medio e a lungo termine, accompagnato non solo da una previsione di spesa, ma anche dallo stanziamento di fondi, costituisce uno strumento importante per aumentare la competitività scientifica del Paese. Per raggiungere questo ambizioso obiettivo sarà importante coordinare sia le fasi di attuazione del piano che i futuri sviluppi dello stesso, in modo da indirizzare le competenze e la disponibilità di infrastrutture scientifiche esistenti presso gli enti di ricerca verso obiettivi ben definiti, in linea con il PNR ed in grado di realizzare tutte le possibili sinergie fra enti di ricerca e fra enti di ricerca ed imprese.

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