PROGRAMMA NAZIONALE DELLA RICERCA |
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Diana Bracco: finalmente un piano organico pluriennale per il sistema ricerca
Consigliere Innovazione e Sviluppo Tecnologico Confindustria
L'aspetto
positivo del PNR è fondamentalmente legato al fatto che il sistema
ricerca nazionale si è dotato finalmente di un piano organico pluriennale.
La mancanza da decenni (in effetti un analogo piano
è stato fatto nel 1976) di un simile strumento ha sempre posto l'Italia
in una posizione di difficile gestione delle iniziative a livello europeo
e, comunque, di scarsa indicazione anche a livello nazionale.
In sostanza, il PNR copre un ampio spettro di tematiche,
tutte riconoscibilmente valide. Sarà il confronto con le necessità
delle imprese, con le competenze espresse dagli enti pubblici di ricerca
e universitari e con gli orientamenti comunitari a definire l'indispensabile
scaletta di priorità.

Il PNR è
uno strumento, ma non è l'unico e non può essere lasciato
operare in modo isolato; indubbiamente può essere l'innesco dell'auspicato
circolo virtuoso tra università, enti di ricerca, imprese e mercati.
Tuttavia, la mancanza di sinergie potrebbe rendere vani i propositi in esso
contenuti.
Il PNR in sé per essere strumento valido
non dovrà essere statico, ma dovrà aggiornarsi attraverso
un fattivo confronto con i partner del circolo virtuoso. Quindi, non dobbiamo
considerare questo documento come un punto di arrivo bensì il punto
di partenza di una più complessa operazione di selezione e prioritarizzazione.
Il PNR dovrà considerare, senza subire,
l'interazione con le indicazioni comunitarie in questi giorni si stanno
iniziando le consultazioni per il VI Programma Quadro della R&S rendendosi
aperto ad iniziative provenienti da altri paesi UE. Solo in questo modo
il PNR, che dovrà privilegiare esigenze e competenze nazionali, sarà
collocato correttamente e opportunamente nel più ampio contesto internazionale.
Infine, non dobbiamo dimenticare che il PNR si colloca all'interno di una
realtà complessa e articolata del Sistema Italia, per cui la sua
efficacia sarà comunque subordinata alla disponibilità finanziaria
e a precise scelte politiche.