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Storia di una corda
verso la vita
di due ragazzi autistici

La strada principale di Longyearbyen

Trattato per secoli alla stregua di una malattia mentale, l'autismo da circa 50 anni è oggetto di un interesse medico-scientifico che tenta di svelarne "l'enigma", districandosi tra l'enorme gamma di sintomi e fenomeni con cui esso si presenta, e rintracciandone le basi fisiologiche e le cause di origine biologica o genetica. Questo cambiamento di prospettiva interpretativa ha aperto la strada a nuove modalità abilitative, riabilitative e terapeutiche che, se non possono dare alle famiglie la speranza di veder guariti i propri figli affetti da autismo, offrono delle opportunità di miglioramento della qualità della loro vita prima inimmaginabili. Per qualcuno, poi, quella "particolare originalità del pensiero e della esperienza" che già Hans Asperger negli anni '40 aveva descritto come aspetto positivo di questo disturbo, può portare a "conquiste eccezionali". Così è stato per Temple Grandin, autistica "altamente funzionale", professoressa universitaria, autrice di una illuminata autobiografia. Così è stato, su un terreno diametralmente opposto per Alberto Rubino, 37enne romano, rappresentante di quel tipo di autismo cosiddetto "regressivo" che, manifestatosi dopo i primi 4 anni di normale sviluppo, lo ha condotto alla perdita del linguaggio e del comportamento sociale. Grazie alla sensibilità della famiglia, ad un aiuto farmacologico di tipo omeopatico e ad una corretta dieta alimentare, che gli hanno garantito eccezionali condizioni fisiche; grazie, infine, alla tenacia di Nicola Pintus, Allenatore Nazionale della Federazione Disabili, che ne ha subito intuito le potenzialità atletiche, Alberto ha iniziato ad uscire a modo suo dall'isolamento, facendo dello sport la sua attività primaria. Roma, New York, Boston sono alcune delle tappe di una lunga "corsa verso la vita" che hanno messo a dura prova le sue doti fisiche e psicologiche, portandolo a gareggiare in condizioni sempre più estreme ed a raggiungere con buoni risultati perfino le vette dell'Himalaya. Della sua singolare storia si è interessato recentemente anche il CNR, che ha supportato la sua partecipazione alla Spitzbergen Polar Marathon di Longyearbyen (isole Svalbard in Norvegia) il 10 giugno 2000, inserendola nell'ambito del Progetto Strategico "Artico". Le Svalbard, dove il CNR è presente con una base scientifica attenta allo studio di quel fenomeno complesso che si chiama Global Change (vedi Dossier su Ricerca e Futuro n. 13), costituiscono un microcosmo ideale per lo studio delle risposte di un soggetto autistico agli stress ambientali. Vicine al Polo Nord (da cui le isole distano solo 1000 km), dotate di particolari condizioni ambientali e climatiche (temperature rigide, vento, assenza di rumori, monocromaticità), e soprattutto facilmente accessibili, esse avrebbero garantito la fattibilità dell'impresa senza eccessivi rischi. Ed, in effetti, l'impresa sembra essere riuscita sotto molti punti di vista. 

Veduta di Longyearbyen, capitale delle Svalbard

Lo hanno spiegato gli stessi organizzatori nel corso di una conferenza stampa tenutasi il 14 febbraio scorso presso l'Area della Ricerca del CNR di Milano, alla quale erano presenti Roberto Azzolini e Piero Petrelli dell'Unità di Coordinamento di Polarnet (la struttura che coordina le attività del Progetto "Artico") e Alberta Mantovani dei Laboratori Boiron, la Casa francese produttrice di preparati omeopatici che ha sponsorizzato l'impresa fornendo anche il supporto medico-scientifico. A presentare le caratteristiche della gara ed i risultati raggiunti, l'allenatore Pintus e il medico sportivo Pier Luigi Gargiulo, che ha monitorato il comportamento psicofisico di Alberto nel corso della sua permanenza a Longyearbyen e durante la competizione, confrontandolo con quello di Emanuele, un ragazzo autistico che si è affiancato ad Alberto nell'allenamento, non disputando però la gara finale. Entrambi hanno risposto bene al cambiamento ambientale, ma particolarmente interessanti sono risultati per Alberto: il ruolo svolto dalla dieta equilibrata e dall'impiego dell'Arnica montana come rimedio contro l'affaticamento muscolare e, tra i parametri biochimici raccolti, il comportamento della serotonina, che nei soggetti autistici è presente a livelli anormali. Si tratta di valutazioni, ha sottolineato Gargiulo, che per diventare dati scientifici necessitano di ulteriori studi e raffronti sistematici con l'osservazione di altri soggetti autistici in analoghe situazioni. Essi tuttavia confortano l'ipotesi che l'attività sportiva possa essere, per alcuni di loro, un grosso stimolo ad uscire dall'isolamento e ad "affrontare con maggiore dignità la propria condizione".

Oltre al supporto logistico, il CNR, che intende ripetere l'esperienza in futuro, ha aderito all'iniziativa producendo anche un filmato dal titolo "Ragazzi della luna. Storia di una corsa verso la vita", realizzato da Vincenzo Romano del reparto di video-produzioni del CNR di Napoli. Il filmato presenta, accanto agli aspetti tecnico-scientifici dell'impresa affrontata dai due ragazzi autistici, anche quelli umani, narrati dalla voce commossa del signor Rubino. Nelle immagini che lo riprendono nel suo mondo fatto di fragili e solide certezze, Alberto smette di essere il caso di un soggetto autistico che, come tanti altri, intraprende una sfida personale per confrontarsi con la "normalità" su un terreno non concettuale. Diventa allora una creatura misteriosa, dallo sguardo impenetrabile e vagamente assente, che vive tra luci e ombre un'esistenza di cui sembra non comprendere il senso.

Bando per due premi istituiti dall'Associazione Criogenica Italiana (AcrI)

All'atto del suo scioglimento, l'AcrI ha deliberato di destinare il saldo dell' Associazione alla costituzione di premi per tesi di laurea.

Viene pertanto indetto un bando di concorso per due premi, con le seguenti modalità:

  • L'ammontare di ciascuno dei due premi è di Lit. 1.800.000 (un milione ottocentomila lire italiane).
  • I premi sono destinati a laureati in Fisica o in Ingegneria che abbiano discusso una tesi riguardante argomenti di Criogenia in una Università Italiana in data non antecedente al 1° gennaio 1995.
  • Le domande, a cui dovranno essere allegati una copia della tesi e un breve curriculum, saranno valutate da una commissione costituita da: Prof. Ivo Modena, Dott. Nicola Sacchetti, Prof. Francesco Scaramuzzi (Presidente). Per essere prese in considerazione, le domande dovranno pervenire all'indirizzo sotto riportato entro il 30 settembre 2001.

Inviare le domande a:
Prof. Francesco Scaramuzzi
Centro Ricerche ENEA
Via Enrico Fermi, 45
00044 Frascati (RM)

Alba L'Astorina

SUMMARY

Last June 2000 CNR promoted the participation of Alberto Rubino, a disabled man having an autistic pathology, in the Svalbard Polar Marathon of Longyearbyen. The participation was sustained within the "Arctic Strategic Project" of CNR that in the Svalbard has a Base involved in the study of the Global Change. The objective of the participation of Rubino was to study the scheme of adaptability of a mentally handicapped individual, in comparable remote areas and under extreme conditions. Characteristics of the competition together with the results of the study were shown last 14th February at the Area della Ricerca of Milano, where also the Video produced by CNR and entitled "Ragazzi della luna. Storia di una corsa verso la vita" was shown.

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