I S T I T U T I 

PIANIFICAZIONE E GESTIONE DEL TERRITORIO

di Ferdinando Iannuzzi* e Antonio Bertini**

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Gli aspetti ambientali del Golfo di Napoli

Gli aspetti antropici

Tavola 2

Sono stati considerati gli elementi che più caratterizzano il territorio e che costituiscono dei poli d'interesse dal punto di vista storico-culturale, turistico ed economico, che appaiono disseminati sul territorio, ognuno isolato nel suo contesto. L'auspicio è di superare le divisioni esistenti e creare un unico grande sistema all'interno del quale ogni elemento possa acquisire un suo significato e un suo ruolo specifico.

Le ville vesuviane. Molte ville sono visibili percorrendo lo storico "Miglio d'Oro", da S. Giovanni a Torre del Greco, che coincide con un tratto della strada statale n. 18, mentre altre sono sorte più lontane dalla strada regia, in aperta campagna, dove si trovano alcune ville-masserie. La maggior parte delle ville ha subito, nel tempo, modificazioni e demolizioni, frenate in parte dall'istituzione dell'Ente Ville Vesuviane che ha provveduto alla catalogazione di molte di esse.

Le aree di pertinenza delle ville sono state oggetto di speculazione fondiaria ed edilizia; in pochi casi la superficie è rimasta invariata, in altri ha comportato la scomparsa dei giardini ornamentali. Non vanno trascurate le ville meno sontuose dell'Ottocento e quelle in stile Liberty del Novecento, che hanno continuato a testimoniare la tradizione della residenza suburbana nella fascia vesuviana. Alcune ville sono state acquistate da enti pubblici o da istituti bancari con lo scopo di accelerare l'opera di recupero e di destinarle a sedi di cultura e di rappresentanza.

La Reggia di Portici. La Reggia si pone a cavallo della "Strada delle Calabrie" mostrando l'originaria idea di unificare le due ville, la Palena con parco verso il Vesuvio e la Caramanico rivolta al mare. L'acquisto da parte dell'Amministrazione Provinciale di Napoli (1872) di gran parte del nucleo principale del palazzo per ospitarvi l'Istituto Agrario di nuova fondazione valse a salvarlo da ulteriori frazionamenti. Attualmente la sede universitaria occupa sia il palazzo che il parco.

Villa d'Elboeuf dal porto del Granatello

Il Museo Nazionale ferroviario di Pietrarsa. Il museo sorge nell'antica località denominata Leucopetra (pietra bianca) che, in seguito all'eruzione del Vesuvio del 1631, assunse l'attuale denominazione di Pietrarsa. È stato sistemato, dopo opportuni lavori di ristrutturazione, nell'antico opificio, strettamente legato alla realizzazione della linea ferroviaria Napoli-Portici (inaugurata nel 1839) e non più in funzione dal 1975 in seguito al trasferimento delle attività di manutenzione e costruzione del materiale ferroviario a Santa Maria la Bruna (Torre del Greco, NA) (Tav. 3).

Oggetto della ricerca: obiettivi e finalità perseguite

I due organi del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) coinvolti nel progetto, il Servizio di Ricerca e Sperimentazione sull'Ambiente (Se.R.S.A.) dell'Area della Ricerca di Napoli e l'Istituto di Pianificazione e Gestione del Territorio (I.Pi.Ge.T.), hanno partecipato allo studio del Progetto Terra Programma Posidonia elaborando insieme due contributi, diversi per scala e per finalità.

Il primo contributo è consistito nel fornire in forma sistematizzata, attraverso la creazione di banche-dati su foglio elettronico, dati, notizie, informazioni, fonti bibliografiche e cartografiche sugli aspetti più prettamente naturalistici dell'intera fascia costiera del Golfo di Napoli, comprese le isole di Capri, Ischia, Procida e Vivara.

Tale contributo ha avuto come obiettivo quello di stilare uno "stato dell'arte" dei contributi scientifici riguardanti gli aspetti geologici, botanici, faunistici, agronomici, biologico-marini, idraulici, al fine di definire il più ampio quadro possibile delle componenti del sistema ambientale.

Il secondo contributo ha avuto per oggetto uno studio preliminare con un'ipotesi d'intervento per un piccolo tratto costiero del Golfo di Napoli, lungo circa sei chilometri, compreso tra la Nuova Darsena (nel quartiere di San Giovanni a Teduccio, estremo lembo orientale del territorio del Comune di Napoli) e località "Granatello" nel Comune di Portici (sede di un piccolo porto, prevalentemente peschereccio). Questa seconda parte della ricerca, assai più complessa ed articolata della prima, ha avuto come obiettivo la predisposizione di una proposta progettuale per il ripascimento di un tratto di spiaggia, al fine di recuperare una delle componenti più importanti di quest'area: la balneabilità del mare antistante. L'intervento di ripascimento, pensato per scopi preminentemente turistico-ricreativi, è stato progettato senza tralasciare la riqualificazione dell'ambiente antropico e la bonifica ambientale dell'area circostante.

Note metodologiche

La definizione della composizione del gruppo di ricerca è stato il primo e più importante nodo metodologico affrontato. Spesso negli studi, nelle ricerche, nell'elaborazione dei piani territoriali ed urbanistici si tralascia una delle componenti più importanti e qualificanti: quella dell'interdisciplinarità.

Tavola 3: Carta della vegetazione terrestre e della fauna marina (scala 1:5000)

Il primo contributo, quello di grande scala, è stato prodotto in due mesi. Con grande approssimazione, come fascia costiera è stata considerata la sommatoria di tutti i territori comunali prospicienti il mare. I dati raccolti (di tipo bibliografico, cartografico, legislativo ecc.) sono stati trasferiti in forma sistematizzata, divisi per argomenti e resi confrontabili su foglio excel, al fine di fornire una "duttile" banca-dati. Alcuni dei dati acquisiti sono stati cartografati sia su supporto cartaceo che informatico. In particolare, è stata elaborata una carta tematica della fascia costiera del Golfo di Napoli in scala 1:250.000 dove sono state riportate, tra l'altro, tutte le aree naturali protette interessanti l'area (Tav. 2).

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