|
I S T I T U T I |
PIANIFICAZIONE E GESTIONE DEL TERRITORIO |
| di Ferdinando
Iannuzzi* e Antonio Bertini** *Direttore dell'Istituto di Pianificazione e Gestione del Territorio del CNR e responsabile del Servizio di Ricerca e Sperimentazione sull'Ambiente del CNR, Napoli **Ricercatore presso lo stesso Istituto e coordinatore dello stesso Servizio |
pag. 1/3 |
Gli aspetti ambientali del Golfo di Napoli
Il Progetto "Terra Programma Posidonia" in collaborazione con la provincia affronta il problema del recupero del rapporto della città con le attività portuali e ipotizza il ripascimento di un tratto costiero
Alla fine del 1998 è stata siglata la Convenzione (n· 03995 del 28/12/1998) tra la Provincia di Napoli e due organi del CNR, l'Istituto di Pianificazione e Gestione del Territorio (I.Pi.Ge.T.) e il Servizio di Ricerca e Sperimentazione sull'Ambiente dell'Area della Ricerca di Napoli (Se.R.S.A.), per formalizzare la partecipazione al "Progetto Terra - Programma Posidonia n. 55".
Il Direttore Tecnico del "Progetto", architetto Carmela Cotrone, ha coordinato il lavoro dei 6 partner nazionali ed internazionali (Città di Atene, Area Metropolitana di Barcellona, Comune di Palermo, Comune di Taranto, Autorità Portuale di Napoli e Provincia di Napoli) e dei 6 sub-contractor in sede locale (Se.R.S.A. I.Pi.Ge.T. del CNR, Dipartimento di Progettazione Urbana e Dipartimento di Urbanistica dell'Università di Napoli "Federico II", Istituto Nazionale di Urbanistica, Società Geografica Italiana).
Il tema
Il tema generale affrontato dal "Progetto", e comune a tutti i soggetti coinvolti, è quello della portualità, del recupero del rapporto della città e delle aree metropolitane con le attività portuali che in molte città del Mediterraneo è particolarmente labile, contraddittorio, spesso conflittuale.
Nel dettaglio i temi affrontati dall'unità di ricerca del CNR sono stati: "Gli aspetti più prettamente naturalistici della fascia costiera del Golfo di Napoli", quale tema d'inquadramento, e "Ripascimento della spiaggia compresa tra il pontile Vigliena (San Giovanni a Teduccio, Napoli) e la località Granatello (Portici)", come tema di approfondimento.
Il quadro di riferimento
Il Vesuvio, insieme con l'andamento della costa, ha da sempre costituito l'elemento strutturante, il sistema insediativo tanto in termini geomorfologici ed urbanistici, quanto in termini socio-economici e produttivi. La limitata estensione delle aree pedemontane del versante costiero, la presenza di un mare con approdi naturali sicuri e fondali idonei alla navigazione, la necessità di espansione della città di Napoli, l'assenza di programmazione e pianificazione hanno determinato la crescita urbana abnorme dei comuni costieri, costituenti un frammento della conurbazione sud-orientale dell'area metropolitana di Napoli. Lo sviluppo lineare dell'insediamento costiero si è attestato lungo la strada borbonica per le "Calabrie", posta a breve distanza dalla linea di costa e con andamento parallelo ad essa. Il tracciato ferroviario a mare (il più antico d'Europa, inaugurato nel 1839), il tracciato della linea ferroviaria Circumvesuviana, l'asse autostradale della Napoli-Salerno costituiscono gli assi principali lungo i quali, inizialmente, si è sviluppato un insediamento lineare (Tav. 1).
Tavola 1: Inquadramento territoriale (scala
1:50000) |
![]() |
Dette aree, nonostante presentino un elevatissimo grado di urbanizzazione, caratterizzato da densità edilizia ed abitativa eccezionale, rivestono un valore paesistico, ambientale ed archeologico. Il Piano Paesistico dei Comuni Vesuviani, elaborato dalla Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici di Napoli e Provincia, dalla Soprintendenza Archeologica di Napoli e dalla Soprintendenza Archeologica di Pompei ed approvato dal Ministero per i Beni Culturali e Ambientali e in vigore dal 1996, tenta di salvare ciò che è rimasto di una delle più belle e celebrate aree del mondo.
L'intero territorio può essere considerato come un sistema integrato, all'interno del quale è possibile individuare alcuni sottosistemi e poli di riferimento. I poli sono stati considerati come luoghi d'interesse comune in grado di influenzarne e caratterizzarne lo sviluppo, con valenze specifiche, sul territorio: culturali, turistiche ed economiche.
Gli aspetti naturalistici
![]() |
| Portici, in lontananza la casa materna episcopale e il caffé house |
Il mare. Il tratto di litorale considerato è utilizzato durante i mesi estivi dagli abitanti del posto per la balneazione, nonostante le pessime condizioni igienico-sanitarie delle acque. È possibile osservare varie immissioni in mare di alvei e scarichi fognari o probabilmente alvei con funzione di recapito delle acque bianche delle reti fognarie locali. Non esiste una vera e propria rete di collegamenti marittimi in quest'area; quelli esistenti hanno un carattere prevalentemente turistico e stagionale o periodico (manifestazioni ed iniziative legate al "maggio dei monumenti").
Le spiagge. Sono presenti alcune spiagge frazionate in tratti di dimensioni variabili, per estensione e profondità, in stato di completo abbandono e degrado. Tali condizioni sono dovute sia all'incuria diffusa sul territorio sia alla presenza di vari scarichi. Solo nei mesi estivi alcuni tratti di arenili, dati in gestione a privati, sono tenuti in buone condizioni ed offrono servizi annessi alla balneazione. Nel tratto compreso tra Vigliena e Pietrarsa vi sostano numerose imbarcazioni utilizzate per la pesca e tirate a secco sulla spiaggia per l'impossibilità di ormeggi a mare; si osserva inoltre la presenza di alcune baracche legate per lo più alle attività di diporto.
![]() |
| Portici, panorama della costa. Si nota il museo di Pietrarsa |
Il Parco Nazionale del Vesuvio. L'area del Parco non riguarda direttamente le zone oggetto della ricerca, ma queste ultime sono parte delle "aree contigue" così come normate all'art. 32 della 394/91.
Il Parco della Reggia di Portici. Possiamo suddividere il parco della Reggia di Portici in due aree: una inferiore, l'altra superiore che presenta un alto grado di naturalità. Oggi il parco appare alterato per le successive menomazioni subite nel tempo; tra le più gravi l'attraversamento, nella parte superiore, della linea della Circumvesuviana (1904) ed il taglio operato nel parco inferiore per la realizzazione del corso Umberto (1881).