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V E N T I
   

Il VI Programma Quadro
per la Ricerca Europea

Alla preparazione del VI Programma Quadro di Ricerca e Sviluppo Tecnologico dell'Unione Europea il Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica e l'Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea hanno dedicato una giornata di studio e di analisi che si è svolta presso la sede del Consiglio Nazionale delle Ricerche in Roma, il 25 gennaio u.s. alla presenza di varie personalità del mondo della ricerca.

Ospite di rilievo del Convegno il Commissario europeo per la ricerca Philippe Busquin, il cui documento politico "Verso uno spazio europeo della ricerca", presentato e approvato dal Consiglio dei Ministri europei nel novembre 2000, costituisce una sorta di riferimento per l'impostazione delle linee di ricerca, nazionali e comunitarie, che dovrebbero aiutare a realizzare quella ricerca comunitaria auspicata dall'Unione, della quale il VI Programma Quadro (2002-2006) è da considerare uno degli strumenti.

E le azioni concrete del prossimo Programma Quadro (si concluderà nel 2002 il V PQ) andranno a delinearsi, fino alla loro definizione, proprio con gli obiettivi di riferimento anticipati dal documento Busquin, che spaziano dal coordinamento dei programmi nazionali, alle reti di eccellenza ed ai grandi progetti di ricerca di impronta industriale, prevedendo però l'intervento ed il supporto comunitario a livello di programmi, la focalizzazione su priorità predefinite e, pur restituendo spazio alla ricerca di base, il perseguimento anche di risultati concreti.

I lavori affrontati al CNR hanno avuto lo scopo di illustrare le capacità di risposta del nostro Paese e del suo sistema scientifico, soprattutto attraverso il Programma Nazionale di Ricerca che anticipa alcune tematiche considerate strategiche dalla UE, rispetto alle esigenze prospettate dalla costruzione di uno spazio europeo di ricerca, e di dibattere sulle tematiche emergenti definite nel dicembre scorso dall'Istituto di Prospettiva Tecnologica di Siviglia e raccogliere suggerimenti.

L'auspicio del Presidente del CNR Lucio Bianco è quello che dall'armonizzazione dei vari sistemi nazionali di ricerca si possa davvero arrivare ad un sistema di ricerca europeo che superi le varie disparità dei paesi, soprattutto che l'unione di paesi forti non renda i deboli ancora più deboli. "Il rischio c'è ha detto il prof. Bianco e potrebbe essere superato soltanto con l'impegno di ciascun paese ad investire una certa percentuale del PIL, un livello minimo di investimenti concordato e ritenuto congruo, per stabilire rapporti di collaborazione sostanzialmente paritetici come preludio ad una successiva integrazione in un sistema europeo della ricerca".

Sulla situazione della ricerca europea, non del tutto rosea rispetto allo stesso settore in altri paesi più avanzati, quali Stati Uniti e Giappone, ha posto l'accento Antonio Rocco Cangelosi, direttore generale per l'integrazione europea del Ministero degli Affari Esteri, il quale ha auspicato interventi tempestivi e radicali nel settore europeo della ricerca dopo aver ricordato come l'obiettivo sottolineato un anno fa a Lisbona, "di fare dell'Europa, entro il 2010, la più dinamica e competitiva economia mondiale basata sulla conoscenza, dove un ruolo di primo piano spetta alla ricerca, sembra attualmente un compito arduo", vista la situazione sconcertante del settore e il deficit della bilancia tecnologica, e "considerando che alla tecnologia sono strettamente connessi i posti di lavoro di domani e alla ricerca quelli del futuro".

Il sen. Antonino Cuffaro, Sottosegretario alla ricerca, dal canto suo, ha riaffermato la volontà del Paese di impegnarsi a "dare appoggio all'integrazione europea" con seri interventi di recupero del nostro sistema nazionale, "affinché quest'ultimo non diventi un peso per l'Europa". Pur senza disconoscere le difficoltà del nostro Paese ed il reale gap dell'Europa stessa nei confronti delle realtà più avanzate, Cuffaro ha voluto dare un segnale positivo auspicando la preparazione sollecita del documento di partecipazione al VI Programma Quadro di cui molti degli obiettivi strategici sono stati anticipati dai programmi italiani che con essi vanno ad integrarsi.

Nel dibattito è, quindi, intervenuto Philippe Busquin, il quale ha sottolineato la necessità di maggiori investimenti, rispetto al passato, per migliorare la competizione e l'innovazione e produrre così occupazione e formazione.

L'Europa - secondo il commissario - "deve appropriarsi, nuovamente, del suo ruolo nella competizione scientifica", mentre "attualmente in crisi nei confronti del progresso scientifico, rischia, ad esempio, in tema di biotecnologie, di passare accanto agli USA e all'Asia per questo tipo di sviluppo". "Lo spazio europeo della ricerca ha aggiunto si raggiungerà a tappe, la prima è quella di lavorare insieme; e questo non è un elemento scontato, perché c'è ancora poco confronto". "La ricerca europea ha suggerito Busquin ha bisogno di individuare pochi ma strategici settori competitivi, di coinvolgere le piccole e medie imprese e di creare reti di centri di eccellenza". L'Europa, insomma, deve "diventare faro della ricerca per Asia ed America". Il commissario ha infine posto l'accento sul fatto che spesso non si riconosce al ricercatore, soprattutto alle donne che fanno ricerca, un ruolo fondamentale e determinante nella società.

Alle parole di Basquin ha fatto eco l'intervento rassicurante dell'allora Ministro dell'Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica, Ortensio Zecchino, secondo il quale l'Italia "è pronta ad affrontare la competizione europea".

Zecchino ha sottolineato lo sforzo compiuto dal Paese per uscire "da un decennio vissuto con affanno e fatica a causa delle scarse risorse economiche finalizzate alla ricerca" ed ha precisato che "il settore ora può contare su un'adeguata e forte programmazione, grazie al Programma Nazionale della Ricerca approvato nel dicembre scorso, e su nuovi criteri, come la valutazione dei ricercatori e gli incentivi alle imprese che fanno ricerca, che ci allineano agli altri paesi europei". Zecchino, infine, si è mostrato d'accordo sulla necessità di concentrare risorse e massa critica su grandi temi strategici, ma nello stesso tempo ha sottolineato la necessità di garantire a chi fa ricerca la possibilità di scegliere settori che non siano prefissati.

I.V. e S. F.

SUMMARY

The Ministry of University and of Scientific and Technological Research and the Agency for the Promotion of the Research in Europe, on January 2001, have devoted one day to study and to analyse the formulation of the VI Framework Program of Research and Technological Development of the European Union.

At the meeting, that has been held at the CNR, have partecipated Philippe Busquin, the European Comissionair for the Research, Ortensio Zecchino, the former Ministry of University and Scientific and Technological Research and Lucio Bianco, the President of the National Research Council.

 

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