A R E E   D E L L A   R I C E R C A

C O S E N Z A  2

di Ermelando Vinicio Cosmi
Presidente di Comitato d'Area, Area della Ricerca di Cosenza

Un elemento di aggregazione scientifica

" Nei suoi pochi anni di azione operativa l'Area di Cosenza dice il suo presidente, il professor Cosmi ha realizzato risultati di rilievo sia nell'operatività di servizi e tecnologie di supporto che nella realizzazione di progetti di ricerca integrati" 

L' Italia ha goduto, negli ultimi anni, di una particolare circostanza: è stata in grado di recepire i benefici economici di una crescita, senza avere affrontato i necessari investimenti strategici in ricerca e sviluppo.

Una veduta dell'Area

Ciò è avvenuto, altresì, disattendendo le stesse iniziali sollecitazioni della Comunità Europea, che chiedevano un sostanziale adeguamento percentuale di detti investimenti rispetto al PIL, tale da renderlo comparabile a quello degli altri paesi membri.

Le risultanze riconosciute di tale situazione sono che, quantitativamente se non qualitativamente, si è resa meno competitiva la nostra ricerca rispetto ad altre; incapace di attrarre adeguatamente gli stessi finanziamenti europei. Risulta evidente la necessità di una convergenza verso i sistemi ricerca dei paesi con i quali, in ragione dei trattati e degli accordi, si sviluppano programmi di cooperazione. Poiché normalmente la quota di partecipazione è legata al livello economico del paese, se il livello del sistema scientifico è minore si finisce con l'avere un coefficiente di ritorno inferiore ad 1 (ad es. per l'U.E. circa 0,7).

Nel contesto del nostro Paese il CNR, che ha avuto il merito storico di essere fonte riconosciuta di conoscenze innovative in gran parte dei settori scientifici e tecnici, ne ha risentito in maniera pesante, non tanto per la penuria di mezzi, ma soprattutto nel "congelamento" di qualsiasi nuovo ricambio generazionale, fondamentale per un ente di tali caratteristiche. Basti pensare ai Progetti Finalizzati adottati dagli altri paesi che hanno avuto una naturale riuscita socio-sanitaria ed economica.

Ulteriori preoccupazioni sono emerse perché è andato progressivamente diminuendo lo sforzo, già insufficiente per la ricerca, sia delle imprese che dell'Amministrazione Pubblica, mentre sono venute meno le condizioni favorevoli (ragioni di scambio, tendenze dell'economia internazionale, esaurimento delle innovazioni di processo) che hanno sorretto la fase precedente.

A mio parere, un investimento di tipo strategico e "massiccio" nel settore non è perciò rinviabile, anche se qualcosa già sembra cambiare con l'avvio di timidi segnali di ripresa ed inversione di tendenza che vedono anche nell'Ente una ripresa delle assunzioni ed un riassetto istituzionale. Infatti, il CNR, in armonia con il tumultuoso sviluppo tecnologico e dei cambiamenti che avvengono nella società a ritmi altrettanto vertiginosi, ha in corso una profonda opera di revisione della sua struttura e delle sue componenti scientifiche.

In questo quadro congiunturale, estremamente difficile per il passato ed ancora pieno di incertezze per l'immediato futuro, si è trovata, e si trova ad operare, l'Area della Ricerca di Cosenza. La sua istituzione è intervenuta a seguito degli accordi governativi per lo sviluppo della ricerca nel Mezzogiorno [proprio a realizzazione di quel quadro di potenziamento della ricerca avviato per dare corpo alle istanze europee di adeguamento del peso della ricerca in Italia (1989) e subito reso inefficace dalla stretta economica intervenuta e paradossalmente vieppiù aggravata per la ricerca proprio dalla nostra entrata in Europa]. In questo contesto l'Area è nata asfittica, priva di mezzi adeguati ed è diventata operativa solo nel 1996-'97 con la nomina degli Organi Direzionali.

LA SCHEDA
AREA DELLA RICERCA DI  COSENZA

ISTITUTI

Istituto di Ecologia e di Idrologia Forestale (IEIF)

Istituto di Medicina Sperimentale e Biotecnologia (IMseb)

Istituto di Ricerca su Membrane e Modellistica di Reattori Chimici (IRMERC)

Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica nell'Italia Meridionale e Insulare (IRPI)

Istituto per la Sistemistica e l'Informatica (ISI)

Istituto di Biotecnologie Applicate alla Farmacologia (IBAF)

CENTRI

Centro per di Fisiologia Clinica (CFC)

Pertanto, l'Area della Ricerca di Cosenza ha goduto di fondamentali ristrettezze economiche e tempi limitati per la sua formazione ed operatività. Ciò malgrado, ha saputo inserirsi a pieno titolo e con meritati successi nel contesto operativo della altre Aree della Ricerca in Italia, guadagnando al CNR un riconoscimento per la sua funzionalità operativa (premio "Anassilaos Calabria" 1998). Al momento la riforma in atto nel CNR sembra metterne in forse assetto e prospettive. Per contro, la regione, debole intrinsecamente ma ricca di potenzialità, richiederebbe particolare attenzione.

Fino al settembre 2000 all'Area della Ricerca di Cosenza afferivano 6 Istituti di ricerca ed un Centro (quest'ultimo, con sede a Reggio Calabria, pur non afferendo all'Area in modo formale è stato tenuto sempre presente nella realizzazione dei servizi comuni attuati dall'Area in Calabria).

Attualmente, questa compagine di Organi, seppure modesta come numero, svolge ricerca di riconosciuta importanza con punte di vera e propria eccellenza.

La loro attività copre differenti settori che vanno dalla chimica all'informatica, alla medicina, alle scienze geologiche e forestali. Sono ricerche complessivamente aggregabili in tre raggruppamenti che s'identificano con i poli d'interesse, di sviluppo e d'impegno dell'Area stessa. Tali raggruppamenti riguardano le discipline chimiche, biomediche e biotecnologiche: il settore è supportato dalla presenza scientifica degli Istituti Biomedici di Catanzaro (IBAF), di Cosenza (IMSEB) e dal citato Centro di Reggio (CFC); a questi va aggiunto l'IRMEC che ha interessi collaterali specie nel settore dello studio di membrane di origina biologica; le discipline geoambientali: nel settore operano gli Istituti di Protezione Idrogeologica (IRPI) e di Ecologia Forestale (IEIF); ed, infine, le discipline informatiche. Questo terzo polo d'interesse, pur vedendo nell'Area CNR la sola presenza dell'Istituto per la Sistemistica e l'Informatica (ISI), risulta possedere caratteristiche congeniali all'operatività dei settori indicati precedentemente ed è fondamentale per lo sviluppo di una Area modesta e periferica come quella di Cosenza, che proprio nell'informatica e nella telematica può ritrovare una sua propria centralità a supporto ovviamente di una ricerca qualificata e di punta.

La sede dell'Area è costituita provvisoriamente dal complesso edilizio che ha ospitato un consorzio universitario nel circondario di Cosenza (Rende), dove hanno sede l'Università della Calabria e le altre più importanti realtà scientifiche regionali. Al momento si prevede una definitiva sistemazione insieme con i suoi principali Istituti nel Campus Universitario d'Arcavacata.

L'AdR di Cosenza fino dalla sua costituzione ha perseguito la realizzazione di una struttura organizzativa rispondente alle caratteristiche operative e funzionali che fondamentalmente un'Area della Ricerca CNR deve soddisfare, curando la realizzazione di una struttura fisica organizzativa ed operativa avente caratteristiche funzionali comparabili ad Aree strutturate di più antica origine. La struttura dell'Area di Cosenza, fin qui realizzata, sempre in aderenza alle disposizioni istituzionali (ora modificate da recenti disposizioni legislative), mostra ovviamente anche proprie peculiari caratteristiche derivanti non soltanto dalla specificità della situazione regionale in cui opera, ma anche da ragioni economiche e congiunturali proprie del CNR nel periodo in cui si è trovata ad operare.

In particolare, oltre all'operatività in atto, comparabile con quella delle altre Aree di più antica origine, sono stati risolti e/o trasformati in ordinaria ed ottimale gestione funzionale, tutti quei gravi problemi strutturali che l'Area ha trovato alla sua istituzione. Inoltre, ha specificamente attuato tra gli Organi afferenti sinergie di raccordo "interno", sia funzionali che di ricerca, sviluppando nel contempo, ove e quando possibile, azioni "esterne" di coordinamento ed interfaccia con le realtà extra-moenia.

Nell'uno e nell'altro campo l'AdR di Cosenza, nei suoi pochi anni di azione operativa, ha realizzato risultati certamente di non poco rilievo sia nella operatività di servizi e tecnologie di supporto che nella realizzazione di progetti di ricerca integrati. Pertanto, anche grazie all'apporto ed all'attività degli organi afferenti, ha avviato a cambiamento l'assetto del CNR nella regione e sensibilmente accresciuto la sua rappresentatività.

Per quanto riguarda le funzioni che l'Area dovrà svolgere, va tenuto presente che, fin dall'inizio l'Area ha evitato di operare come un semplice, anche se importante, punto di raccordo di tecnologie comuni e di facilities che permettano una più razionale utilizzazione di alcuni servizi di base o, in prospettiva di una sede unica, come semplice contenitore edilizio. Per contro, dall'Area è stata sempre messa in evidenza la necessità di concepire la sua struttura come un elemento di aggregazione scientifica che, nel pieno rispetto dell'autonomia dei singoli istituti, dia possibilità di raggiungere la "massa critica" necessaria alla progettazione ed alla successiva esecuzione di programmi scientifici integrati, con ampiezza tale da avere un impatto significativo sul panorama scientifico, non soltanto della regione e del Paese, ma internazionale. Un obiettivo di questo tipo non sarebbe ovviamente perseguibile dai singoli istituti operanti separatamente. L'Area di Cosenza e la compagine degli istituti presenti ha avuto ed ha competenze per svolgere un ruolo aggregante e trainante in varie tematiche. In particolare, si possono citare le tecnologie dell'ambiente e del territorio, le tecnologie a membrane e relativi processi, l'informatica e le tecnologie trasmissive, le biotecnologie nel settore neurologico e farmacologico. Non mancherebbe la possibilità di apertura di nuovi settori su cui esistono competenze adeguate e di forte caratterizzazione regionale e sociale, come ad esempio lo studio sismotettonico, e ricerche sui cultivar del bergamotto e dei loro risvolti applicativi. A questo proposito va sottolineato che lo scrivente ed altri componenti dell'Area, in un Convegno organizzato nell'anno passato, si sono tenacemente opposti al disboscamento della foresta di bergamotto, unica coltura nel mondo, che doveva essere rimpiazzata dall'introduzione di essenze sintetiche.

Va annoverata, come espressione di scambio multidisciplinare e di collaborazione anche tra CNR, Regione, Università e Industria, l'istituzione della Commissione di Bioetica della Regione Calabria, della quale ho l'onore di essere fondatore e presidente.

Una scelta di politica scientifica di questo tipo rende necessaria l'integrazione dell'attività di uno o più istituti di ricerca con quella di altri enti istituzioni o imprese (sia pubbliche sia private), mediante la stipulazione di appositi accordi, contratti o convenzioni cui l'Area può provvedere in termini collegiali.fine articolo

 

 

 

 

 

 

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