PROGETTI STRATEGICI |
TURISMO E SVILUPPO ECONOMICO |
| di Enrico
Todisco Unità Operativa di Coordinamento del PS. Dipartimento di Studi Geoeconomici Statistici e Storici per l'Analisi Regionale, Università di Roma "La Sapienza" |
Le modifiche dei flussi turistici nelle aree continentali
Ad
opera della World Tourism Organization sono state rese note recentemente le
ultime statistiche relative al movimento turistico mondiale sia in termini di
arrivi sia di entrate monetarie. Nel 1999 il movimento turistico di persone ha
superato la quota di 650 milioni di arrivi. Ciò significa che il 10 per cento
della popolazione mondiale è stata interessata a spostamenti non legati a
migrazioni o solamente al lavoro. La percentuale non è formalmente corretta, in
quanto le statistiche parlano di "arrivi" e non di persone che si
spostano. Le due entità non sono uguali, in quanto la stessa persona potrebbe,
come sempre più facilmente si verifica, realizzare più viaggi in un anno dando
luogo a più di un "arrivo". Tuttavia è sintomatico come il turismo
non è più un fatto prettamente di élite, in quanto sono diversi gli
strati della popolazione mondiale che oggi vi accedono.
In termini di arrivi, le posizioni delle varie aree continentali si sono molto diversificate. I paesi di più antica tradizione turistica (Europa ed Americhe) hanno visto crescere il numero degli arrivi, che si sono sestuplicati negli ultimi quaranta anni. Di ben altra dimensione è la crescita che hanno fatto registrare le altre parti del mondo. Se il numero indice (1960=100) per l'Europa e le Americhe è stato superiore a 750, quello dell'Africa, del Medio Oriente e del Sud Asia è stato attorno a 3.000. Ancora più eclatante è stata la crescita dell'Estremo Oriente il cui numero indice ha raggiunto quota 13.300.

Questa diversa velocità di accrescimento fa sì che lo share si è andato modificando nel tempo. Così negli anni '60 l'Europa monopolizzava quasi tre arrivi su quattro ed il resto era praticamente appannaggio delle Americhe, in quanto le altre parti del mondo erano su posizioni assolutamente marginali. Alla fine del secolo, invece, l'Europa conquista "solo" il 59% circa degli arrivi, le Americhe sono scese al di sotto del 20%. I paesi dell'Estremo Oriente stanno conquistando fette notevoli del mercato mondiale, ove si tenga presente che se negli anni '60 avevano soltanto una quota pari a circa l'1%, adesso marciano su numeri a due cifre (14% nel 1999).
Il turismo in Europa sta diventando maturo e perde colpi rispetto al turismo emergente nei paesi che fino a qualche anno fa erano ai margini di questa attività. Concorrenza nei prezzi, offerte legate a bellezze naturalistiche, il richiamo dell'esotico, costituiscono il punto di forza del turismo orientale. In conseguenza, se il viaggiatore con possibilità economiche si rivolgeva un tempo al turismo europeo, fondato in buona misura sugli aspetti storici e culturali, oggi il turista vuole sperimentare forme nuove ed economiche di viaggi.
In termini di movimento monetario la situazione è lievemente diversa da quella del movimento delle persone, in quanto i soldi spesi dal turista dipendono dalla lungezza del periodo delle vacanze, dall'economicità dei luoghi, dal costo locale della vita. L'Europa risente più delle altre aree di questi fattori, tanto che se gli arrivi sono il 59%, le entrate sono il 52% circa del totale. Le Americhe, invece, si avvantaggiano in quanto di fronte al 19% degli arrivi, conquistano il 27% del movimento monetario mondiale.
Queste poche cifre andrebbero meglio confortate da
altre statistiche più dettagliate e più puntuali. Tuttavia mettono in evidenza
come il turismo in Europa, anche se ancora sulla parte più alta del podio, sta
perdendo terreno. Il primato rimarrà ad essa presumibilmente ancora per molti
anni, ma le distanze con gli altri concorrenti andranno rapidamente colmandosi.![]()
| Summary |
| In accordance with the statistics recently spread by the World Tourism Organization, the international shiftings of people for touristic reasons reached the amount of 650 milion of "arrivals". The trend is always positive, in the world as well as in Europe. However the rate of increasing is slow. The situation in Europe, and particularly in Italy, is worsening very rapidly if we compare it with the evolution in other parts of the world and the explosion in the Far East. We are loosing position in terms of share of the touristic traffic. The vast historical, archeological, cultural heritage is no more sufficient to sustain the concurrence between the European Countries and the other parts of the world. Taking into account this general frame, the Consiglio Nazionale delle Ricerche granted a Strategic Project to evaluate the domestic conditions and some lines in the tourism policy. Twelve different groups of researchers were engaged to study the recent aspects of the tourism in Italy. Three main lanes were performed. The first pointed the attention on the territory and a special reference is due to the "minor sites" that can decongest the very crushing stresses in the more used localities. The second watched the urban tourism and the city of arts. Many attractive places suffer for saturation and the sustainability tourism is a very urgent speech in the plannings. The third examined the economic, organizative and innovative functions necessary to monitor and manage this very complex sector of the Italian economy. An Observatory is finalized to follow the national, regional, and the local policy as well as the Europe Union and the international actions in favour of tourism. |