PROGETTI FINALIZZATI |
B E N I C U L T U R A L I |
| di Angelo
Ferrari*,
Stefano Tardiola** *Tecnologo presso l'Istituto di Chimica Nucleare del CNR, Monterotondo (RM) **Operatore tecnico presso il Progetto Finalizzato "Beni Culturali" del CNR |
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L'anagrafe dei ricercatori e delle imprese che operano nel settore dei beni culturali
A che serve l'Anagrafe?
I beni culturali sono la testimonianza del percorso della nostra civiltà e la loro salvaguardia e valorizzazione costituiscono elementi essenziali per la conoscenza della nostra identità culturale.
Tra i soggetti principali che costituiscono il motore per lo sviluppo della "cultura" del bene culturale si possono individuare: la pubblica amministrazione in quanto, con le Soprintendenze del Ministero dei Beni e Attività Culturali, le Regioni, le Province e i Comuni, ne detiene un'enorme quantità; la ricerca scientifica e tecnologica, soprattutto per quanto riguarda la diagnostica e l'intervento, attraverso il Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica e le attività del Consiglio Nazionale delle Ricerche; l'economia imprenditoriale delle medie, piccole e micro-imprese che operano nel settore.
Riguardo a quest'ultimo soggetto si possono proporre le seguenti domande: quali e quanti sono gli operatori del settore beni culturali in Italia e in Europa? Qual è il livello dei loro prodotti e quello della loro professionalità? Quali sono i loro rapporti e la conseguente capacità di organizzarsi in breve tempo per partecipare ai bandi dell'Unione Europea con progetti consistenti?
Presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche, grazie all'appoggio essenziale fornito dal Ministero dei Beni e Attività Culturali e dai suoi Istituti Centrali e Soprintendenze, abbiamo preparato una banca dati per avviare una prima analisi del settore; certamente il completamento, l'aggiornamento e la fruizione su Internet di questa iniziativa potrà essere utile a livello istituzionale, sia italiano sia europeo, per la programmazione degli interventi.
Il database riguarda le piccole
e medie imprese che dedicano la loro attività o parte di essa al patrimonio
culturale italiano. Nell'individuare le aziende abbiamo tenuto conto della loro
attività rispetto ad una definizione del "patrimonio dei beni
culturali" nel senso più esteso del termine e cioè includendo le opere
d'arte, i reperti e i siti archeologici, i centri storici, il patrimonio
linguistico, l'archivio biologico ed etnoantropologico, il patrimonio
documentale e librario, quello paesaggistico e quello delle tradizioni popolari,
ecc.
Da questa complessità nel modo di
intendere i beni culturali consegue che il tipo di attività svolta dalle
imprese e dai ricercatori in questo settore risulta molto diversificata. Si
notano attività estremamente articolate che riguardano, ad esempio, interi
complessi archeologici o monumentali, i quali coinvolgono gruppi di imprese
integrate fra loro e altre attività che concentrano l'attenzione su oggetti
singoli, talvolta molto delicati, preziosi o unici. Questi interventi vengono
condotti da imprese molto piccole nel numero del personale coinvolto, ma al
tempo stesso molto specializzate per la competenza scientifica e il livello
professionale.
Il database è dunque arricchito sia dal contributo di grandi società, che quasi sempre, oltre che nell'ambito dei beni culturali, espletano la loro attività anche in altri settori economici e industriali, sia dalla presenza di mini e micro imprese, spesso di ottimo livello artigianale, costituite da un esiguo numero di dipendenti.
Gli alberi sono fioriti... di parole chiave
Il motore di ricerca dell'Anagrafe è stato realizzato su software Access di Microsoft; il programma per la gestione della banca dati è presentato in cinque lingue: italiano, inglese, francese, tedesco e spagnolo e tiene conto delle suddivisioni territoriali e amministrative dei 15 paesi dell'Unione Europea (fig. 1).
L'Anagrafe è dotata di un vocabolario di circa 500 parole chiave, organizzate con una struttura ad albero, che si riferiscono alle attività delle imprese e dei ricercatori; queste parole chiave costituiscono un valido supporto per una classificazione standard delle attività degli operatori, sia nella fase di ricerca sia nella fase di inserimento di nuovi dati.
Gli alberi delle parole chiave sono suddivisi in sei settori principali: l'archeologia, la diagnostica, l'intervento, il patrimonio documentale, quello biologico etnoantropologico, i musei.
Tale suddivisione non costituisce una struttura rigida all'interno della quale costringere tutta la complessità delle attività aziendali, ma rappresenta una corrispondenza dinamica tra i campi di intervento e la presenza reale di operatori in quel preciso segmento di attività. Questi alberi possono essere arricchiti di nuovi rami, purché ad ogni nuova parola chiave corrisponda almeno un'azienda o un ricercatore.
La distribuzione delle
imprese: l'Italia è disuguale
Ma quali sono i dati inseriti nell'Anagrafe? Da un primo esame dei dati si possono ricavare interessanti considerazioni sulla distribuzione degli operatori per le diverse tipologie di attività. In generale gli operatori sul territorio nazionale risultano più numerosi lungo l'asse Lazio, Toscana, Emilia Romagna, Lombardia, con minori presenze in Veneto, Piemonte, Campania e Sicilia (fig. 2).
Per ciò che si riferisce alla diagnostica sono state censite 367 imprese: quasi sempre le loro attività sono connesse con gli scavi archeologici (78%) e solo una minima percentuale si interessa di analisi non distruttive (15%) e distruttive (7%). Nello stesso settore i 478 ricercatori si suddividono secondo parametri differenti, il 39% è concentrato sulle analisi non distruttive e il 35% su quelle distruttive. Un'altra quota considerevole (26%) affronta le problematiche relative agli scavi archeologici.
Le tecniche messe a punto in questo
settore di attività sono dedicate al rilevamento del territorio e dei
manufatti, alle prospezioni geofisiche e meccaniche, ai sistemi informativi
territoriali, alle determinazioni cronologiche e all'individuazione della
provenienza e dell'uso delle risorse. Le analisi sono dirette verso la
caratterizzazione chimico-fisica dei materiali, le nuove metodologie e i nuovi
protettivi.
La distribuzione territoriale italiana riferita alla diagnostica è analoga alla distribuzione complessiva dell'Anagrafe e cioè con una concentrazione maggiore sulla direttrice Lazio, Toscana, Emilia Romagna, Lombardia. Le imprese hanno una discreta presenza anche in Piemonte, Veneto, Campania e Umbria, mentre la Sicilia mostra una presenza maggiore per i ricercatori (fig. 3).