PROGETTI STRATEGICI |
TURISMO E SVILUPPO ECONOMICO |
| di Marcello
Colantoni Coordinatore del Progetto Strategico "Turismo e Sviluppo Economico" del CNR |
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Il contributo della ricerca
alla conoscenza del turismo in Italia
1. Il turismo nel mondo
Secondo le statistiche recentemente diffuse dal World Tourism Organization (WTO) il movimento degli arrivi, a livello mondiale, ha superato, nel 1999, quota 650 milioni di unità. Cifra ragguardevole di un fenomeno (economico, sociale, culturale, politico) in ascesa. Il conseguente movimento di danaro è del pari stimato in crescita, in quanto passato dai 2 miliardi di dollari del 1950 a ben 455 miliardi nel 1999. Il turismo a livello mondiale si presenta in evoluzione con tassi di espansione medi di rilievo.
Occorre
considerare tuttavia che quando si parte da livelli iniziali contenuti, i tassi
di crescita appaiono più elevati. Emerge, infatti, dalla tabella seguente che
il tasso medio annuo di crescita è andato affievolendosi: dal 10,6% negli anni
'50 a circa un terzo negli anni più recenti. Riduzione analoga si è registrata
anche nel movimento valutario, passato dal tasso medio annuo del 12,5% nel
decennio '50-'60 a quello del 4,9% nell'ultimo quinquennio.
Parafrasando la situazione meteorologica, nel settore turistico sembra in arrivo una "bassa pressione". Il tempo è ancora buono (i tassi sono positivi), ma qualche tendenza al peggioramento si profila all'orizzonte (i tassi sono in diminuzione). La crescita del movimento di persone che si spostano per turismo e il movimento valutario indotto sono superiori alla crescita del PIL mondiale. Tuttavia la forbice si va restringendo.
L'esame del movimento turistico mondiale ripartito per aree continentali mostra ancora l'Europa leader del turismo mondiale ma con ridotto primato. Nel 1950 si registravano in Europa due terzi del movimento di persone, nel 1999 la percentuale è scesa al 59%.
Fonte: World Tourist Organization WTO |
Si può constatare come sinteticamente:
tuttavia
Per quanto riguarda gli arrivi, nella graduatoria dei paesi, figura al primo posto la Francia, seguita dagli Stati Uniti e dalla Spagna. La Francia ha avuto nel periodo 1980-'96 un incremento medio del 4,66%, simile a quello degli Stati Uniti (4,64%), in linea con la media mondiale (4,70%), la Spagna del 3,78% e l'Italia solo del 2,51%.
La concorrenza internazionale si fa tuttavia più aggressiva. I nuovi approdi turistici dall'Est dell'Europa o dall'Est del mondo tendono ad intaccare la supremazia dei paesi tradizionali con una crescente attrattiva.
2.
La situazione italiana
Il nostro Paese occupa ancora una buona posizione nel panorama turistico mondiale ed europeo, ricco com'è di beni storici, archeologici, artistici, paesaggistici ed ambientali. Si pone al quarto posto in termini di arrivi ed al secondo per le entrate valutarie.
Nel panorama europeo la ripartizione dei flussi turistici una volta senza grossi problemi (gli arrivi erano crescenti, l'offerta sufficiente e abbastanza adeguata), è ora più pressante, tanto che si stima una diminuzione della quota di mercato attribuita al nostro Paese dal 5,5% attuale al 3,3% nei prossimi anni.
L'Istat ha reso note alcune valutazioni sull'occupazione nel settore turistico in Italia (dati 1997). Le unità di lavoro hanno superato il milione, di cui il 45% indipendenti ed il 55% di lavoratori dipendenti. L'impiego è molto polverizzato, in quanto meno della metà delle unità presta il proprio lavoro in maniera indipendente. L'occupazione del settore è cresciuta del 4,5% negli ultimi sei anni; anche il reddito da lavoro dipendente è cresciuto da 10,2 mila miliardi a 13,8 mila miliardi. L'incidenza del valore aggiunto dell'intero settore alberghi e pubblici esercizi è cresciuta, dal 1991 al 1996, dal 3,03 al 3,22%.
Il numero complessivo degli esercizi alberghieri è andato diminuendo mentre, al contrario, è andato crescendo quello dei posti letto disponibili. L'offerta di letti ha superato i 3 milioni e mezzo di unità, equamente ripartiti fra il settore alberghiero e quello extra-alberghiero. Si tratta di timidi segnali di un lento processo di concentrazione dell'offerta più sensibile al Nord, dove gli alberghi sono diminuiti del 7,8%. Nel Sud, invece, si è verificato addirittura un lieve incremento nel numero degli alberghi.
Il Mezzogiorno si presenta con caratteristiche strutturali diverse da quelle del resto d'Italia.
Mentre nel Nord vi sono 9 alberghi ogni 10.000 abitanti (nel Nord-Est ben 15), nel Sud questo rapporto scende di due terzi: solamente 3 alberghi ogni 10.000 abitanti.
È da sottolineare che al flusso annuale in Italia di turisti stranieri, si contrappone un crescente flusso in uscita di italiani che trascorrono le proprie vacanze all'estero. Non si dispone di statistiche al riguardo, in quanto il movimento turistico con i paesi europei, data la libera circolazione delle persone, non ha visibilità statistica. Qualche informazione si può trarre dall'indagine multiscopo dell'Istat (comportamenti degli italiani di fronte a come e dove passare le vacanze) e dalle valutazioni dell'Ufficio Italiano Cambi. Ci sembra, tuttavia, più interessante riferirci alle stime della Banca d'Italia sulle partite correnti della bilancia dei pagamenti. La voce "viaggi" all'attivo registra oltre 50.000 miliardi di lire correnti, mentre le uscite hanno superato quota 30.000. La differenza, utile alla riduzione del deficit della bilancia dei pagamenti, si va contraendo. Dal 1997 al 1999 il saldo si è ridotto di circa 600 miliardi.
Gli introiti di valuta estera per gli arrivi di turisti in Italia sono cresciuti negli ultimi tre anni di circa l'1,8% all'anno, mentre le uscite per viaggi all'estero degli italiani sono aumentate di un tasso annuo più che doppio, pari al 3,9%. L'ammontare degli introiti è ancora superiore alle uscite, ma la crescita di queste ultime è circa il doppio delle entrate.