L I B R I        V I D E O C D C D - ROM
di Maria Grazia Vecchio
Membro del Gruppo di Studio sulle Pubblicazioni Ufficiali dell'Associazione Italiana Biblioteche

Il rapporto della donna con la rivoluzione scientifica nel Seicento 

Il tema della concezione della donna e del suo ruolo nel panorama intellettuale dell'Europa del secolo XVII è stato oggetto, soprattutto in questi ultimi decenni, di accurate ed approfondite indagini che hanno dimostrato che, pur in presenza di restrizioni e difficoltà oggettive, proprio in questo periodo la presenza femminile nell'ambiente culturale e scientifico assume connotazioni diverse rispetto al passato. Nel corso del Seicento emerge, infatti, una nuova figura di "femme savante" come si legge nel volume Donne filosofia e cultura nel Seicento, a cura di Pina Totaro, ed. CNR, 1999 in quanto "le donne si rivolgono alla filosofia, si fanno portatrici di istanze di rinnovamento, che investono anzitutto il ruolo delle scienze, le modalità e gli strumenti della formazione intellettuale, partecipando in prima persona, seppure spesso in incognito, alla circolazione della cultura e delle idee" e - scrive la curatrice del volume nella sua introduzione - "insieme all'immagine della lettrice, viene delineandosi quella della mediatrice di cultura e della scrittrice nel senso pieno del termine". L'obiettivo della ricerca, coordinata da Pina Totaro, è di analizzare il rapporto, fino ad ora poco esplorato, delle donne con la filosofia, nell'ambito di quella "rivoluzione scientifica" che, segnando una rottura con la tradizione e con una cultura di tipo scolastico e libresco, apre nuove prospettive ed orizzonti di ricerca. All'interno di questo complesso percorso che viene attuandosi proprio nel corso del Seicento, le donne offrono un contributo specifico all'affermarsi di una nuova concezione dell'uomo e del mondo: cambiano non tanto i luoghi della formazione, quanto gli interessi e le modalità di adesione a quella "république des lettres" cui le donne sentono senz'altro di appartenere. Non è un caso che solo nel Seicento venga conferito per la prima volta il titolo di laurea ad una donna, Elena Cornaro Piscopia, e che si registri una cospicua e attiva partecipazione femminile, anche se spesso in incognito, alle Accademie e al dibattito scientifico.

L'indagine ricostruisce momenti significativi di un processo, che è di crisi e di rinnovamento insieme, mettendo a fuoco alcuni aspetti nodali che, pur riferendosi nello specifico alla "questione femminile", offrono spunti di riflessione e di approfondimento sulla storia della cultura e delle idee nell'Europa del periodo.

Gerard ter Borch, Donna che scrive una lettera, XVII sec., Mauritshuis Museum, L'Aia

Innanzitutto l'analisi della tematica femminile e della concezione della donna negli orientamenti più rilevanti della filosofia e della scienza. Come dimostrano, tra gli altri, i saggi di Giovanni Aquilecchia su Bruno e le donne, di Geneviève Rodis-Lewis e di Margherita Palumbo (rispettivamente sui rapporti intellettuali tra Descartes e la principessa Elisabetta, e tra Leibniz e l'Elettrice di Hannover), le donne diventano autrici, ispiratrici e destinatarie di opere scientifiche e di ricerche erudite. In generale, il secolo è segnato dall'emergere di una maggiore consapevolezza del "sapere" delle donne e di una nuova tendenza alla divulgazione (significativo è il ricorso alla lingua volgare) della conoscenza scientifica e filosofica, fino ad allora appannaggio di un eletto universo maschile. Nell'indicare le basi della sua metodologia scientifica Descartes afferma, infatti, di aver voluto anzitutto scrivere "un libro che anche le donne avrebbero potuto comprendere".

Attraverso una documentazione talora inedita e alcuni emblematici percorsi individuali, la ricerca, inoltre, ricostruisce il ruolo significativo delle donne nella circolazione della cultura e delle idee. I saggi sulle letture femminili (da quello di Danilo Zardin sulle biblioteche monastiche, a quelli di Maria Conforti, Sarah Hutton, Luisa Simonutti sulle biblioteche di donne colte come Anne Conway e Cristina di Svezia); l'impegno, nell'attività editoriale di famiglia, di donne colte quali, ad esempio, Francesca Giunti e Martina Plantin; la presenza nel panorama letterario, scientifico ed artistico di opere di donne (la poesia filosofica di Girolama Lorefice Grimaldi, la produzione letteraria di Arcangela Tarabotti e quella pittorica di Artemisia Gentileschi) sono testimonianze inconfutabili del contributo delle donne all'affermazione del pensiero moderno.end.gif (941 bytes)

 Summary

The XVII Century is particularly important for the history of culture: the scientific revolution changes the traditional systems of medicine, philosophy and morals. Women contribute to this profound change in the modern world and they want to participate in the République des lettres from which they had always been excluded.
The different chapters of the book suggest some possible directions of research: the more relevant scientific and philosophical opinions about women; intellectual biographies reconstructed with a documentation sometimes unpublished; lectures, libraries and different forms of participation of women in the world of books. In the end, the attention focused on painting and women-painters, subject of lively debate in the last years. A rich iconographic apparatus accompanies the volume.

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