Urgenza e
indifferibilità di un intervento sulla ricerca di base in Italia
I
sottoscritti,
rappresentanti dei maggiori Enti di Ricerca e delle Università, si
rivolgono a tutte le Autorità competenti per segnalare che, in assenza
di una netta inversione di tendenza da attuarsi immediatamente, l'intero
sistema della ricerca di base, e il suo collegamento con la formazione avanzata
e l'innovazione, subiranno un rapido peggioramento del collasso già
in atto con conseguenze irreversibili per la permanenza del Paese tra quelli
ad economia avanzata.
La struttura del sistema della ricerca
universitaria e istituzionale è stata profondamente innovata negli
ultimi due anni, introducendo criteri di valutazione, gestione e programmazione
che, se sostenuti, risulteranno molto efficaci e tali da permetterne un
riallineamento con i più avanzati paesi europei, ponendo le premesse
per un rilancio competitivo verso la nuova "Società basata sulla
Conoscenza".
Queste innovazioni non possono, però,
attivarsi in presenza di una continua erosione della spesa pubblica e privata
dedicata alla ricerca di base, volano e collegamento tra attività
innovative, formative e di ricerca. Questa erosione ha portato il nostro
Paese, unico tra quelli industrializzati, a decrescere l'intensità
di ricerca per circa il 30% negli ultimi cinque anni (da circa 1,3 a circa
1,0% del PIL), partendo già da un livello tra i più bassi.
A questo ha corrisposto una continua diminuzione delle attività di
ricerca e di quelle collegate di trasferimento che annualmente, rispetto
all'Europa, vedono ora mancare attività per circa 75 mila anni/uomo,
con la perdita di una collegata, ampia e crescente, capacità innovativa
e formativa di alto livello, su estesi settori di popolazione e di imprese,
le quali diventano incapaci di assorbire, oltre che produrre, innovazioni.
Ciò ha conseguenze dirette sulla competitività e sulla creazione
di nuovo lavoro in settori ad alto valore aggiunto.
Il minore investimento pubblico e la conseguente
minore disponibilità di risorse umane ben preparate, stanno, infatti,
frenando sempre di più la capacità innovativa delle imprese
e dei servizi che, a loro volta, diminuiscono gli investimenti in ricerca
e in formazione, rivolgendosi, in modo crescente all'importazione di tecnologie
e conoscenze esterne. L'invecchiamento delle risorse umane nella ricerca
e la conseguente rapida crescita dei pensionamenti stanno portando ad un'emorragia
di persone che ormai supera le residue capacità di formazione, con
un ciclo negativo crescente.
Questa situazione di collasso diverrà
irreversibile in mancanza di un intervento immediatamente operativo, che
riporti la spesa statale a un livello equivalente a quello del 1995, con
un aumento, quindi, di almeno 4.500 miliardi di lire nel 2001 e con un'ulteriore
convergenza verso i livelli medi europei entro i successivi cinque-sei anni.
Questi interventi sono indispensabili anche per riattivare una crescita
degli investimenti privati verso la ricerca e l'alta formazione, come avviene
in tutti gli altri paesi europei, avviando un ciclo virtuoso di compartecipazione
e crescita, che diminuisca l'impegno relativo dello Stato.
Il rafforzamento degli investimenti nella
ricerca di base è in atto in tutti gli altri paesi europei e la sua
importanza è stata, recentemente e unanimemente, sottolineata dal
vertice dei paesi europei a Lisbona, da una specifica mozione del Parlamento
Europeo e dall' OECD.
Per quanto sopra, i sottoscritti si rivolgono
al Capo dello Stato e al Governo nella sua collegialità per chiedere
che la programmazione a breve termine e le previsioni finanziarie includano
subito questi provvedimenti non più procrastinabili. Rinviano, per
le valutazioni e gli argomenti dettagliati, alle linee guida del Programma
Nazionale della Ricerca presentate al CIPE dal Ministro dell'Università
e della Ricerca Scientifica e Tecnologica e recepite da tale organismo il
25 maggio 2000.
Il documento è sottoscritto da:
Prof. Lucio Bianco, Presidente Consiglio Nazionale delle Ricerche,
Prof. Carlo Calandra Buonaura, Presidente Istituto Nazionale per la Fisica
della Materia, Prof. Adriano De Maio, Rettore Politecnico di Milano.
Prof. Sergio De Julio, Presidente Agenzia Spaziale Italiana, Prof.
Enzo Iarocci, Presidente Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Prof.
Luciano Modica, Presidente Conferenza dei Rettori delle Università
Italiane, Prof. Sandro Pontremoli, Rettore Università di Genova,
Prof. Carlo Rizzuto, Presidente Società Sincrotrone di Trieste,
Prof. Carlo Rubbia, Presidente Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia
e l'Ambiente, Prof. Rodolfo
Zich, Rettore Politecnico di Torino.
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