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E | O | L | O | G | I | A | M | A | R | I | N | A |
| di Enrico
Bonatti*, Luca Gasperini**,
Marco Ligi*** e Mariangela Ravaioli**** * Direttore dell'Istituto di Geologia Marina del CNR, Bologna ** Tecnico Geofisico presso lo stesso Istituto *** Ricercatore presso lo stesso Istituto **** Sostituto del Direttore e Ricercatore presso lo stesso Istituto |
I due terzi oscuri del nostro Pianeta:
la geologia della Terra sommersa
Premessa
La conoscenza dei processi fisici, chimici e biologici che regolano l'evoluzione del nostro Pianeta sarà nel futuro sempre più importante per poter assicurare la continuazione ed il progresso della vita sulla Terra; questa conoscenza dovrà, quindi, sempre più condizionare ed ispirare le decisioni politiche delle nazioni. Poiché i due terzi della Terra sono coperti dalle acque, è ovvio come la conoscenza dei fondi marini ed oceanici sia essenziale per poter capire come funziona il pianeta Terra. L'obiettivo primario dell'Istituto di Geologia Marina (IGM) del CNR di Bologna è quello di contribuire all'acquisizione di queste conoscenze (fig.1).

Fig. 1: linee di ricerca dell'Istituto di Geologia Marina
L'esplorazione della geologia degli oceani negli ultimi 30 anni ha costituito una grande avventura intellettuale che ha portato ad una rivoluzione scientifica culminata con una teoria che spiega processi, quali la deriva dei continenti, la distribuzione della sismicità e del vulcanismo, il sollevamento di catene montuose (Alpi, Himalaya, Ande) etc. L'Istituto contribuisce al raffinamento ed al progresso di queste idee con ricerche negli oceani periantartici, nell'Atlantico meridionale e centrale e nel Mar Rosso, ricerche che si svolgono in un clima di vivace collaborazione/competizione internazionale. Nell'ambito di queste ricerche l'IGM ha condotto, recentemente, spedizioni nell'Atlantico meridionale e centrale, in collaborazione con varie istituzioni europee e americane (fig.2).
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Fig.2: La terra vista dalla luna |
L'Istituto ha una serie di progetti di ricerca nel Mediterraneo e nei mari italiani, dove vengono svolti temi quali: definire le strutture e la sedimentazione nei margini continentali italiani; mettere in luce le variazioni climatiche degli ultimi 100 mila anni (che ci aiuteranno a predire il clima futuro della Terra e a valutare l'importanza dell'"effetto serra") etc. L'Istituto svolge anche programmi di geologia marina costiera ed ambientale, sia nei mari antartici sia nei mari italiani, in particolare in Adriatico, dove vengono studiati gli scambi aria/acqua/sedimenti e l'influenza antropica sull'ecosistema marino. In collaborazione con il Servizio Geologico Nazionale, è inoltre attivo un progetto pilota di cartografia geologica dei mari italiani. Le ricerche di geologia marina non solo aumentano le nostre conoscenze di base, ma hanno un'importante valenza applicativa. Ad esempio, gli studi sulla geologia, sul vulcanesimo e sulla sismicità del Tirreno hanno delle ricadute importanti per capire la geologia della terraferma, la distribuzione dei terremoti, l'origine degli tsunami (onde anomale provocate da un maremoto o da un terremoto sottomarino) etc. Un esempio ancora più concreto: per la localizzazione ed il recupero dell'aereo precipitato vicino ad Ustica nella tragedia del 1980, erano necessarie tecnologie sofisticate simili ad alcune di quelle usate in geologia marina. L'Italia si è dovuta rivolgere a gruppi francesi ed inglesi per tali operazioni, perché queste tecnologie mancavano nel nostro Paese.
L'Istituto di Geologia Marina sta tentando di formare una nuova generazione di studiosi che possano continuare lo sviluppo di questa disciplina in Italia e mantenerla al livello di quella dei maggiori paesi europei.
Nelle pagine che seguono si accenna brevemente ad
alcune delle recenti ricerche realizzate dall'Istituto, afferenti alle varie
discipline che affrontano studi dagli ambienti oceanici a quelli lagunari. ![]()