A R E E   D ELLA   R I C E R C A

 C A G L I A R I 

a cura di Rita Bugliosi

È piccola ma con servizi

di ottimo livello

"Il suo principale problema ­ dice il direttore, il dottor Giuseppe Dalu ­ è la carenza di personale. Le strutture nella maggior parte dei casi non hanno personale addetto e ciò rende difficoltoso il loro utilizzo"

 

LA SCHEDA
AREA DELLA RICERCA DI CAGLIARI 

ISTITUTI

Istituto di Ricerche sulle Talassemie ed Anemie del Mediterraneo (ITAM)

Istituto sui Rapporti Italo-Iberici (IRII)

CENTRI

Centro per la Neurofarmacologia

Centro di Studi Geominerari e Mineralurgici

 

Direttore, l'Area non ha ancora una sistemazione definitiva, ma esiste ufficialmente dal 1991. Qual è attualmente la situazione?

Effettivamente l'Area non ha ancora dei locali adeguati ad ospitare, oltre ai suoi uffici e ai servizi, anche gli Istituti e i Centri che ad essa afferiscono; sin dalla sua nascita è infatti ospitata nei locali messi a disposizione dalla Regione Sardegna.

Malgrado ciò, la struttura mette a disposizione degli organi cagliaritani servizi di ottimo livello.

Innanzitutto vorrei ricordare il Centro di Calcolo dotato di un server multiprocessore SUN 4500 ad elevata velocità di elaborazione, di una memoria RAM di oltre 1,5 Gb e di quattro unità disco da 9 Gb. Il calcolatore è collegato, con una rete locale Ethernet, ad altri due calcolatori con i quali può scambiare dati e condividere le periferie; è fornito di programmi per il calcolo parallelo, per l'elaborazione di immagini, per la grafica, oltre ai programmi di uso più comune. Il Centro di Calcolo è attualmente sufficiente per le esigenze dell'utenza, anche quando vengono richieste simulazioni con modelli numerici sofisticati. Al Centro sono collegati, naturalmente, gli Istituti del CNR di Cagliari, con linee dedicate, Istituti che possono così accedere anche alle reti scientifiche nazionali ed internazionali.

L'Area possiede, inoltre, una Biblioteca informatizzata il cui patrimonio culturale, messo in rete, è accessibile dall'esterno. Per ora possono usufruire dei volumi e delle riviste solamente gli organi afferenti, ma una volta risolto il problema della sicurezza, il patrimonio librario sarà a disposizione di quanti saranno interessati a consultarlo per motivi di studio e di lavoro. Non bisogna dimenticare, infatti, che l'Area sta catalogando anche la Biblioteca dell'Istituto sui Rapporti Italo-Iberici, che ha circa tredicimila volumi, tra cui opere uniche o di grande interesse.

L'Area, infine, ha un'"aula corsi" attrezzata con tutti gli strumenti necessari per organizzare conferenze o videoconferenze, oltre che, ovviamente, seminari formativi.

A questo proposito vorrei ricordare che l'Area ha organizzato numerosi corsi di informatica per i dipendenti CNR, in modo da rendere loro di facile utilizzo gli strumenti a disposizione.

Negli stessi locali sono, poi, stati organizzati alcuni corsi sulla sicurezza del lavoro tenuti da esperti, che hanno affrontato i vari aspetti, da quello normativo e legale a quello di primo soccorso.

Biblioteca
biblioteca

L'Area, mi sembra di capire, ha tutti gli strumenti per svolgere a pieno regime la sua attività. Per quale motivo non riesce allora ad avere un ruolo significativo nella Regione?

Il principale problema dell'Area e, di conseguenza, l'ostacolo più grande al suo sviluppo è costituito dalla carenza di personale. Le strutture a disposizione nella maggior parte dei casi non hanno personale addetto e ciò rende più difficoltoso il loro utilizzo da parte degli utenti.

È quanto si è verificato, ad esempio, per il Centro di Calcolo, per il quale assai spesso sono io a dovermi mettere a disposizione degli utenti, senza peraltro avere il tempo e talora le competenze adeguate per risolvere i problemi e le difficoltà che di volta in volta emergono. Ci si appoggia quindi spesso ad interventi esterni a contratto.

Anche l'attività amministrativa, di contabilità e di segreteria è svolta da una sola persona che, come può immaginare, si trova a dover affrontare una mole di lavoro non indifferente.

I problemi di gestione interna della struttura limitano, quindi, i rapporti con la realtà produttiva territoriale, che potrebbe trarre giovamento dai servizi offerti dall'Area e dalle competenze presenti negli organi ad essa afferenti. È tuttavia già molto attiva e sviluppata la collaborazione con l'Università di Cagliari, collaborazione che ha permesso anche la realizzazione di ricerche finanziate dalla Comunità Europea.

Biblioteca
centro di calcolo

Quale pensa sarà il futuro di questa struttura, alla luce anche della riorganizzazione dell'Ente?

L'Area della Ricerca di Cagliari ha delle enormi potenzialità ed è, indubbiamente, sotto utilizzata. Tuttavia, non è possibile fare di più con il personale attualmente a disposizione, quasi tutto esterno. Credo, quindi, che, se non ci saranno nuove assunzioni, la struttura non abbia possibilità di crescere, malgrado il fatto che gli Istituti e i Centri ad essa afferenti siano validi e la loro attività sia di statura internazionale.

Il CNR sta introducendo notevoli cambiamenti a tutti i livelli, ma non mi è ancora chiaro quale sarà il ruolo delle Aree della Ricerca nella nuova organizzazione dell'Ente.

L'idea base che portò alla realizzazione delle Aree è buona e più che mai attuale, credo, quindi, che sarebbe utile un loro potenziamento. fine articolo

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