B R E V E T T I |
| di Paolo Bacchin Collaboratore dell'Istituto di Studi sulla Ricerca e sulla Documentazione Scientifica del CNR, Roma |
Iniziative del CNR
a favore dell'innovazione
tecnologica e creazione
di imprese Hi-Tech
|
Molte imprese italiane si trovano attualmente in una fase critica che esige profondi mutamenti, soprattutto in relazione alla globalizzazione dei mercati e alla competitività senza frontiere del sistema produttivo in generale. In questo contesto, il problema della valorizzazione dei risultati della ricerca scientifica, in termini di tecnologie innovative da offrire alle nostre imprese, appare sempre più urgente, e lo prova il susseguirsi di convegni e tavole rotonde che si vanno facendo sull'argomento, e il quotidiano richiamo (vox clamantis in deserto ) da parte di esponenti del mondo scientifico al mondo politico, imprenditoriale e finanziario. Il Cnr ha dimostrato sempre una grande attenzione ai bisogni espressi dal mondo imprenditoriale, ed in particolare dalle piccole e medie imprese (Pmi). In Italia, le Pmi costituiscono circa il 70% della produzione di beni e servizi e per loro l'acquisizione tempestiva di nuove tecnologie è di capitale importanza, al fine di poter conseguire o mantenere una posizione di competitività sul mercato nazionale ed internazionale. Come risultato di un Progetto Strategico del CNR ("Utilizzazione e trasferimento dei risultati della ricerca"), coordinato dal Prof. Luciano Caglioti, avente l'obiettivo di facilitare la collaborazione tra ricerca pubblica e mondo industriale, l'Istituto di Studi sulla Ricerca e Documentazione Scientifica (ISRDS)del CNR ha creato la Banca Dati Trasferimento Tecnologico (BDTT) che contiene attualmente circa 9000 schede informative su progetti di ricerca scientifica. Operativamente il progetto è consistito in una rilevazione che ha coinvolto l'intera comunità scientifica nazionale con l'invio a circa 15.000 ricercatori appartenenti all'Università e agli Enti di ricerca, di un questionario ridotto all'essenziale di una pagina in cui si chiedeva di notificare, in modo molto sintetico, oltre naturalmente alle proprie coordinate e al titolo della ricerca, i risultati della stessa, i futuri prevedibili sviluppi, i brevetti conseguiti, le eventuali industrie o settori da coinvolgere, e una serie di parole chiave per la ricerca in atto. L'iniziativa ha riscosso un notevole successo, testimoniato dal gran numero di risposte da parte dei ricercatori italiani, su base volontaria, il che dimostra il loro interesse alla pubblicizzazione ed al trasferimento dei risultati ottenuti. Raggruppate per grossi settori, le percentuali di schede acquisite sono state:
La BDTT, di cui è previsto un periodico aggiornamento attraverso l'uso della posta elettronica, è stata consegnata a circa 60 organismi preposti al trasferimento tecnologico e disponibili alla collaborazione: Associazioni di categoria, Camere di commercio, Aree della Ricerca CNR, Relay center, Parchi tecnologici, imprese di TT (Trasferimento Tecnologico) pubbliche e private e strutture di "incubazione aziendale" quali i Bic (Business Innovation Centers), interessate alla realizzazione di fattivi incontri tra domanda e offerta. La BDTT è ora accessibile presso il sito web del Poligrafico dello Stato: http://bdtt.ipzs.it/bdtt/bdtt. L'utente può interrogare la banca dati ed avere quindi le informazioni necessarie per contattare ricercatori e specialisti in tutti i settori delle tecnologie inerenti l'innovazione e lo sviluppo industriale. Recentemente il CNR ha avviato un'altra iniziativa relativa alla possibilità di valorizzare e utilizzare i risultati della ricerca scientifica in termini di spinoff, consapevole che i grandi mutamenti tecnologici verificatisi negli ultimi decenni hanno spesso preso origine dalla utilizzazione di risultati conseguiti in laboratori accademici, che si sono rivelati quali base scientifica di piccole imprese hitech. L'Ente è consapevole, inoltre, che il rapporto tra il mondo che genera conoscenza (Università, Centri di ricerche) e il mondo che dovrebbe tradurre queste conoscenze in sistemi applicativi (Imprese), è difficile e molto fragile, come un delicato meccanismo che in Italia non si è riusciti ancora a far funzionare. |
Essenziale, in questo contesto, è la disponibilità di capitali, in termini di capitali di rischio (venture capitals) che si sono rivelati uno strumento molto efficace per lo sviluppo dell'economia di molti paesi occidentali. Servono, quindi, "capitali intelligenti" in grado di selezionare le migliori opportunità e di saperle affiancare fornendo non solo supporto finanziario. Prima negli Stati Uniti, poi in Gran Bretagna e più recentemente nell'Europa continentale e in Israele, gli investimenti in nuove iniziative imprenditoriali, effettuati dagli operatori di capitali di rischio, hanno contribuito a dare un forte impulso ai settori ad alta tecnologia, come l'informatica, le telecomunicazioni o le biotecnologie, settori strategici e trainanti per l'intero sistema economico. Un recente studio presentato al convegno "European venture capital: financing innovation for longterm growth", ha analizzato l'attività brevettuale di 530 imprese americane (area Middlesex County del Massachusetts) di cui 122 finanziate con venture capital, al fine di capire se queste siano state più innovative delle altre. Il risultato ha dimostrato che un dollaro di venture capital porta ad una produzione di brevetti di cinquedieci volte superiore a un dollaro speso in R&D finanziata tradizionalmente. I brevetti hanno anche un valore maggiore e sono più frequentemente citati nelle richieste di brevetti successivi. Inoltre, le imprese finanziate con venture capital risultano più aggressive, in quanto la velocità con cui arrivano a portare i nuovi prodotti sul mercato è superiore a più del triplo rispetto a quella delle altre imprese finanziate tradizionalmente. Uno studio analogo riguardante attività di venture capital nel bacino hitech della Silicon Valley ha confermato i medesimi dati delle imprese dell'area di Boston. Il CNR, grazie al nuovo ordinamento (Decreto Legislativo 30 gennaio 1999 n· 19: "Riordino del Consiglio Nazionale delle Ricerche"), potrà d'ora in poi stipulare, secondo criteri e modalità determinati con proprio regolamento, accordi e convenzioni, partecipare o costituire consorzi, fondazioni o società con soggetti pubblici e privati, italiani e stranieri, utilizzando a questo fine, temporaneamente, personale e attrezzature dell'ente e disciplinando autonomamente con le controparti le questioni relative ai diritti di proprietà. Da ciò consegue una reale valorizzazione delle ricerche e dei ricercatori in termini imprenditoriali, favorendo anche la creazione di imprese hitech avvalendosi di ogni possibile collaborazione, in un contesto di azioni che non può essere che articolato e pragmatista. A questo proposito, è stata attivata, direttamente presso la Presidenza del CNR, una raccolta di proposte aperta a tutti i ricercatori pubblici. Condizione necessaria per un'azione del genere è la raccolta di proposte idonee, intendendo, come tali, proposte suscettibili di generare una piccola, anche microscopica, impresa, nella quale il CNR potrà partecipare direttamente, o potrà stimolare l'intervento di altri. Gli argomenti devono avere, o prevedere, una solida copertura brevettuale, il che significa che i risultati devono essere stati brevettati, o non devono essere stati anticipati in pubblicazioni, convegni o altro. Il brevetto, infatti, è lo strumento giuridico che consente, a chi ha realizzato un'invenzione, di ottenere il diritto di produrre e commercializzare in esclusiva il trovato che ne forma oggetto, nello Stato nel quale il brevetto è stato richiesto. Prima di avviare comunque le procedure di brevetto è opportuno accertarsi, mediante l'ausilio di banche dati gestite dalle Camere di Commercio, che non esistano brevetti o marchi anteriori identici al proprio. Le proposte, che verranno esaminate in un contesto anch'esso articolato e pragmatista, e che saranno giudicate idonee, saranno oggetto di sviluppi operativi da concordare tra il CNR e gli inventori o i proprietari. I ricercatori che intendano partecipare a questa iniziativa possono entrare nel sito: http://www.presidenza.cnr.it/progetto, compilare il modulo allegato e restituirlo cliccando "submit". Con il decreto legislativo del 27 luglio 1999,
elaborato dal MURST (Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica
e Tecnologica), che razionalizza tutte le normative in materia relative
agli ultimi trent'anni, e che rilancia gli investimenti per le innovazioni
e la tecnologia, finalmente abbiamo ora a disposizione un supporto legislativo
adeguato per poter iniziare un'attività di spinoff significativa.
Il provvedimento prevede, infatti, la creazione di consorzi tra università,
enti di ricerca e imprese con la possibilità di coinvolgere anche
il mondo della finanza: banche, società di assicurazione, fondi mobiliari
chiusi, società finanziarie per l'innovazione e lo sviluppo (art.2). |