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di Silvia Sara Canetto
Docente di Psicologia Clinica presso la Colorado State University, Fort Collins, Colorado, USA.

 

Sguardi differenti, nuove prospettive sulla soggettivita' femminile

possibile individuare e valorizzare le caratteristiche `storiche' dell'identità femminile l'attenzione alla cura, ai rapporti interpersonali, all'ascolto, alle emozioni senza ricadere in stereotipi, ma centrando questa operazione su una autonomia che prende in mano la propria storia? O non è forse questa una scelta politica più che individuale per salvaguardare legami comunitari a rischio di dissoluzione? E non si accentuano in tal modo presunte virtù femminili a danno di un'analisi più realistica e complessa, che deve esser condotta su entrambi i sessi?" (Anna Finocchiaro, già Ministro per le Pari Opportunità, in D'Amico e Bimbi, 1998, p. 10). Queste sono le questioni di cui tratta il libro Sguardi differenti: Prospettive psicologiche e sociologiche della soggettività femminile, edito nel 1998 (Franco Angeli, Milano), a cura di Rita D'Amico, dell'Istituto di Psicologia del CNR, e Franca Bimbi, del Dipartimento di Scienze Politiche dell'Università di Padova. Nel libro vengono affrontate tematiche di grande attualità, con una visione interdisciplinare che caratterizza gli studi sulle donne o "Women's Studies". Nella prima parte del volume, "Nodi dell'identità", si mettono in discussione alcuni degli assunti chiave delle scienze psicologiche e sociali a proposito della soggettività femminile. Tra questi assunti c'è l'idea che le donne sono troppo e inutilmente emotive, nonché l'idea che le donne sono (ancora troppo, naturalmente) legate agli altri, sensibili al giudizio altrui, dipendenti. La seconda parte del libro, "Elaborazione del disagio", offre un'analisi storica e culturale del disagio psicologico delle donne, con saggi su identità e salute mentale, su alcune forme di espressione della psicopatologia femminile, e sulla violenza sessuale contro le donne. Nell'ultima parte del libro, "Processi di cambiamento" troviamo invece riflessioni su temi più esplicitamente politici, e su situazioni di oppressione, resistenza e trasformazione. Ad esempio, un saggio considera la costruzione dell'identità e le strategie di sopravvivenza di donne soggette a condizioni sociali dichiaratamente patriarcali; un altro capitolo presenta gli effetti positivi del "fare politica" per le donne, e in particolare per la loro identità, benessere individuale, e senso di empowerment o efficacia personali; in sintesi, il libro è un'antologia di idee generate da discipline con tradizioni epistemologiche e metodologiche diverse. Al tempo stesso, queste idee di diversa origine si intrecciano a produrre una complessa visione sincretica. Il volume contiene, inoltre, risultati di studi condotti non solo in Italia, ma anche all'estero. Dal mio punto di vista, l'opera risulta particolarmente interessante laddove emergono contributi originali basati su riflessioni teoriche e risultati di ricerca che caratterizzano gli studi sulle donne in Italia. Gli studi sulle donne o "Women's studies" costituiscono da tempo una realtà di ricerca e di insegnamento rilevante e ufficialmente riconosciuta in molte università statunitensi. 

copertina libro

 

Nell'Università di Stato del Colorado (USA), dove sono docente di psicologia clinica, c'è un programma interdisciplinare di Women's Studies, cui contribuiscono vari dipartimenti: il dipartimento di psicologia vi partecipa con corsi di psicologia della donna. Vivendo negli Stati Uniti, dopo una laurea italiana e un dottorato statunitense, da anni cercavo delle prospettive, squisitamente italiane, sull'esperienza femminile e sulle differenze/somiglianze tra uomini e donne - che costituiscono la mia area di ricerca - prospettive che andassero oltre ciò che di solito si legge nei testi in lingua inglese. Ho trovato le voci che aspettavo nel libro di D'Amico e Bimbi, le colleghe con cui spero di iniziare un dialogo. Mi auguro che il libro venga tradotto in inglese per consentire lo scambio e la circolazione di idee a livello internazionale. Il libro di D'Amico e di Bimbi costituisce un'eccellente risorsa per studiosi delle varie discipline psicologiche e sociali, ne raccomando vivamente la lettura.
Il tentativo è stato quello - sottolineato peraltro in numerose relazioni - di abbattere tanto gli steccati che troppo spesso dividono gli specialisti all'interno del campo umanistico, quanto i bastioni che oppongo gli umanisti agli studiosi delle discipline scientifiche. L'esigenza diviene vivissima nel momento in cui si deve operativamente intervenire per la salvaguardia, la tutela e l'eventuale riuso di un edificio di età medievale. Il possibile contributo di numerose - e talora insospettate - competenze e tecnologie è stato illustrato nel corso del Convegno: non bisogna mai oscurare del tutto la coscienza della finalità per cui un edificio castellare venne edificato e quindi rimaneggiato nei secoli; lo studio archivistico e architettonico, nonché quello diretto dei materiali edilizi superstiti, permettono l'accertamento delle diverse fasi di sviluppo; neppure può mancare un attento esame delle caratteristiche geologiche del sito dell'edificio e di quelle litologiche dei materiali utilizzati; anche la biologia e la chimica diventano discipline indispensabili per un corretto studio - e quindi intervento - sugli agenti che determinano numerose situazioni di degrado.
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