A R E E   D ELLA   R I C E R C A

N A P O L I   2

di Umberto Siola
Presidente del Comitato d'Area, Area della Ricerca di Napoli del CNR

 

L'Area: un complesso rappresentativo
nei confronti delle istituzioni
"La ragione prevalente della creazione di queste strutture - dice il prof. Siola - è la volontà di attribuire un maggior peso nel territorio agli insediamenti scientifici, sempre nella logica dell'autonomia
di ciascun organo"
criomagnete

Criomagnete superconduttore operante a 55 MHz sul protone

Nel momento in cui si registra una concreta attività legata al potenziamento e ad un generale riassetto degli Istituti e dei Centri di ricerca è utile fare il punto sul senso che tali operazioni assumono rispetto ad una lettura del territorio nel suo complesso. Con il passare del tempo, la scelta di raggruppare il complesso di Istituti e di Centri in Aree della Ricerca nelle grandi realtà urbane del Paese sta assumendo un nuovo significato. La creazione di servizi comuni agli Istituti ed ai Centri, tesa ad un loro migliore funzionamento e ad un minor costo complessivo di esercizio, non sembra essere la ragione prevalente di tale scelta. Sembra prevalere invece la volontà di attribuire un maggiore peso nel territorio a questi insediamenti che, sempre nella logica dell'autonomia di ciascuno di essi, ne accresca il valore di rappresentatività e, quindi, di significato nei confronti delle istituzioni che governano il territorio stesso. È evidente che in tale logica il problema centrale è nel raccordo con la situazione territoriale, nelle sue specificità socio-economiche e nei suoi caratteri storico-politici. L'Area di Napoli ha da qualche anno dato l'avvio ad una serie di iniziative orientate in questo senso attraverso un insieme di protocolli di intesa e di convenzioni con il Comune, la Regione e l'Università "Federico II". Tale collaborazione ha portato ad una maggiore visibilità delle strutture del CNR che, senza sminuire in alcun modo le autonomie di ciascuna delle istituzioni coinvolte, ne ha certamente incrementato le potenzialità in più direzioni. Un risultato immediato di tale politica gestionale è rappresentato dai nuovi rapporti istituzionali avviati di recente con il Comune di Napoli e con la Regione.

computerReparto di videoproduzione

Il protocollo di intesa con il Comune ha avviato a soluzione il problema della sede dell'Area di Bagnoli. Circa quattordici Istituti, più i servizi di Area, si andranno ad insediare nelle zone della ex-Italsider completamente bonificate e libere dalle funzioni industriali. L'Istituto Motori a Fuorigrotta, il "Geomare Sud" nell'area italiadel Porto con accesso alle banchine e il polo di via Pietro Castellino completeranno in maniera organica il piano insediativo. L'utilizzo di alcuni spazi nell'area dell'ex-Olivetti va considerato transitorio, dal momento che è previsto, in una seconda fase, l'incremento dell'insediamento di Bagnoli per dare una sede definitiva alle strutture oggi precariamente ospitate ad Arco Felice.

LA SCHEDA

Area della Ricerca di NAPOLI

ISTITUTI

CENTRI

  • Centro di Studio per il Calcolo Parallelo e i Supercalcolatori (CPS)
  • Centro di Studio per l'Endocrinologia e l'Oncologia Sperimentale (CEOS)
  • Centro di Studio per la Medicina Nucleare (CMN)
  • Centro di Studi sulle Tecniche di Lotta Biologica (CeTeLoBi)
  • Centro di Studi Vichiani (CESVI)
  • Centro di Studi di Biocristallografia (CB)

Il secondo risultato significativo è dato dal rapporto con la Giunta Regionale. Già con la precedente Giunta l'Area di Napoli aveva avviato un protocollo di intesa che aveva contribuito in maniera significativa alla concessione di finanziamenti europei al CNR napoletano. Dallo scorso aprile, con la nuova Giunta, si è avviato un rapporto di più stretta collaborazione e consulenza, sia per orientare le scelte politiche, partecipando direttamente ad organismi di consulenza, sia attraverso l'elaborazione di studi e ricerche strettamente connessi alle esigenze di formazione in ambito regionale.

Da tutto ciò emergono con chiarezza le potenzialità del ruolo che l'Area della Ricerca del CNR può assumere in ambito sia regionale sia comunale ed è evidente, quindi, che è assolutamente necessaria la collaborazione di tutti per proseguire in questo cammino. fine articolo

 

 

 

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