A R E E D I R I C E R C A |
N A P O L I 1 |
| a cura di Rita Bugliosi |
| Nasce a
Napoli d'idea di creare le Aree
|
"Sebbene il progetto di dare vita a strutture unitarie che raccogliessero tutti gli Istituti e i Centri di una zona sia nata proprio nel capoluogo campano - dice il direttore professor Quagliarotti - la città non ha ancora un'Area per la difficoltà di individuare una localizzazione che possa soddisfare le esigenze di tutti gli Organi" |
È, per numero di Istituti afferenti, l'Area della Ricerca più grande del CNR. Ad essa fanno capo infatti ben ventitré Istituti e sei Centri, attualmente sparsi in vari punti della città, nella provincia di Napoli e, alcuni di essi, fuori del capoluogo campano. E proprio nell'ampiezza dell'Area va individuata una delle cause principali che ha reso difficile finora raggruppare tutti gli Organi in un'unica sede.
Tuttavia, malgrado manchi, a tutt'oggi, una localizzazione unitaria e molti degli Istituti non operino in condizioni strutturali ottimali, il CNR costituisce un buon punto di riferimento in città e nella regione.
Anche i risultati scientifici raggiunti indicano livelli di eccellenza di molti degli Organi napoletani, le cui competenze possono contribuire efficacemente allo sviluppo del territorio.
Dell'Area, della sua situazione attuale e degli sviluppi futuri abbiamo parlato con il direttore, il professor Giancarlo Quagliarotti.
Sorgente dello
Spettrometro
di massa ZABT
Direttore, sebbene non abbia ancora una sede unitaria, l'Area della Ricerca di Napoli è una delle più antiche del CNR; qual è la sua storia e, soprattutto, qual è la situazione attuale?
L'idea di dare vita ad Aree della Ricerca nasce
proprio a Napoli, nei primi anni '60, ad opera dei professori Eduardo Caianiello, Adriano
Buzzati Traverso e Alfonso Maria Liquori.
Nel capoluogo campano, infatti, si era pensato di edificare l'Area nella zona della Mostra
d'Oltremare. Questo progetto inizialmente sfumò, poi nel 1974 nacque l'Area della Ricerca
di Arco Felice che divenne, nel 1976, Area della Ricerca di Napoli.
All'Area attualmente fanno capo sei Centri e ventitré Istituti, ventuno dei quali,
distribuiti in varie zone della città, disegnano sul territorio una realtà scientifica
molto variegata.
L'Istituto di Scienza dell'Alimentazione e l'Istituto di Ricerche sulle Dinamiche della
Sicurezza Sociale, hanno invece sede fuori della città di Napoli, rispettivamente ad
Avellino ed a Penta di Fisciano, in provincia di Salerno.
La particolare composizione dell'Area, che abbraccia numerosi settori, dall'agrario
all'ambientale, dall'economico al biotecnologico, dal giuridico all'informatico, ha in
parte contribuito ad ostacolare la realizzazione di un'unica struttura.
È risultato fino ad ora difficile individuare una localizzazione che potesse soddisfare
le esigenze logistiche dell'insieme degli Organi, per la varietà dei bisogni espressa da
ciascun ambito disciplinare.
Ora si è finalmente giunti ad una soluzione: il CNR ha recentemente stipulato una
convenzione con il Comune di Napoli e la Regione Campania, che consente di localizzare nel
quartiere di Bagnoli le sedi di molti degli Istituti afferenti all'Area.
Quest'area occupa solo dieci degli ottocento ettari che costituivano i cantieri
dell'Italsider, ex acciaieria napoletana, e si tratta di una parte non soggetta a
bonifica, nella quale, quindi, i lavori di ristrutturazione potranno iniziare al più
presto.
| LA SCHEDA |
Area della Ricerca di NAPOLI
CENTRI
|
Nell'attuale sede dell'Area, in via Pietro Castellino, è
in fase di realizzazione il polo biologico di cui faranno parte l'Istituto Internazionale
di Genetica e Biofisica, l'Istituto di Biochimica delle Proteine ed Enzimologia ed,
eventualmente, il Centro di Studio per l'Endocrinologia e l'Oncologia Sperimentale, il
Centro di Studio per la Medicina Nucleare, il Centro di Studi di Biocristallografia, oltre
ai servizi comuni di Area.
Nella fase intermedia, in attesa che sia pronta l'Area di Bagnoli, gli Istituti
attualmente localizzati ad Arco Felice, cioè, l'Istituto di Cibernetica, l'Istituto di
Chimica di Molecole di Interesse Biologico e l'Istituto di Ricerca e Tecnologia delle
Materie Plastiche, verranno trasferiti negli immobili della Olivetti, nel comune di
Pozzuoli.
Direttore, l'Area di Napoli ha servizi tecnico-scientifici di notevole livello; me ne vuole parlare?
I servizi all'interno dell'Area sono suddivisi in
tre settori: i Servizi Generali, il Servizio di Promozione Ricerca e Sviluppo ed i Servizi
Scientifici. Ai Servizi Generali fanno capo le attività amministrative e contabili, la
gestione del patrimonio e del personale.
Il Servizio di Promozione Ricerca e Sviluppo ha il compito statutario di promuovere il
trasferimento delle innovazioni tecnologiche e scientifiche, curare le relazioni esterne,
organizzare corsi, convegni e seminari, divulgare il sapere prodotto dagli organi di
ricerca attraverso l'uso di vari media tra i quali le videoproduzioni.
Il Reparto Trasferimento Innovazioni Tecnologiche, nato per stimolare la crescita del
tessuto scientifico del Meridione, costituisce un punto di riferimento territoriale per
quanti sono interessati ad utilizzare informazioni, conoscenze scientifiche, metodologie
innovative, generate da vari gruppi di ricerca del CNR.
Nel 1996, è stato, inoltre, istituito nell'ambito dell'Area lo Sportello dei Servizi
Tecnologici Qualità Ambiente e Mobilità, il cui obiettivo principale è quello di
favorire il dialogo tra il mondo della ricerca ed i settori esterni, in particolare con le
piccole e medie imprese.
L'Area della Ricerca è, infine, dotata di servizi scientifici ai quali possono accedere
sia i ricercatori degli istituti CNR sia gli utenti di istituzioni pubbliche ed industrie
del Mezzogiorno, che vi trovano apparecchiature d'avanguardia e personale specializzato:
il Servizio di Risonanza Magnetica Nucleare (NMR), il Servizio di Tecnologie Biomolecolari
(STB), il Centro Internazionale di Servizi di Spettrometria di Massa (CISESMA), il
Servizio Ricerca e Sperimentazione sull'Ambiente (SeRSA), ed il Centro Elaborazione Dati
(CED) e rete informatica.
Il Servizio NMR, situato presso l'Istituto di Chimica di Molecole di Interesse Biologico,
effettua collaborazioni e misure spettroscopiche richieste dall'utenza e sviluppa poi una
sua linea di ricerca relativa alla studio della struttura di organismi marini.
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| Stralcio aerofotogrammetrico in
scala 1:25000 IGM con l'individuazione del perimetro della proposta di area naturale
protetta del Monte Cocuzzo e Potante in provincia di Cosenza, effettuato dal servizio SeRSA |
Questo settore di ricerca è di estremo interesse
per lo studio dei metaboliti presenti in alcune specie e per il monitoraggio delle
condizioni ambientali del mare, fonte potenziale di nuovi farmaci ricavabili dalle
molecole biologicamente attive individuabili negli organismi marini.
Nel settore biomedico si è iniziata un'indagine sulle cellule tiroidee per riuscire ad
individuare parametri spettrali utili a diagnosticare vari tipi di patologie.
In campo alimentare si stanno effettuando esperimenti per standardizzare l'applicazione
della NMR alla caratterizzazione del contenuto lipidico di carni e latte di varie specie
animali, in modo da determinare, con una sola misura, la composizione in acidi grassi
saturi, monoinsaturi e polinsaturi e la loro distribuzione nei trigliceridi.
Per quanto riguarda invece il Servizio STB, che ha sede in via Pietro Castellino, lo scopo
è quello di fornire apparecchiature moderne e personale specializzato nel settore delle
biotecnologie, in grado di sviluppare progetti scientifici nazionali ed internazionali,
quali il progetto Genoma Umano, creare banche di dati biochimici e biologici a
disposizione delle varie utenze.
Le tecniche di sequenziamento del DNA e di identificazione di sequenze di DNA mutate,
coinvolte nelle malattie genetiche, trovano applicazioni nel campo della diagnostica
medica, nella zootecnia per il miglioramento genetico delle razze ed in agraria, dove
consentono di costruire organismi particolarmente resistenti alle forme di parassitismo
vegetale.
Di grande rilevanza è il Servizio CISESMA, nato nel 1983 come Servizio di Spettrometria
di Massa, a seguito di una convenzione tra il CNR e l'Università di Napoli "Federico
II", di cui in parte è ospite.
Questa collocazione si è rivelata di importanza strategica perché ha favorito
l'interazione con numerosi gruppi di ricerca nei settori della biochimica, della biologia
molecolare, della biochimica clinica e dell'igiene industriale.
La qualità delle attività tecnico-scientifiche del Servizio è stata riconosciuta quale
"facility di interesse internazionale" dall'Unione Europea, che lo ha
annoverato tra le prime diciassette grandi installazioni scientifiche europee.
Questo riconoscimento ha favorito l'espansione del Servizio e l'accrescimento della sua
dotazione strumentale.
Nel 1996 è stato trasformato in "Centro Internazionale Servizi di Spettrometria di
Massa" e dislocato in due poli: uno presso la facoltà di Medicina e Chirurgia
dell'Università "Federico II" e l'altro presso l'Area della Ricerca di Napoli.
La spettrometria di massa, che si caratterizza come settore interdisciplinare che consente
numerosi interventi, si è consolidato negli anni '90 con l'impiego di strumentazioni
innovative.
Il CISESMA in questi anni si è anche dedicato all'addestramento di una nuova generazione
di giovani ricercatori, italiani e stranieri, capaci di coniugare conoscenze chimiche,
biologiche ed ambientali con quelle di spettrometria di massa.
Vi è infine il SeRSA, sempre con sede in via Pietro Castellino, che nasce come Servizio
di Ricerca e Sperimentazione sull'Ambiente, con il compito istituzionale di fornire
supporto alle ricerche nel campo della tutela ambientale, diffondere gli studi svolti
presso gli Istituti ed i Centri del CNR, presso i Dipartimenti universitari e presso tutti
gli organi pubblici e privati impegnati nella ricerca per l'ambiente.
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Bidistillatore in funzione presso il Servizio di Tecnologie Biomolecolari, sezione per le ricerche genomiche e per il sequenziamento |
Da quanto fin qui mi ha detto risulta che vi sono rapporti intensi con il territorio; me lo conferma?
Effettivamente è così: rispetto ad un passato
non troppo remoto contiamo oggi su una notevole rete di rapporti, anche se esistono ancora
problemi sinergici con il mondo produttivo locale, specie con le piccole aziende, data la
difficoltà che queste hanno nell'esplicitazione della domanda.
Per superare quest'ostacolo abbiamo stabilito un'efficace collaborazione con la Camera di
Commercio, l'Unione Industriali, l'Agenzia Promozione Impresa (API), che fanno da tramite
tra noi e le imprese.
Un aiuto è venuto poi dal Progetto Strategico del CNR "Prototipo di struttura per il
trasferimento tecnologico", che ha avuto lo scopo di valorizzare, sul piano
nazionale, i risultati della ricerca dell'Ente attraverso una rete, i cui nodi sono
costituiti da Unità operative con sede appunto presso le Aree.
Quali ritiene siano gli interventi più urgenti da effettuare?
L'intervento più importante è senz'altro la
realizzazione di una sede adeguata per l'Area della Ricerca. Ciò consentirebbe di mettere
a disposizione degli Organi di ricerca, oltre a spazi ed apparecchiature scientifiche
adeguate al loro potenziale di ricerca, l'uso proficuo ed ottimale di servizi
tecnico-scientifici comuni.
Una tale organizzazione consente scambi
sinergici tra discipline affini, in ambienti di lavoro concepiti secondo standard di
sicurezza europei. ![]()