A R E E D I R I C E R C A |
B A R I |
| di Cecilia Saccone Presidente del Comitato d'Area, Area della Ricerca di Bari |
| Un centro
per lo sviluppo sostenibile dei Paesi avanzati |
L'area di Bari svolge un ruolo fortemente propulsivo in settori di vitale importanza per l'economia meridionale |
Con 11 Istituti, affiancati da 7 Centri, e il reparto sperimentale dell'IRSA, l'Area di Ricerca di Bari è un polo scientifico-tecnlogico che affronta problematiche di base e campi applicativi oggi ritenuti di primaria importanza per lo sviluppo sostenibile dei Paesi avanzati. Svolge un ruolo fortemente propulsivo in settori di vitale importanza per l'economia meridionale, quale quello chimico, ambientale, biotecnologico, medico, informatico, edilizio e soprattutto agroalimentare.
I
nodi nazionali EMBnet
L'agrobiologia è una componente di notevole spessore nel
complesso delle attività. Né poteva essere diversamente in una regione come la Puglia,
storicamente dedita all'agricoltura, con una consolidata tradizione accademica per le
scienze agrarie.
In questa come in altre direzioni, due aspetti fondamentali: l'interazione scientifica ed
i rapporti con il territorio. Da una parte si tende, ove possibile, ad affrontare
qualunque tematica con approcci interdisciplinari che possano poi favorire collaborazioni
e ricerche comuni. Dall'altra, si punta a valorizzare e a diffondere a livello
territoriale i risultati dell'attività di ricerca, promuovendo iniziative che coinvolgono
altre istituzioni: dall'università, alle industrie, agli enti locali.
Una delle iniziative più recenti in questo senso è stata la tavola rotonda dal titolo
"Nuove frontiere dell'agroalimentare: ricerca e produzione industriale", che ha
aperto il dialogo con il mondo industriale barese, i cui interessi sono rivolti anche ad
altri settori: chimico, edile, dei marmi.
La sala Corsi
Un valido strumento per il coinvolgimento del mondo scientifico e
non scientifico "esterno" è il giornale dell'Area, "Dimensione
Ricerca", che documenta e veicola le attività svolte dai nostri ricercatori, ma che
si pone anche come luogo di confronto e di dibattito su temi e problematiche di
particolare attualità.
L'informatizzazione della biblioteca permette una proiezione all'esterno in quanto
fornisce una banca dati che consente di ricercare, mediante Internet, i periodici e le
monografie disponibili sia all'interno dell'Area sia in alcuni suoi Istituti.
Non meno importanti e significativi sono i risvolti internazionali. L'Area della Ricerca
di Bari è stata scelta dal Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica e
Tecnologica come sede del nodo italiano del progetto EMBnet. In pratica, mette a
disposizione di tutta l'utenza nazionale, costituita da numerosi laboratori universitari e
centri di ricerca pubblici e privati, banche dati di biosequenze e programmi ad alta
caratterizzazione funzionale. I servizi di bioinformatica sono tutti accessibili via
Internet. Svolge inoltre attività di formazione, con corsi organizzati periodicamente
anche su richiesta e a domicilio degli utenti.
Partecipa poi al progetto europeo KEYnet, coordinato dall'EBI (European Bioinformatic
Institute) e finanziato fino al 2000 con i fondi del progetto BIOTECH (European Provision
of EMBL Data Library and Related European Information Services).
È ben nota l'importanza della bioinformatica per le ricerche e le applicazioni in tutti i
settori della biologia che necessitano di infrastrutture idonee; la presenza di tali
infrastrutture ed i servizi forniti mette l'Area barese all'avanguardia per le ricerche e
le applicazioni biotecnologiche.
Sempre in ambito internazionale l'Area della Ricerca di Bari collabora con lo Sportello
per la cooperazione scientifica e tecnologica con i Paesi del Mediterraneo del CNR (SMED),
contribuendo alla realizzazione del periodico Mediterranean Magazine, che fa
conoscere l'attività dello Sportello e dei suoi 70 "nodi" a tutti i Paesi
dell'UE e ai Paesi terzi.
In termini produttivi, dunque, l'impegno dell'Area di Ricerca di Bari può considerarsi
più che soddisfacente. Restano problemi e strozzature che sono, per altro, comuni alla
maggior parte degli organi del CNR e alle università in Italia. A cominciare dai
rallentamenti nell'intesa con il MISM (ex Ministero per gli Interventi Straordinari nel
Mezzogiorno), attualmente a carico del MURST (Ministero dell'Università e della Ricerca
Scientifica e Tecnologica), la cui attuazione risulta indispensabile per poter rimanere
competitivi. Ma ci sono anche "mali" specifici, come la mancanza di una sede
centralizzata o, quantomeno, di edifici idonei (problema che sembrerebbe attualmente in
corso di soluzione) per lo svolgimento della ricerca o come la difficoltà, ancora oggi,
di una ricerca interdisciplinare/multidisciplinare in campi che hanno in comune tecnologie
avanzate e che richiederanno invece un maggiore impegno di collaborazione per evitare
inutili duplicazioni di sforzi.