T E C N O L O G I A   E   I N N O V A Z I O N E

di Claudio Battistoni
Presidente del Comitato Nazionale per le Ricerche Tecnologiche e l'Innovazione del CNR

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Sempre più le piccole
e medie imprese cercano
la collaborazione con il CNR

Il Comitato Nazionale per le Ricerche Tecnologiche e l'Innovazione, fin dalla sua creazione nel 1963, è stato caratterizzato dall'interdisciplinarità delle competenze, riflesso della sua composizione, che ne ha fatto, per lunghi anni, la frontiera più avanzata del CNR nell'interazione con l'imprenditoria nazionale. L'evoluzione dell'organizzazione del sistema scientifico e, quindi, anche del CNR, la trasformazione dei processi produttivi in atto nel nostro Paese - con l'emergere di un ruolo sempre più rilevante giocato dalle PMI - la necessità di massimizzare gli output scientifici e tecnologici degli investimenti - sia in risorse umane sia finanziarie - sono i parametri che hanno guidato l'azione del Comitato negli ultimi quattro anni.

modello a reteIl modello organizzativo a rete

Per quanto riguarda i 17 Organi di Ricerca afferenti al Comitato - i risultati più significativi di alcuni dei quali vengono illustrati di seguito - è stata sviluppata un'approfondita e costante attività di monitoraggio che non si è limitata ad un'analisi dell'andamento delle attività di ricerca, ma spesso si è proposta di reinquadrare le "missioni" degli Istituti nel mutato contesto scientifico, stimolandoli ad aprirsi a nuovi campi di ricerca e di sviluppo tecnologico - più attuali nel quadro nazionale ed internazionale - anche in relazione al rispettivo "mercato" di riferimento.

In molti casi i risultati ottenuti sono stati di tutto rilievo e spesso il Comitato si è reso disponibile per incontri e riunioni presso le varie sedi, incontri che sono in genere coincisi con opportunità di confronto allargato con la comunità scientifica ed imprenditoriale.

Particolare attenzione è stata rivolta, stante la costante diminuzione di disponibilità di nuovo personale e di finanziamenti, all'ottimizzazione delle risorse comunque disponibili, anche attraverso il continuo stimolo e supporto al reperimento, da parte degli Organi di Ricerca, di finanziamenti esterni. A tale proposito può essere interessante notare come la percentuale media di autofinanziamento degli Organi afferenti al Comitato sia aumentata, nell'ultimo triennio, dal 39% al 44% come risulta dal conto consuntivo dell'Ente per gli anni in questione. Senza includere quanto direttamente investito per l'acquisizione di personale ex art. 23, che in taluni Organi risulta percentualmente rilevante e va interpretato in chiave certamente positiva.

In questo quadro, tutti gli Organi sono stati sottoposti ad una profonda rivisitazione scientifica che, in taluni casi, è sfociata in revisioni della "missione", in accorpamenti per integrazione o in progetti di nuova articolazione. Va dato atto che, nella maggior parte dei casi, la risposta del personale è stata positiva e propositiva.

Bioceramici: materiali e componenti sviluppati presso l'IRTEC. Pezzi porosi in idrossiapatite per riparazioni ossee; protesi del gomito e della mano in allumina; viti di fissaggio bioceramici

Sempre in questa ottica si è operato per la riorganizzazione scientifica degli Organi afferenti al Comitato in aree tematiche, attraverso la promozione di alcuni Istituti Nazionali di Coordinamento. In particolare, di concerto col Comitato Nazionale per le Scienze Chimiche, è stato promosso ed attivato l'Istituto Nazionale di Coordinamento su "Materiali Innovativi e Tecnologie Relative", che vede la partecipazione di 5 Organi di ricerca del Comitato. Sono stati poi promossi gli studi di fattibilità di altri due Istituti Nazionali, uno sulla Metrologia e l'altro sulle Tecnologie Industriali e la Produzione Sostenibile.

Accanto ad un ruolo di "guida" scientifica degli Organi ad esso afferenti, il Comitato ha sviluppato un'azione di revisione dei criteri di supporto alla ricerca extramurale, definendo nuovi settori di intervento e, nell'ambito di questi, stimolando la proposizione, anche da parte della comunità universitaria, di progetti di più ampio respiro e meno legati alla tradizionale dimensione del "gruppo di ricerca" o del singolo ricercatore.


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