A R E E   D I   R I C E R C A

B A R I 

a cura di Rita Bugliosi

Passa per Bari il network europeo

"L'European Molecular Biology Network - spiega il direttore - è una struttura bioinformatica che permette la connessione tra i vari laboratori europei interessati a scambiare dati e sviluppare prodotti nell'ambito della biologia molecolare e delle biotecnologie"

Nata da un accordo tra il Consiglio Nazionale delle Ricerche e il MISM (ex Ministero per gli Interventi Straordinari nel Mezzogiorno), l'Area della Ricerca di Bari è una delle strutture del CNR sorte al Sud per favorire lo sviluppo scientifico e tecnologico in questa zona del Paese.
Malgrado non sia dotata di una struttura architettonica unitaria, è caratterizzata da vitalità e da un livello scientifico elevato che la rendono visibile nel territorio.
Numerosi sono infatti i rapporti con il mondo produttivo locale e con gli enti istituzionali, che trovano nell'Area un valido interlocutore, in grado di fornire competenze scientifiche in vari settori, soprattutto in quello agroalimentare ed ambientale.
Per conoscere più a fondo questa realtà, evidenziarne i problemi e capirne l'evoluzione abbiamo incontrato il direttore, il dottor Vito Balice.

Direttore, qual è la storia dell'Area della Ricerca di Bari?

L`edificazione dell'Area della Ricerca di Bari fa parte dell'intesa di programma tra l`ormai scomparso MISM ed il CNR, che mirava a colmare il divario esistente tra Nord e Sud in merito agli investimenti ed al numero degli Istituti. A Bari l'obiettivo è stato sicuramente raggiunto: la struttura è infatti piuttosto ampia, raccoglie undici Istituti, la sezione sperimentale dell'Istituto per la Ricerca sulle Acque con sede a Roma e sette Centri, ed ha attualmente 300 unità di personale.

sala riunioniLa sala riunioni

Manca però ancora un edificio unico che ospiti in uno stesso luogo tutti gli Organi afferenti e i vari servizi. Inizialmente si era deciso per la costruzione di un edificio in un terreno situato presso la cittadella universitaria.
Problemi di vario genere hanno portato all'abbandono del progetto iniziale e alla decisione di acquistare e non più costruire la sede. Ciò ha comportato l'impiego di parecchio tempo per la ricerca di una costruzione adeguata, in grado di ospitare i molti laboratori. Si è quindi individuato un edificio idoneo e tra breve inizieranno i lavori di ristrutturazione, che devono essere completati entro il dicembre del 2001.
Sono convinto comunque che sarà possibile ultimarli prima della scadenza, così da consentire al più presto il trasferimento nella nuova sede della maggior parte degli Istituti.
Attualmente i vari Organi sono sparsi in diverse zone della città: nello stesso edificio in cui si trovano gli uffici dell'Area hanno sede anche l'Istituto di Elaborazioni di Segnali e Immagini e l'Istituto di Nematologia Agraria. Nel Campus universitario situato nei pressi dell'Area vi sono anche l'Istituto del Germoplasma, l'Istituto di Orticoltura Industriale e l'Istituto per lo Sviluppo di Metodologie Cristallografiche.
Di fronte al Campus ha sede l'Istituto di Matematica Applicata mentre l'Istituto per la Residenza e le Infrastrutture è in una zona periferica della città.
Fuori Bari hanno sede poi tre Organi afferenti all'Area: a Lesina (FG) ha sede l'Istituto per gli Ecosistemi Costieri, all'Aquila si trova l'Istituto sulla Tipizzazione Tissutale e i Problemi della Dialisi, che ha anche un reparto a Roma, ed a Chieti l'Istituto di Citomorfologia Normale e Patologica.

Quali difficoltà comporta questa frammentazione dell'Area e cosa si è fatto per ridurre i disagi?

Per cercare di ovviare a queste carenze l'Area ha effettuato alcuni interventi, innanzitutto ha creato una rete informatica locale che interconnette tutti gli Istituti con sede a Bari, che possono così dialogare.apparati per trasmissione dati

Apparati di trasmissione dati
dell'infrastruttura di rete geografica

Su indicazione dei vari Istituti, l'Area ha acquistato riviste e testi specializzati, dando vita così ad una biblioteca di alto livello, soprattutto nei settori agroalimentare ed ambientale, quelli più rappresentati nell'Area. Attualmente per consultare gli articoli cui sono interessati, i ricercatori debbono spostarsi dal proprio Istituto per raggiungere l'Area, dove ha sede la Biblioteca, tra breve però, gran parte della documentazione sarà a disposizione in versione telematica e potrà così essere visionata direttamente sul video del computer.
L'Area fornisce, inoltre, un servizio di document delivery, di articoli, di riviste e volumi della Biblioteca "G. Marconi" della sede centrale del CNR, articoli che sono così consultabili entro 24-48 ore dall'inoltro della richiesta.
L'Area è priva di una Aula Convegni vasta, mentre è dotata di una sala da 50 posti all'interno della biblioteca e di un Aula Didattica attrezzata con computer connessi in rete per lo svolgimento di seminari e corsi di formazione e di aggiornamento per i dipendenti.
Non va trascurata poi l'attività editoriale: l'Area cura la redazione di due riviste, Dimensione ricerca, un trimestrale creato allo scopo di far conoscere nel territorio le attività del CNR; e Mediterranean Magazine, un quadrimestrale che diffonde le iniziative dei partecipanti al Progetto Mediterraneo.
L'Area di Bari è, inoltre, il nodo italiano di EMBnet (European Molecular Biology Network). Si tratta della prima struttura bioinformatica europea ufficialmente riconosciuta. Essa permette, mediante l'utilizzo delle reti di comunicazione, la connessione tra i vari laboratori europei interessati a problematiche bioinformatiche, allo scopo di scambiare dati e sviluppare prodotti significativi nell'ambito della biologia molecolare e delle biotecnologie. L'idea di dare vita ad una simile infrastruttura è nata dall'esigenza di mettere a disposizione della comunità scientifica le banche dati di biosequenze aggiornate, così da distribuire quotidianamente dal nodo centrale (EMBL) ai vari nodi tradizionali gli aggiornamenti apportati alla banca dati.
A questo scopo l'Area ha ottenuto un finanziamento dall'U.E. pari a 250 milioni per il triennio 96-98, finanziamento che è stato esteso anche al 1999 con ulteriori 160 milioni, per la realizzazione del progetto "Keynet".
L'Area deve sviluppare e tenere aggiornata la banca dati chiamata appunto "Keynet", contenente le parole chiave che caratterizzano le informazioni presenti nelle banche dati primarie di biosequenze quali EMBL e Gene Bank. Nell'Area si trova poi l'Ufficio Immagine e Relazioni con il Pubblico (URP). Questa struttura gestisce e organizza convegni, seminari, incontri, manifestazioni, partecipazione con stand a mostre, fiere campionarie ed altre iniziative di carattere nazionale ed internazionale. Cura l'immagine dell'Area e i rapporti con organi e agenzie di stampa. L'Ufficio sta, infine, avviando diverse attività intese al trasferimento delle conoscenze sviluppate nel mondo della Ricerca verso il mondo produttivo ed imprenditoriale.

Quali rapporti esistono con il territorio?

Malgrado non vi sia un edificio che riunisce tutti gli organi afferenti, l'Area ha una certa visibilità all'esterno, anche grazie all'attività divulgativa che ho cercato in tutti modi di svolgere da quando sono direttore. A tale scopo mi sono adoperato per la firma di convenzioni con varie istituzioni. Quella stipulata con la Regione Puglia mira a stimolare la richieta di pareri tecnici ai ricercatori del CNR, in merito agli argomenti nei quali sono esperti, prima di prendere decisioni impegnative.
Importante è anche la Convenzione in corso con la Fiera del Levante, allo scopo di utilizzare tale manifestazione come vetrina per le attività svolte dall'Area e per far conoscere i risultati raggiunti alla popolazione del Meridione.
Da qualche tempo, poi, organizzo riunioni periodiche presso l'Associazione Industriali per favorire un rapporto diretto tra ricerca e mondo produttivo locale, così da incentivare il trasferimento tecnologico, già in parte in atto, ad esempio, per ciò che concerne la purificazione delle acque inquinate dai reflui prodotti dalle industrie alimentari.

Quali ritiene siano gli interventi più urgenti da effettuare?

Il problema più urgente da risolvere è senz'altro quello della sede, indispensabile per accrescere l'attività ed incrementare la collaborazione fra gli Istituti.
Importante è anche stimolare i ricercatori a partecipare alla vita produttiva del territorio, così da svolgere una funzione educativa nei confronti degli imprenditori del luogo, spesso diffidenti nei confronti degli studiosi.

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